God bless the people of Iraq, Afghanistan, Cermis, Perugia and all Italy too.
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7.26.2010
Saul Steinberg

"Il disegno come esperienza e occupazione letteraria mi libera dal bisogno di parlare e di scrivere. Lo scrivere è un mestiere talmente orribile, talmente difficile… Anche la pittura e la scultura sono altrettanto difficili e complicate e per me sarebbero una perdita di tempo. C’è nella pittura e nella scultura un compiacimento, un narcisismo, un modo di perdere tempo attraverso un piacere che evita la vera essenza delle cose, l’idea pura; mentre il disegno è la più rigorosa, la meno narcisistica delle espressioni".(Saul Steinberg, intervista di Sergio Zavoli, 1967)
7.12.2010
10.23.2008
Gli uomini preferiscono le tombe
Di tanto in tanto, pare che ci sia una critica d'obbligo verso un certo genere di film o altri media riguardante i loro eventuali contenuti violenti. Ma poi, effettivamente, esistono circostanze dove la violenza è completamente inesistente? A cominciare dalle "innocenti" fiabe che le nonnine raccontano ai loro bravi nipotini affinché diventino probi e retti adulti, già troviamo messaggi contenenti un certo uso della violenza: ad esempio in quella di Biancaneve, dove la regina e matrigna della protagonista chiede al cacciatore di uccidere e poi portargli il cuore della povera figliastra; in quella di capuccetto Rosso, dove un altro cacciatore apre la pancia del povero lupo per salvare nonna e nipote; nel Pinocchio, quando quest'ultimo viene impiccato dal gatto e la volpe. A prescindere che i finali a lieto fine, o una diversificazione tra violenza fatta a fin di bene e una a fin di male, ne giustifichino il suo utilizzo, direi che sin dai primi anni della nostra vita, involontariamente, riceviamo una educazione alla conoscenza della violenza. La frustrata società di questi ultimi anni ha poi sviluppato un atteggiamento molto più aggressivo nei confronti di tutto e tutti: verbalmente e spesso fisicamente. Basta leggere i quotidiani e guardarsi intorno. Forse aiutata anche da quel ciclope luminoso che chiamiamo televisione e che fornisce tutta una serie di messaggi che inneggiano alla competizione e al successo facile, tra urla e pianti di disperazione; oggi sicuramente si è anche molto meno empatici che nel passato e i "chi se ne fotte" imperano. Il cinema si adegua ai nuovi modelli comportamentali della gente, è un cane che si morde la coda, e conseguenzialmente: decadenza alla decadenza, e corruzione alla corruzione. Non per questo però bisogna cedere ed accettare la violenza del reale, di cui non si può certo incolpare il cinema o altri media come libri o fumetti che spesso vengono ingiustamente tirati in causa. Credo che la cosa migliore da farsi sia approfondire la propria conoscenza per sviluppare meglio l'obiettività, se non altro per difendersi e comprendere che, alla fine, un film è solo un film, una fiaba solo una fiaba, e un imbecille, che interpreta male per fare del male, a modo suo, certi contenuti, è solo un imbecille. 10.03.2008
Tra realtà, storia e finzione
1.26.2008
CENSURA E AUTOCASTRAZIONE ( Tre passi indietro nel delirio... forse anche quattro)
1.23.2008
SERIALMANIA
Il noto critico Aldo Grasso ha dichiarato, qualche tempo fa, che i serial televisivi degli ultimi anni battono di gran lunga quello che ultimamente propone ll grande schermo. Un affermazione che io approvo quasi del tutto... Effettivamente il cinema degli ultimi tempi lascia un po a desiderare in quanto a coinvolgimento, pensato forse troppo in maniera consumistica per fare cassetta nelle sale di tutto il mondo. Sempre più spesso, le produzioni cinematografiche, ci propongono cast con attori famosi e super effetti speciali pur di attirare gli spettatori a visionare prodotti che dal punto di vista della trama e dei contenuti sono abbastanza esigui. Al contrario gli sceneggiatori della televisione seriale sembrerebbero molto più attenti a ciò che propongono e scrivono: certamente sollecitati dal fatto che, se si deludono le aspettative dell'utente questi con il pulsante del telecomando cambierà canale. Considerando il fatto che solitamente il cast di un serial è composto da attori meno famosi, a parte le "guest star" che vi prendono parte, rispetto al cast di un film che solitamente vede tra i suoi partecipanti attori di fama diretti da registi altrettanto noti e che in ogni caso attireranno il pubblico pagante nelle sale, il successo di un prodotto, quindi la continuity, per il piccolo schermo è tutto basato su ciò che gli sceneggiatori suggeriscono e dal grado di coinvolgimento con cui riescono ad intrigare il pubblico. Il successo o il fallimento di un serial è quindi quasi totalmente nelle mani dei suoi ideatori, che in ogni caso possono esprimersi al meglio , avendo a disposizione più tempo per fare affezionare gli spettatori ai loro caracters e alla loro storia. Un prodotto per il cinema ha l'attenuante che in, più o meno, 120 minuti, deve invece dare il massimo sia dal punto di vista della narrazione, creando tutte le condizioni perché il pubblico possa immedesimarsi ed entrare in empatia con i protagonisti, empatia resa raggiungibile e facilitata dal fatto che gli attori sono già personaggi conosciuti. Concludendo, direi che, comunque, il cinema ha sempre dalla sua l'incredibile atmosfera da sogno che crea il grande schermo oltre al condividere l' esperienza emotiva della visione con gli altri spettatori...
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