Effettivamente anche io da quando frequento il web sento sempre più l'incontrollabile necessità di vedere scorrere il sangue (specie quando vado a leggere il blog di 31 canzoni o quello di Listener), ma a me non basta la riproduzione, seppur metallica, del Duomo milanese, no, io ho bisogno come minimo di un bazooka e se poi fosse possibile magari di un aereo da guerra fornito di relativa bomba atomica da sganciare sopra l'imbecillità... Sottolineo che scherzo e che trovo ridicolo come da sempre si debba trovare il capro espiatorio a casi certo gravi che non hanno però nessuna connotazione politica ma che si cerca di politicizzare a tutti i costi in modo da giustificare nuove repressioni che in questo caso, per ora, sono solo di tipo mediatico. Ma chiudere gli ospedali psichiatrici non è forse stata un idea dello stato? E non fu uno psicolabile, mandato dagli stessi nazisti, quello che diede fuoco al Reichstag giustificando la repressione sugli ebrei che vennero incolpati del misfatto? Certo che qui non si sta parlando della storia con la esse maiuscola ma piuttosto di quella che si potrebbe retoricamente definire: " Storia di un caso di umana stupidità", cercare di accollare a tutti i costi un marchio politico al gesto insensato di un uomo che sicuramente ha più bisogno di cure specialistiche piuttosto che della galera, rende questo paese ancora più triste e cupo. In tutto questo farraginoso marasma mediatico mi chiedo se gli addetti ai lavori credano sia veramente possibile presentarsi ad un attentato "premeditato" "armati" di una statuina. Ora i milanesi forse dovranno stare attenti anche quando si porteranno dietro il panettone e lo spumante. L'unica affermazione plausibile e che calza a pennello a questa ennesima italica vicenda è quella che sicuramente dichiarerebbe Antonio De Curtis in arte Totò: "Ma fatemi il piacere!".
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12.19.2009
11.24.2009
Il segno dell'antieroe
Seppelliti dall'immondizia culturale dei media non fa eccezione anche quello del fumetto. escludendo alcuni editori, il panorama fumettistico italiano è quantomeno raccapricciante, impoverito anche dal web gossip dove gli addetti ai lavori si sputtanano a vicenda pur di apparire migliori e al di sopra della mischia. Tristemente e tediosamente ripetitivi nelle loro proposte editoriali gli autori di questi tetri anni sembrano aspettare con impazienza le casereccie fiere dei comics pur di elemosinare un po' di notorietà. Dietro le quinte, come un tempo, non ci sta più nessuno: apparire anche a costo di essere imbarazzanti. Allora si guarda nuovamente al passato ma non per affettive ragioni nostalgiche ma semplicemente per evitare di mandare a farsi fottere una volta per tutte il mondo delle nuvole parlanti. Basta poco: ricordarsi magari del vecchio Magnus e del suo Unknow, dell'irriverente Crumb, dei Metal Hurlant o dare una occhiata alle copertine dei Ken Parker con quella voglia che ti prende di rileggerli tutti, perché in fondo per noi la scoperta dell'America sono anche loro e perché purtroppo sempre più spesso questa Italia che puzza ancora di innegabile, merdosa retorica provincialità, sembra sempre più determinata a fare trasformare tutti i tuoi sogni in incubi.
L'America è nello stesso tempo incanto e disincanto. Tenerezza e furore. Slanci e paura di non farcela. Sogno di esistere e avere. Frustrazione, mania di grandezza. Una mano sul cuore e l'altra sulla pistola.
Italo Moscati - Sergio Leone Quando il cinema era grande - Lindau
L'America è nello stesso tempo incanto e disincanto. Tenerezza e furore. Slanci e paura di non farcela. Sogno di esistere e avere. Frustrazione, mania di grandezza. Una mano sul cuore e l'altra sulla pistola.
Italo Moscati - Sergio Leone Quando il cinema era grande - Lindau
10.17.2009
Hanno cotto il razzo... VIVA l' ITALIA LIBERA!
10.07.2009
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