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5.03.2017

Luigi Cibrario

Non si conoscono ne si giudicano i paesi correndo. Si giudicano anche men bene quando una triste preoccupazione signoreggia tutti i nostri pensieri.

Luigi Cibrario, storico e politico italiano.

(Ricordi di una missione in Portogallo, p. 4)

6.29.2016

Il signore di mezza età

"Siamo nati per soffrire, e ci riusciamo benissimo."
"Prima di dire che uno è stronzo bisogna assaggiarlo. Se sa di merda allora sì. Se no, si rischia una querela."
"Ma procediamo con disordine. Il disordine dà qualche speranza. L’ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto."
"Quando la parola “volgare” non avrà più senso, saremo tutti uguali."
"Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla."
"A me capita di odiare non una classe ma solo una persona. Alla volta."
Marcello Marchesi

5.12.2016

Un genio chiamato Lisca di pesce




Benito Jacovitti è stato un autore italiano paragonabile sicuramente ai francesi come Morris l'autore di Lucky Luke o Goscinny e Uderzo gli autori di Asterix, giusto per citare alcuni tra i più famosi scrittori e disegnatori di fumetti al mondo. Non so se Jacovitti sapesse di essere un genio del disegno e della battuta umoristica, ma sta di fatto che lo era. Non so se fosse di destra o di sinistra ma la sua vis comica colpiva tutto e tutti. I suoi disegni e i suoi testi smontavano e rimontavano frasi fatte, nonsense, modi di dire, tormentoni etc. Lisca di pesce, durante gli anni della sua carriera, venne spesso censurato, e per avere pubblicato Karmasultra su testi di Marcello Marchesi, no, niente!, venne bandito dal Vittorioso e da molte pubblicazioni filo cattoliche degli anni '70. La figlia Silvia ci racconta che il suo famoso padre "se ne andò" a tempo di Tip tap. A me piace appunto ricordarlo con quel suo faccione simpatico e diretto (da attore comico), mentre balla e si allontana circondato da tutti i suoi personaggi.

7.11.2015

Aspettando Corto Sotto il sole di mezzanotte



Manca ancora qualche mese, dovrebbe essere ottobre, per poter leggere la nuova avventura del marinaio nato dalla matita di Hugo Pratt. A vent'anni dalla morte del suo autore, che è sempre stato favorevole alla possibilità che qualcuno continuasse le storie del suo personaggio, Corto Maltese vivrà una nuova avventura scritta da Juan Diaz Canalès e disegnata da  Rubén Pellejero, due bravi autori spagnoli.

 "vorrei vedere Corto continuare le sue avventure anche dopo la mia morte. Desidero che il mio marinaio romantico diventi un mito e mi oscuri nel ricordo dei posteri"
Hugo Pratt
 Copertina e tavola inedita di Sotto il sole di mezzanotte, trentesima avventura di Corto Maltese
Fonte: Fumettologica

8.10.2011

Mister Banksy

Mai abbastanza di Banksy.

6.08.2011

Walter

"Acqua in bocca e fuoco al culo!"
Capitan Red

7.21.2010

Troll


Folletti gelosi la stanno a spiare... Trolletti pelosi ti stanno a fregare.

7.02.2010

Born for fun


Non c'è bisogno di conoscere l'inglese per capire l'eccezionale e universale comicità mimica del grande Marty Feldman: attraverso i suoi film e i suoi sketch possiamo vedere e apprezzare la sua enorme verve e vis comica; attraverso le sentite parole che la moglie fece scrivere sulla sua lapide possiamo intuire che bella persona doveva essere nella vita di tutti i giorni: "Ci hai fatto ridere facendo scomparire il mio dolore, ti amo, Lauretta."

3.27.2010

Jim Marshall is dead: February 3, 1936 - March 24, 2010

All'età di 74 anni è morto Jim Marshall, uno degli ultimi grandi fotografi rock USA che avevano immortalato la scena degli anni Sessanta. Marshall aveva ritratto i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Coltrane, Janis Joplin, e tantissimi altri. Tra i suoi ultimi lavori, foto di Ben Harper e Velvet Revolver.
Riesco a vedere la musica, e quel che ho fatto durante il corso della mia "carriera" non è mai stato solo un lavoro: è stata la mia vita.
So long Jim

10.26.2009

Belushi


"Le cose andranno meglio quando sarò morto."
John Belushi

9.27.2009

B.B.


...Nobody will know, when you're old
When you're old, nobody will know
that you was a beauty,...
(She's so cold) Rolling Stones

9.09.2009

Mi trattò da rettile. Non fingerò cordoglio.

Oggi pomeriggio dormicchiavo, entra la cameriera filippina: «Signor Villaggio, es morto un grande presentatore televisivo de Italia» Dio mio ho pensato io, ma guarda un po' povero Pippo, ma roba da pazzi dico, Pippo ancora così giovane, così valido. Poi invece arriva mia moglie e dice: «Hai visto è morto Mike Bongiorno». Beh, vi confesso che dovendo scegliere forse avrei preferito la prima soluzione, perché Mike era veramente un monumento italiano. Un monumento e anche una certa mediocrità perché Mike, bisogna riconoscerlo, ha avuto la fortuna di essere mediocre, parlava un linguaggio comprensibile per i 47 milioni di italiani di quegli anni lontani ormai, che erano al 20 per cento quasi analfabeti e lui con un suo linguaggio più che da maestrina elementare quasi da bidello era riuscito a farsi capire ed ad arrivare dove non era arrivato nessuno. Noi a quei tempi avevamo subìto, accettato, e si pensava ma «dimmi un po' dove pensa di arrivare questo». E adesso meriterebbe dei grandi funerali in Duomo. Comunque sarà un funerale importante e ci sarà sicuramente Berlusconi e ci sarà, vivo finalmente, fortunatamente Pippo Baudo e ci sarà Letizia Moratti, ci saranno tutti, molti, tantissimi, quelli sopravvissuti naturalmente, colleghi di lavoro. Beh lui è stato responsabile forse di un abbassamento generale della cultura italiana degli ultimi quarant'anni. La televisione purtroppo ha sostituito la scuola, ha sostituito la famiglia, l'oratorio. E la scuola ha fatto cultura, ma ha fatto la cultura televisiva, una cultura molto bassa e adesso ne paghiamo le conseguenze. Lui è stato uno dei capo fila di quei televisivi che cercavano disperatamente il consenso, cioè i numeri. Io trovo che sia stata quasi deleteria la sua presenza, insomma a me non piace, sarebbe facile come sempre fingere il grande cordoglio. No lui è stato straordinario, c'erano dei momenti in cui si poteva anche sospettare che certe gaffe incredibili che ha fatto fossero premeditate. Io l'ho conosciuto a un Festival di Sanremo dove ero un giovane esordiente e lui non aveva capito che il mio modo di bistrattare il pubblico era un modo disperato per cambiare il rapporto con il pubblico, di cambiare il linguaggio che era diventato già stantio quarant'anni fa e mi ha trattato con un po' di disprezzo, mi ha trattato quasi come un rettile, come uno scarafaggio. E quando son salito sul palco con lui nella serata inaugurale mi ha detto: «Tu però vai giù tra il pubblico perché qui forse...» e io gli ho detto: «Non ti preoccupare Mike che non sporco, quindi non c'è problema». Ma ho sentito che lui in fin dei conti era fiero della sua mediocrità perché non capiva e non sapeva, non aveva la percezione di essere mediocre. Beh nonostante dica queste parole non entusiasmanti sul personaggio trovo che lui sia un vero monumento della storia dell'Italia. E dico la verità un po' mi dispiace perché mi ricorda anche un periodo felice di un'Italia che era appena uscita da una guerra terrificante e cominciava a rinascere. E in quei tempi magri, i tempi famosi di «Lascia o Raddoppia», sembrava addirittura che l'Italia fosse diventata o si fingeva che lo fosse, non si sa, un quarto paese industriale della terra. Vabbé sono invidioso dei funerali che avrà. Avrà dei funerali non in Duomo, ma avrà dei funerali molto importanti e io purtroppo non li avrò. Vedete non si può dire che lui fosse un grande, lui era molto famoso, i grandi che ci sono mancati veramente della nostra cultura sono stati Pasolini, Fellini, Moravia, ma non certo il suo linguaggio, il maledetto linguaggio televisivo. Comunque Mike dovunque tu sia buona fortuna, non ti preoccupare tu sei uno che nella vita se l'è cavata alla grande sempre, te la caverai anche adesso.
Origine: www.unità.it
Paolo Villaggio, sull'Unità, parla della morte di Mike Bongiorno. Approvo pienamente il suo pensiero pieno di sincero odio affettuoso nei confronti del presentatore. Villaggio per me è un grande e trovo bello quell'ultimo augurio un po' ironico e triste ma sicuramente sentito.
Buona fortuna Mike.

6.05.2009

Adios David

Gran bella famiglia di attori quella dei Carradine, a cominciare da John, il capostipite, immortalato per sempre da Ford nel suo Ombre Rosse dove Carradine padre faceva la parte del "gambler". Poi ci sono Keith, Robert, David, Chris, Bruce e Michael (figlio adottivo). Anche se da ieri David Carradine non c'è più, non credo sia importante il modo con cui ha forse scelto di andarsene a 72 anni, perché continuerò a ricordarlo come il protagonista della serie televisiva Kung Fu, e nel mitico film di Walter Hill: I Cavaliere dalle lunghe Ombre, dove interpretava insieme ai fratelli, Keith e Robert, la famiglia Younger, i fuorilegge e ribelli sudisti alleati dei James... Adios David.

6.02.2009

Jimmy... Rest In Porche




James Dean si schiantò a 150 chilometri all'ora il 30 settembre 1955 (aveva appena 24 anni - N.d.R.). Si fratturò la mascella inferiore e superiore, le braccia, e si ruppe l'osso del collo. L'urto fu così violento che gli staccò quasi la testa dal corpo. Morì e fu sepolto (l'8 ottobre) e la terza settimana, non il terzo giorno come Gesù, "resuscitò".
Marco Giovannini
Correre in macchina è il solo momento in cui mi sento intero.
James Dean

3.16.2009

Post-su-post: Pablito

Scaltro, intelligente, arguto e avventuroso. Nelle sue vene scorreva anche un po' di sangue italiano oltre a quello spagnolo, ma soprattutto è stato un immenso pittore Pablo Picasso... rispose a tono ai "baldi guerrieri teutonici":
"Avete fatto voi questo orrore, maestro?""No, è opera vostra "
(Risposta di Picasso ad un ufficiale tedesco, in visita al suo studio, alla visione di Guernica) e da vecchia volpe diede il benservito ad un giornalista durante un intervista in cui gli fu chiesto cosa pensasse delle quotazioni astronomiche dei suoi quadri, anche nel caso in cui, per realizzarli, fossero bastati cinque minuti appena. "Di numeri non m'intendo", rispose il grande Pablo, "ma devo correggerla: io ci ho impiegato una vita e cinque minuti."... Grandissimo.

"I mediocri imitano, i geni copiano"
P. Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973)

12.12.2008

Black Angel forever young

Bettie Page, (Betty Mae Page: Nashville, 22 aprile 1923 - Los Angeles, 11 dicembre 2008)... Professione: pin-up avanguardista.

10.23.2008

Il più grande di tutti

Charles S. Chaplin: c'è altro da dire?

Bravo! Grazie!

"Lo vedi?! Er popolo, quando lo fai gioca': abbocca subito... guarda!"

Grande, indimenticabile: Ettore Petrolini...
Si racconta che ormai in punto di morte, alle parole incoraggianti del medico che lo visitava e che sosteneva di trovarlo ristabilito, Petrolini rispondesse: "Meno male così moro guarito".
Da wikipedia

9.11.2008

Come parlare sporco e influenzare la gente ("Che cazzo di bel pubblico!")

« Non puoi mica scrivere "tette e culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le tette ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica "seni e sederi". Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: gluteus maximus et pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. Per te, schmuck... ma è sporco per i latini! »
« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »
Lenny Bruce

Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.
Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La terza faccia in alto da sinistra)
Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nella canzone Broadway Melody of 1974
Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. "It's the end of the world as we know it", nella prima parte dove dice Lenny Bruce is not afraid e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical RENT "La vie boheme".
Bob Dylan ha fatto una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)
« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »
(IT)
« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male. Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »
(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)

A Lenny, comico, libero pensatore e sostenitore estremo della libertà di espressione, quando tutto era repressione, e per un "fanculo" finivi in prigione.

Fonte: wikipedia

6.25.2008

I libri e Jorge Luis Borges

Il più sorprendente fra i vari strumenti dell'uomo. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio sono estensioni della sua vista; il telefono estensione della sua voce; l'aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un altra cosa; il libro è un estensione della memoria e dell'immaginazione. Io continuo a giocare a non essere cieco, continuo a comprare libri. quando mi hanno regalato, poco tempo fa, un'edizione dell'enciclopedia Brockhaus, ho sentito la presenza di quei libri in casa mia come una sorta di felicità. Erano venti e più volumi in caratteri gotici che non posso leggere, con mappe e incisioni che non posso vedere; ma comunque, quei libri erano lì. Sentivo come una gravitazione amichevole da parte loro. Il libro è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini.
Borges oral. Da Jorge Luis Borges A/Z. La biblioteca di babele, Oscar Mondadori.
Borges soffrì di una malattia agli occhi che lo condusse alla cecità. Amico di Italo Calvino, noto per essere un uomo di poche parole; una volta che Borges, ormai cieco, fu avvisato della sua presenza, Rispose: "Lo sapevo già, L'ho riconosciuto dal silenzio!"
(Nell'immagine, caricatura di Borges.)