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1.21.2016

Ladies and gentlemen: mister Stan Lee!


"Beh! Io, Stan, sono d'accordo con te!"

6.30.2013

Estate 1975

 Robert Crumb sull'America moderna.

5.10.2012

Furti d'auto-re


Capita!

3.14.2012

Non entrate in quella cassa!

Sdrammatizziamo!

11.14.2007

WORK IN PROGRESS

Si va avanti con il progetto Shingen. Nell'immagine, a sinistra, studio del logo e una prova di copertina. Il disegno è opera di Marco Ballò.

11.12.2007

299 + 1 SPASSO E 300 RISATE

Leo Ortolani?
Bravo!
Come Frank Miller? Naaaa! come mio cugino! Tuo cugino?!
Sì, mio cugino Franco Mulleri! Non capisco...Dai, scherzo. Leo Ortolani è bravo come Marcello Marchesi!

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11.10.2007

MAGNIFICHE CAZZATE - I CACCIATORI DELLA BESTIA 666

Ho comprato e letto il numero uno di "Nemrod" nuovo parto della Star Comics, ad essere sinceri, non mi è piaciuto granché. Pesantemente didascaliche, con pochissimi dialoghi, le prime ventitrè tavole cercano di introdurci in questo fantasy demoniaco popolato da mostri che minacciano l'umanità. Farraginoso, condito con frasi ad effetto e citazioni della genesi si arriva, con molta fatica, al primo traguardo finale chiedendosi se vale la pena di seguire le avventure di un prete, un commissario e due ragazzi coinvolti nella vicenda perché i loro cognomi contengono la parola che dà il titolo alla mini serie. I disegni di Fabio Celoni sembrano un p0' sacrificati dal formato, si passa da "vignettoni" che occupano un intera pagina, a vignette formato francobollo che creano un effetto eterogeneo, e si ha anche l'impressione, "probabilmente solo l'impressione", che i disegni non siano fatti sempre dallo stesso autore. Qualche errore nella trascrizione del lettering e un pessimo, a mio parere, taglio del disegno di copertina, che non è comunque il massimo, completano il tutto. NEMROD I CACCIATORI DELLA BESTIA 666. TITOLO: NEL NOME DEL SIGNORE.TESTI: ANDREA AROMATICO. DISEGNI: FABIO CELONI. EDIZIONI STARCOMICS.

10.16.2007

RIAMMAZZALI TUTTI TORPEDO

Se mai dovessi abbandonare il pianeta perché uno scorreggione gigante stà per asfissiarne tutti gli abitanti, tra le cose che salverei mettendole in valigia per portarle via con me, ci sarebbero sicuramente le storie noir di Torpedo. Nato dal magico cervello del sempre sia lodato Enrique Sanchez Abuli (Palau de Vidre, Francia, 1945 ) e realizzato graficamente prima dal divino Alex Toth (New York, 1928-2006 ) e poi da…? Non trovo aggettivi, Jordi Bernet (Barcellona, 1944 ) Luca Torelli alias Torpedo cerca di sopravivere nell’America, quella del 1936, della gran depressione e dei gangster ammazzando su commissione. Duro e sfigato, pardon, dannato allo stesso tempo, Torpedo reagisce al ruolo di povero immigrante, figlio d’italiani, che la vita gli ha riservato, a colpi di pistola. La madre Luciana Petrosino è una casalinga il padre Vittorio Torelli è un disoccupato dedito all’alcool che ha sulla coscienza il peso della morte di Mario il fratello di Torpedo, ma questi gliela alleggerirà facendolo far fuori. Torpedo capisce subito che in america ad essere qualcuno non ci si arriva facendo il lustrascarpe, le sue vere attitudini le scopre, quando “Fa la pelle” a MacDonald il poliziotto che diventa la sua prima realizzazione professionale e il suo primo cadavere. Ignorante e tamarro, cresciuto con una cultura da strada, torpedo ama citare frasi famose storpiandole. “ tutti gli uomini hanno un tallone di Attila, o un perone di Achille.” Le bellissime donne che incontra sulla sua strada preferisce consumarle piuttosto che conquistarle. Le storie sono un perfetto equilibrio tra disegno e testo, grottescamente ciniche e intelligenti sono perfette per lo stile grafico di Bernet che caratterizza i protagonisti rendendoli comici ma senza esagerare. Spesso, il titolo avvisa il lettore di ciò che lo aspetta: Sodoma e Camorra, R.I.P e amen, Miami bitch, Il negro che ci lasciò in bianco; testimoniando, anche, il gusto per gli acuti doppi sensi da parte dello scrittore. Il mondo di torpedo è popolato di gangster, papponi e provocanti puttane, tutti con gli stessi obbiettivi che da sempre dettano legge in questo mondo, il potere, il denaro, la fica; dove tutti sono disposti a tutto pur di ottenerli. Paragonato a questa tipologia di persone, nonostante le scarse qualità intellettive, il protagonista risulta quasi un vincitore, Torpedo è il duro ed elegante, sempre con la sigaretta incollata su un lato della bocca, che uccide, tutto sommato, direbbero i moralisti, persone che è meglio che stiano dall’altra parte piuttosto che da questa, spazzatura che quando viene ritirata nessuno rimpiange. Quello che sottolinea Abuli invece è il distacco dalle cose con qui affronta le situazioni il suo personaggio, c’è uno da ammazzare? Paga e torpedo te lo ammazza, c’è una da scopare? Torpedo sfrutterà qualsiasi situazione a suo vantaggio e scoperà. Come comprimario, Abuli ha affiancato al killer, Rascal che finisce quasi sempre per prenderle dall’amico quando le cose vanno storte.
Ancora oggi Torpedo è uno dei personaggi dei fumetti più famosi nel mondo per la sua originalità. Da qualche mese, in un elegante formato, le edizioniBd ne stanno stampando l’opera completa su cartonato…Ora vado perché nell’aria aleggia uno strano odore!

9.08.2007

PIRATI E SAMURAI

Marco Ballò è un gentile e bravo disegnatore che sta portando avanti lo studio dei personaggi di una storia a fumetti scritta, a quattro mani, da me e dall'inossidabile Luigi Serra. Vi mostro qualcuno dei caracters realizzati da Marco; Per l'intera gallery fate rotta verso "Quì."


9.01.2007

COMIX 4 MUSIX





Cosa hanno in comune queste quattro copertine? ve lo dico subito; Sono state realizzate da quattro famosi fumettisti . Se li ricoscete fatemi sapere chi sono.

3.21.2007

ZAGOR 500


Lo spirito con la scure, o meglio, Za - gor - te - nay, ha raggiunto l’invidiabile traguardo del cinquecentesimo numero con l’albo intitolato: Magia indiana, testi di Moreno Burattini e disegni dell’intramontabile Gallieno Ferri. Come tanti altri personaggi dei fumetti, Zagor ha fatto parte della mia infanzia tenendomi compagnia con le sue avventure nelle fredde serate invernali o nelle assolate giornate estive. Solo guardare le copertine del mitico Ferri era gia un tuffo nell’avventura tra indiani cattivissimi e foreste impenetrabili. Ricordo ancora come rimasi colpito dal primo albo che mi capitò tra le mani, lo lessi dal barbiere, era intitolato "L’arciere Rosso, disegnato da Franco Donatelli, che con Franco Bignotti e Gallieno Ferri (i primi due purtroppo scomparsi), faceva parte del primissimo staff dei disegnatori. Mi piacque così tanto che lo portai via inseguito dal suo legittimo proprietario. Avevo otto anni. Mio padre quando lo seppe mi diede una bella “lavata di capo”, ma poi, per evitare altre mie eventuali innocenti appropriazioni indebite, decise di comprarmelo ogni mese. E si, fu proprio amore fin dalla prima lettura. Ricordo ancora i momenti di impaziente attesa per sapere come andava a finire una situazione interrotta nel numero precedente e come mi immedesimavo nei personaggi, così ben caratterizzati dal bravissimo Sergio Bonelli che si firmava Guido Nolitta, o come seppi più avanti, da Gianluigi Bonelli e dallo stesso Ferri. Anche se crescendo a un certo punto smisi di collezionarlo per passare ad altri protagonisti del mondo dei comics, Zagor ha sempre mantenuto un posto speciale tra i tanti eroi dei fumetti a cui sono affezionato. Così dopo quarantasei anni di incredibili avventure Zagor e Cico inossidabilmente, resistono nell’era dell’informatica e della multimedialità, sarà perché di tanto in tanto ritrovano sulla loro strada compagni di avventura come Digging Bill o Guitar Jim? Sarà perché in un mondo dove tutto oramai si muove a velocità tecnologicamente folle loro rimangono tra gli ultimi esponenti di un epoca che oramai sembra lontanissima? Qualunque sia la risposta, a Zagor e ai suoi autori porgo i miei migliori auguri.