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4.11.2012

Monsieur Tati

A Jacques Tati per entrare a far parte delle leggende del cinema sono bastati solo sei lungometraggi. Monsieur Hulot, il suo alter ego, ha un posto tra i grandi comici e mimi come Buster Keaton e Charlie Chaplin. Le sue inquadrature in campo lungo, i dialoghi centellinati, i rumori, le divertenti accuse all'eccessività tecnologica della metropoli e l'intelligente critica sociale nei suoi film, hanno fatto scuola: nel 2010 è uscito nelle sale L'Illusionniste una film d'animazione basato su una sceneggiatura inedita, scritta nel 1956, dal grande regista, mimo e attore francese, diretto dal cartoonist Sylvain Chomet; mentre il surreale e poetico Tuvalu, del 1999, diretto dal regista Veit Helmer è un omaggio al cinema di Tati e Chaplin, il film è privo di dialoghi e le uniche parole che vengono dette sono i nomi dei protagonisti... Se ancora non li avete visti e vi possono interessare: buona visione (finché restano online).


9.21.2009

Tagliar la testa ai re è da plebei... Branca! Branca! Branca!

Che dire, in breve, del grande Mario Monicelli?... Con I soliti ignoti (1958), ha dato il via alla commedia all'italiana, e con Brancaleone (magistralmente interpretato da Vittorio Gassman), ha creato uno dei suoi più indimenticabili antieroi. In questo spezzone tratto dal finale di Brancaleone alle crociate (1970), la morte reclama la, dovuta, vita del " picaresco e norcino cavaliere" che, a sua volta però, esige di perire combattendo gloriosamente con la spada in pugno. Il duello Tra Brancaleone e la morte si svolge nel deserto e ha come colonna sonora il fischio del vento. Per me questo rimane uno dei momenti, e uno dei finali, più belli e geniali di tutto il cinema italiano.


"A tuo ammaestramento. Sai tu qual sia, in questa nera valle, la risultanza di ogni sforzo e sacrifizio umano? Calci, nel deretano."

Brancaleone da Norcia