7.31.2008

GEOMETRICAMENTE IMMAGINARIO

In una città, immaginaria, geometricamente storta, crescono individui, immaginari, geometricamente sbagliati, con cervelli, immaginari, geometricamente sballati. Dritto e Storto erano due di questi simpaticoni immaginari. Videro la luce in un quartiere, immaginario, geometricamente e immaginariamente ghettizzato, dove quasi tutti erano duri e poco puri. A 6 anni diventarono amici. A 8 anni fumarono la loro prima sigaretta. A 10 anni cominciarono a pensare che il mondo gli appartenesse. A 12 anni violentarono Area, la più carina della classe. A 14 anni fecero la loro prima rapina; la sera festeggiarono prendendosi la loro prima sbornia. A 16 anni nelle loro vene circolava più cocaina che auto in centro nelle ore di punta. A 18 anni non tenevano più il conto degli omicidi su commissione. A 20 anni incontrarono Angolo Retto detto il geometra (era il fratello di Area), che sgozzò entrambi. Una morte bizzarra, qualcuno disse "geometricamente e immaginariamente perfetta". E pensare che, Dritto e Storto, erano simpatici a tutti!
Testo aggiornato.

7.30.2008

Il post - ino saluta sempre due volte

Vorrei avvisarvi che la biografia di Sam Peckinpah, nel post precedente, non l'ho scritta io ma: Fabio Secchi Frau per My movies. Al momento della pubblicazione non mi ritrovavo il suo nome e link. E poi, pigro come sono, quando mai avrei avuto la pazienza di linkare tutti i film di Sam?! I complimenti, anche i miei (veramente una bella, grande piccola biografia), pertanto, li rigiro a lui. Vi ringrazio tutti, comunque, per la fiducia e colgo l'occasione per augurarvi buone vacanze.
Ciao.
Efisio Bianco.

Nella foto zizio su burricheddu.

7.27.2008

C'era una volta Sam Peckinpah

Nome: David Samuel Peckimpah. Data e luogo di nascita: 21 Febbraio 1925, Fresno, California, USA. Data e luogo di morte: 28 Dicembre 1984, Inglewood, California, USA.
Come diavolo può essere finito nella lista dei migliori registi della storia del cinema? Molti critici ancora se lo chiedono. Lui che ha abbandonato la quiete della vita per un'esistenza da pirata inquieto, annebbiato dall'alcool, dal fumo e dalla cocaina, umiliato da anomale manie psicotiche e con tre pacemaker, si è messo in viaggio oltre i confini del mondo, usando le urla di un uomo dalle mani callose, al posto della voce stentorea di un regista comune, per decantare il mondo dei perdenti e un sogno americano che definiva ancora "imballato". Negava la fatalità della vita, vedeva di buon occhio le forze distruttive dell'uomo, applaudiva e consacrava una civiltà disgregata dall'individuo che coinvolgeva, con le sue stragi, prede e cacciatori, prigionieri e carcerieri, patrioti e vili. Erano i bagni di sangue a eguagliare tutti, e quindi la morte. Affascina la sua visione del tempo perduto e del fallimento, temi che ricorrono nelle sue ricostruzioni cinematografiche, dove si fa sapientemente largo uso del ralenti, dove si sprigionano armonie cromatiche e si mette in scena una violenza pittorica e barocca, quasi ritualistica. Sovvertitore di vecchie mitologie americane e creatore invece di nuove seducenti utopie, crudo realista, malinconico e crepuscolare narratore pieno di nostalgia e rimpianto per un mondo rurale e virile, schiacciato dal progresso, è con i suoi film "duri e puri" che si è segnalato alla critica come uno degli autori più interessanti della nuova generazione di registi americani. Di origine indiana, nato nell'assolata California, in un paese sonnolento circondato da verdi pinete, il giovane Samuel era un tipo solitario, largamente influenzato dalla presenza del nonno, giudice e membro del Congresso, nonché rappresentante della Sierra Nevada. Una volta raggiunta la maggiore età, Sam serve il corpo dei Marines durante la Seconda Guerra Mondiale ma, con sua enorme delusione, non vedrà né parteciperà mai alle azioni belliche. Frequenta il Fresno State College e la University of Southern California, sposandosi poco più che ventenne e ancora senza un titolo di studio con l'attrice Marie Selland, a Las Vegas, nel 1947. Dalla Selland, dalla quale divorzierà nel 1960, avrà tre figli attori: Sharon, Kristen e Matthew Peckinpah. Sceneggiatore televisivo, comincia però la sua carriera come attore in pellicole come: Dial Red O (1955) di Daniel B. Ullman, I cadetti della III Brigata (1955) di Don Siegel (che lo rivorrà con la moglie ne L'invasione degli ultracorpi, 1956) e Wichita (1955) di Jacques Tourneur. Il mestiere di regista lo aspetta quando comincia a realizzare serie tv come Lo sceriffo di Dodge City, trasmesse anche dalla RAI, o Trackdown (1957) e The Westerner (1960). Dopo aver firmato l'adattamento per il film di Marlon Brando I due volti della vendetta (1961), passa ai lungometraggi con La morte cavalca a Rio Bravo (1961), e dopo un breve ritorno al piccolo schermo firmando un episodio del serial Route 66, continua a descrivere un asciutto e polveroso western con Sfida nell'Alta Sierra (1961). Nel 1965, sposa Begoña Palacios, dalla quale avrà la sua quarta figlia, la costumista Lupita Peckinpah. Per le feroci lotte con i produttori (che hanno puntellato la sua carriera dall'inizio alla fine, dal 1965 al 1969 viene relegato a sceneggiatore di secondo piano (firma Doringo! e Viva! Viva Villa!) e deve accettare lavori di completamento, chiedendo soldi in prestito o sbancando il lunario alla radio. Tutta colpa del massacratissimo Sierra Charriba (1965), che venne tagliato gravemente dalla Columbia Pictures. Un film che è rimasto maledetto perché, durante la lavorazione del film, ci fu un'ondata di caldo afoso che invase il Messico, esacerbando il consumo di alcol e marijuana di Peckinpah e provocando le ire dell'attore Charlton Heston. Tale inaffidabilità sul lavoro, gli costò la perdita di Cincinnati Kid (1965) che venne diretto da Norman Jewison, dopo appena otto giorni di riprese. Anche perché oltre ai disaccordi sulla concezione di questo film, si aggiunse una vera e propria baruffa fra lui e il produttore Martin Ransohoff. Neanche il suo capolavoro, Il mucchio selvaggio (1969), storia di un gruppo di banditi falliti che si rifugiano in Messico in balia dell'esercito che ha già messo a tacere una rivoluzione, non cambiò in meglio la sua vita disordinata, che rimase segnata da un irriscattabile sentore di sconfitta, lo stesso dei suoi eroi. L'Academy snobbò la sua visionaria ed eccezionale regia, troppo "barocca" per i loro gusti e troppo violenta in alcune scene. Lodando solo musica e sceneggiatura (nominate all'Oscar) di uno dei più memorabili e romantici western della storia del cinema.La ballata di Cable Hogue (1970), ma soprattutto Cane di paglia (1971) sono teatro spettacolare della sua poetica morale e individuale. Due i film con Steve McQueen: L'ultimo buscadero (1972) e il più commerciale Getaway!(1972) e poi, odiato da Stanley Kubrick per un disguido progettuale, firma Pat Garrett e Billy The Kid (1973) con James Coburn e Kris Kristofferson, due dei suoi attori più amati che vestiranno i panni del leggendario due di banditi. Con i pochi soldi in tasca, acquista una roulotte e si ferma a Paradise Cove, a Malibu, dove organizza party, riunioni di lavoro, ricevimenti con amici. Mangiava pochissimo beveva fin dalle prime luci del giorno vodka e ingoiava pillole eccitanti. Fu salvato da Kay Barker, la sua segretaria che lo curò, salvandogli la vita e spingendolo a tornare sul set, dove firmerà il suo film più violento Voglio la testa di Garcia(1974), per il quale riceverà il soprannome di "Bloody Sam".Dopo aver diretto Robert Duvall in Killer Èlite (1975), firma un contratto per girare il film Cukoo's Progress, tratto dal libro dello scrittore svedese Sture Dahlström, che tratta di un uomo la cui unica ambizione è ingravidare tutte le donne della terra. Peccato che morì prima che il film fosse girato. La croce di ferro (1977) e Convoy – Trincea d'asfalto (1978) sono gli ultimi film degli anni Settanta. Poi reciterà in Italia per Monte Hellman e Antonio Brandt in Amore, piombo e furore (1978), con Fabio Testi e Franco Interlenghi, e per Giulio Paradisi nel mediocrissimo Stridulum (1978), film di fantascienza che raccoglieva nel cast nomi illustri come Shelley Winters, Mel Ferrer, Glenn Ford e John Huston. La lavorazione del suo ultimo film, Osterman Weekend (1983), fu attraversata da ritardi e impuntature e i produttori alla fine gli strapparono il lavoro dalle mani, allontanandolo pure dalla fase del montaggio. Solo nell'ultimo periodo della sua vita, cercò di disintossicarsi da alcol, droghe e medicinali, dirigendo un videoclip per Julian Lennon, figlio di John. Morì d'infarto in Messico all'età di 59 anni, e le sue ceneri furono sparse al vento sul Pacifico, al largo di Malibu. Specializzato in pellicole mozzafiato, uomo d'azione infernale, astuto, demoniaco, perverso, Sam Peckinpah è il violento cantore di un cinema sporco e brutale, che ha trasformato in epopea il degrado e il disfacimento di un mondo e di una frontiera nei quali vincitori e vinti hanno lo stesso destino. I suoi dirty western sono stati definiti, di volta in volta, e non senza qualche contraddizione, geniali o pazzi. Resta il fatto che quest'uomo è stato il più grande innovatore cinematografico degli anni Sessanta/Settanta. Bugiardo, egocentrico, anarchico di destra, alcolista con un sacco di talento, ma uomo leale con i suoi veri amici, ha fatto entrare, spingendo, lo spettatore in alcune delle scene più corrotte e infernali che si siano mai viste, dove si narra il disfacimento e la morte, l'oltraggio e la sottomissione della dimensione umana. Il tutto in assoluto contrasto con lo struggente concezione western di John Ford, ma con un maggior tributo ai temi dell'amicizia e della vecchiaia. Peckinpah è come un'alba che si è bloccata e rimane a irradiare, da dietro le radure, la sua luce calda, incerta se sorgere o ritornare a tramontare nel crepuscolo. È una spiaggia deserta, con molte orme sulla sabbia, ma senza nessuno nei paraggi. Ha rincorso il tempo dell'uomo ed è morto da uomo solo in una notte senza fine. Forse ancora corre selvaggiamente, fra le stelle, pensando che comunque fra qualche anno, nessuno si ricorderà di lui. Nessuno saprà di questo perdente che si è smarrito fra viaggi sconvolgenti e splendenti, e che ancora conserva quel viso invecchiato dal sole e i capelli bianchi come la luna. Sì, Peckinpah ancora corre e arranca, inseguendo un bellissimo angelo, con una bottiglia di vodka fra le mani.

7.26.2008

Un eroe di nome Héctor Oesterheld


Questo libro nasce in Argentina nel 1968, a un anno dalla morte del Che.
Nel 1973 viene messo al bando. Nel 1976 gli autori lo seppelliscono in giardino per sfuggire alle persecuzioni della neonata dittatura militare. Recuperato dopo sette anni, torna alla luce in Spagna nel 1987, diventando rapidamente un prezioso oggetto di culto...

Leggo da sempre i fumetti, per me hanno lo stesso valore e dignità (quando sono fatti bene) di un buon film o di un buon libro, e perché no?! Anche di una bella canzone. Un fumetto può dare le loro stesse emozioni. La forza straordinaria di questo bellissimo media sta tutta nei disegni, nella loro sequenza e nel testo... Tre grandi autori del fumetto mondiale sono stati i Breccia (padre e figlio) e Oesterheld. Quest'ultimo fu uno dei più innovativi e validi sceneggiatori argentini: nasce a Buenos Aires (Argentina) il 23 luglio 1919. Mentre studia scienze naturali (si laureerà in geologia) corregge bozze presso una tipografia. Il suo debutto è sul supplemento letterario de La Prensa con il racconto "Truila y Miltar". Successivamente scrive racconti per ragazzi per la Editorial Codex e per la Editorial Abril. Per quest'ultima scrive anche le prime sceneggiature di fumetti: Alan y Grazy, Lord Commando e Ray Kaitt. Viene poi nominato direttore di Misterix. Nel 1955, con il fratello Jorge, fonda la Editorial Frontera e pubblica due riviste mensili, Frontera e Hora cero, in seguito affiancate dal settimanale Hora cero semanal. Nel corso degli anni realizza numerosissimi personaggi di successo, come Bull Rockett (con i disegni di Paul Campani), Randall (disegnato da Arturo del Castillo), Sargento Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga (disegnati da Hugo Pratt), Sherlock Time (realizzato da Alberto Breccia) e la saga dell'Eternauta, critica sotto metafora fantascientifica della dittatura militare argentina Ndr (disegnata per molti anni da Francisco Solano Lopez, anche se va segnalata una personalissima versione del primo episodio realizzata da Alberto Breccia). Nel 1962 crea Mort Cinder con Alberto Breccia per Misterix (poi edita dalla Editorial Yago). Nei primi anni Settanta collabora con la Editorial Columba creando Argon el justicero, Roland el corsario e Kabul de Bengala. In grado di spaziare tra generi diversi, preferisce tratteggiare personaggi contraddittori e parzialmente ambigui, combattuti tra il bene e il male e costretti a scegliere dalle circostanze, a differenza degli "eroi a tempo pieno". Scrive anche il testo di una delle più appassionanti e riuscite storie sul Che, disegnata da Alberto Breccia e dal figlio Enrique Breccia, al suo esordio professionale. Durante gli anni neri della dittatura militare, dopo aver perso entrambe le figlie (Barbara sequestrata e uccisa, Diana "scomparsa"), il grande sceneggiatore argentino subisce la medesima sorte: viene prelevato da una squadra armata nel pomeriggio del 21 aprile 1977, e di lui non si avranno più notizie.
Rif. Fondazione Franco Fossati Museo del fumetto e della comunicazione. La fotografia in alto è tratta dal n. 1 di Hora Cero semanal (conservazione Museo Franco Fossati). L'immagine in basso e l'introduzione al post sono tratte dalla recensione di Che, da 24 ore su 24, 7 giorni su 7
A Héctor, a Barbara, a Diana e a tutti i desaparecidos... Hasta la victoria siempre.

7.23.2008

LUNA

Faccio un giro per Smack City. Fa caldo, il sole colpisce spietato. Compro un giornale e leggo di un padre che ha aggredito e sbattuto la testa della propria figlia sul marmo dell'altare della patria a Roma. Mi siedo all'ombra di un albero e cerco di capire: la bambina si chiama Luna, ha appena 4 anni, è francese. Ora è in coma in un ospedale. Nel gesto assurdo del padre c'è una storia di malattia psichica e medicinali non presi. Ma tutto questo non è una risposta. Non importa, dovrei saperlo, ormai, che i giornali confondono e non danno mai risposte... Sono sicuro però che Luna combatte come una piccola e coraggiosa samurai. Sono sicuro che ce la farà. Mi alzo e guardo su nel cielo azzurro e distante da tutti i nostri piccoli e grandi drammi, stasera vorrei che la luna sorgesse presto.

7.21.2008

Hot Tuna - Sunrise Dance with the Devil

Una chitarra Fender, un vecchio amplificatore Marshall. Le dita scorrono veloci ed esperte sulla tastiera, ci danzano sopra, leggere toccano le corde che rispondono urlando gentili in un linguaggio universale: quello delle note. Ancora blues insieme al suo fratellino rock...

7.20.2008

BUGO - CODA D'ITALIA - MEZZORA PRIMA DI MORIRE

Sono tutti miei amici, nel mio dramma personale... In Italia si nasce con la coda di paglia!

Hai la faccia così mezzora prima di morire... Mezzora fa l'accordatore era d'accordo! Il sole tramontava piano e la notte se lo mangiava.

Buona domenica?!

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7.17.2008

Chris Isaak - Baby Did a Bad Bad Thing - Eyes Wide Shut

Baby, do it again...



A gift... Chris Isaak - Life will go on

7.16.2008

YOU GOT IT

Se una storia ti interessa dovrai prima imparare ad entrarci, quando finirà, dovrai poi imparare ad uscirne. Nel frattempo: You got it...

7.15.2008

LUNGHI. DISTESI... POSSIBILMENTE FREDDI!

Ecco le accuse e le sentenze per i macellai del G8 di Genova... Quasi tutti assolti?!
IMPUTATO
INCARICO
REATO
RICHIESTA PM
SENTENZA
Antonio Biagio Gugliotta
ispettore della polizia penitenziaria
abuso d' ufficio, abuso di autorita' contro i detenuti o arrestati, lesioni personali, percosse, ingiurie
5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici
5 anni di reclusione
Massimo Luigi Pigozzi
assistente capo della Polizia di Stato
lesioni personali gravi
3 anni e 11 mesi
3 anni e 2 mesi di reclusione
Alessandro Perugini
vice dirigente Digos questura di Genova
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea
2 anni e 4 mesi di reclusione
Anna Poggi
commissario capo della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea
2 anni e 4 mesi di reclusione
Oronzo Doria
colonnello polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Ernesto Cimino
capitano del disciolto corpo degli agenti di custodia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Cap. Bruno Pelliccia
comandante del personale del Servizio Centrale Traduzioni della Polizia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati odetenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Franco Valerio
ispettore superiore della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Daniela Maida
ispettore superiore della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
2 anni e 6 mesi di reclusione
1 anno e 6 mesi di reclusione
Gianmarco Braini
comandante del contingente dei carabinieridel 9° Battaglione Sardegna, addetto al servizio di vigilanza della camere di sicurezza
abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali
2 anni e 9 mesi di reclusione
assolto
Piermatteo Barucco
sottotenente dei carabinieri
abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali
2 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Aldo Tarascio
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
assolto
Antonello Talu
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
assolto
Matilde Arecco
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Natale Parisi
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Mario Turco
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Paolo Ubaldi
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Maurizio Piscitelli
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Antonio Gavino Multineddu
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Russo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Corrado Furcas
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giuseppe Serroni
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Mario Foniciello
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Reinhard Avoledo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Pintus
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Pietro Romeo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Ignazio Mura
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Diana Mancini
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
6 mesi di reclusione
assolto
Massimo Salomone
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
7 mesi di reclusione
assolto
Gaetano Antonello
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno e 4 mesi di reclusione
1 anno e 3 mesi di reclusione
Barbara Amadei
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
10 mesi e 20 giorni di reclusione
9 mesi di reclusione
Daniela Cerasuolo
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
8 mesi di reclusione
assolto
Alfredo Incoronato
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno di reclusione
1 anno di reclusione
Giuliano Patrizi
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
7 mesi di reclusione
5 mesi di reclusione
Francesco Paolo Baldassarre Tolomeo
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Egidio Nurchis
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Marcello Mulas
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Amoroso
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Michele Sabia Colucci
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Giuseppe Fornasiere
ufficiale di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
assoluzione
assolto
Giacomo Toccafondi
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
2 anni e 3 mesi di reclusione
1 anno e 2 mesi di reclusione
Aldo Amenta
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
10 mesi di reclusione
Adrana Mazzoleni
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Sonia Sciandra
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Marilena Zaccardi
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione

7.14.2008

APACHE

Gli indiani Apache (insieme ai Lakota) sono i miei preferiti fra tutte le tribù del nord America. Si opposero sino all'ultimo allo strapotere dell'uomo bianco. Anche se descritti in modo quasi leggendario come predoni e feroci guerrieri, erano un popolo con i propri usi e costumi. Spiritosi, intelligenti, allegri, non si lasciavano travolgere dalle difficoltà della vita. Sempre pronti ad agire, nulla poteva coglierli di sorpresa. Per loro un fatto d'armi, fine a se stesso, non aveva molta rilevanza. Anzi, veniva considerato una sciocchezza. Ma sorprendere e annientare l'avversario con l'astuzia era un fatto degno di lode. La pietà in combattimento era un sentimento sconosciuto agli Apache e la crudeltà era una loro caratteristica. Si deve però ammettere che non commisero mai le atrocità che invece subirono dai loro nemici cristiani. L'Apache era coerente al suo credo di predone e crudeltà; l'uomo bianco, invece, ostentava con ipocrisia la misericordia e l'onestà per poi superare gli stessi Apache in azioni indegne e spietate. Con la propria gente avevano un comportamento totalmente diverso, adempiva ai propri doveri con la famiglia e il clan di appartenenza o gruppo. Tradire i modelli comportamentali del suo popolo gli procurava dolori e sanzioni severe quanto quelle che reggono una società civile. L'Apache osservava il codice sociale più di qualsiasi uomo bianco. Considerava una virtù dire sempre la verità, non derubava mai i membri della sua tribù e non mancava di pagare i propri debiti. Era generoso e divideva con i compagni ciò che possedeva. I genitori amavano teneramente i loro bambini e avevano cura anche per gli altri componenti della famiglia. Anche a costo della propria incolumità e del proprio benessere esigevano soddisfazione per i torti fatti ad amici o parenti. Il lavoro e le spese richiesti per le cerimonie del matrimonio o sepoltura dei morti erano divisi tra le famiglie. Le donne erano fedeli e pazienti nell'espletare i compiti domestici. Furono in eterna lotta prima con gli spagnoli poi con i messicani e gli americani. Le loro scorribande si svolgevano tra il Texas e il nuovo Messico. Per un nemico cadere vivo nelle loro mani significava morire tra atroci sofferenze. Un Apache riusciva a percorrere anche 130 chilometri al giorno e la sua resistenza gli consentiva di tenere quel passo per giorni e giorni. Abilissimi nella guerriglia (Che Guevara ne trasse insegnamento per le sue tattiche), un piccolo gruppo di Apache poteva tenere in scacco per mesi i suoi nemici, fossero anche i soldati americani. Tutta la loro vita fu una battaglia disperata, votata alla sconfitta ma non alla resa.

Rif. Dalla parte degli indiani - Frank Lockwood Apache.

7.13.2008

LA TORRE

Giù dalla torre butterei tutti quanti gli artisti... Per gli spartani una volta era uguale, buttavano giù da una rupe quelli che venivano male... Per la vigilia della distruzione ritorneranno dinosauri antidiluviani una razza di super-rettili che si mangerà scialalalalalà i presentatori, specie quelli creativi che giocano ai quiz elettronici... Si mangerà chi fa ma non sa quel che fa.

Gli altri; ben sapendo di non saper far niente, fecero, a loro insaputa, la cosa più importantemente risaputa: nessun danno!

7.09.2008

7.06.2008

ZZ TOP - JESUS JUST LEFT CHICAGO (Live in Texas)

Jesus just left Chicago and he's bound for New Orleans...

Took a jump through Mississippi, well, muddy water turned to wine...

Gesù ha mollato Chicago e si dirige verso New Orleans...

Con un salto nel Mississippi, beh, ha trasformato l'acqua della palude in vino... Muchas grazias!

Stay fresh!