2.11.2008

LADIES AND GENTLEMEN... THE BEATLES



Biografia The Beatles
I Beatles sono stati un gruppo musicale britannico, originario di Liverpool e in attività dal 1962 al 1970. Hanno segnato un'epoca non solo nella musica ma anche nel costume, nella moda e nella moderna pop art Rolling Stone - The Beatles.Considerati uno dei maggiori fenomeni della musica contemporanea, a distanza di vari decenni dal loro scioglimento ufficiale - e dopo la morte di due dei quattro componenti - i Beatles contano ancora su un vasto seguito. I loro lavori sono regolarmente commercializzati in versione digitale, ed arricchiti dal recupero di materiale inedito. Secondo la EMI, la casa discografica che tra il 1986 e il 1987 ne ha recuperato i diritti, le riedizioni dei loro dischi hanno venduto oltre un miliardo di copie Internet Movie Database - The Beatles.Per la rivista Rolling Stone, i Beatles rappresentano il gruppo musicale più importante ed influente del XX secolo Rolling StoneNumerosi sono i loro fan club, esistenti in ogni parte del mondo. Inoltre, l'aura - per molti versi non sempre codificabile secondo canoni comuni - che circonda lo sviluppo del loro successo a livello mediatico, e lo straordinario esito artistico raggiunto come musicisti rock, sono tuttora oggetto di studio da parte di persone appassionate o estranee al mondo della musica.
Storia del gruppo
Dai Quarrymen ai Beatles Sabato 6 luglio 1957, nella chiesa di St.Peter a Liverpool, in occasione della festa annuale della parrocchia, era in corso un'esibizione dei The Quarrymen, il gruppo skiffle di cui era leader il sedicenne John Lennon. Ivan Vaughan, già compagno delle elementari di John, e componente della band, gli presentò il quindicenne Paul McCartney, all'epoca suo compagno di scuola al Liverpool Institute. Paul si presentò suonando Long Tall Sally di Little Richard e Twenty Flight Rock di Eddie Cochran.Durante le sue esibizioni John usava cambiare parole e accordi a suo piacimento; rimase quindi colpito dalla memoria di Paul che ricordava alla perfezione testi e melodie. Sebbene John ben sapesse che invitare Paul a far parte del gruppo avrebbe significato condividerne la leadership, si risolse ben presto a chiedergli di entrare nei Quarrymen.Dopo l'arrivo di Paul il gruppo abbandonò definitivamente lo skiffle, per concentrarsi decisamente sul rock, di cui Paul era un attento conoscitore di testi e musiche, nonché, come presto si scoprì, autore di proprie canzoni. Questa scoperta spinse anche John a cimentarsi nella composizione. Un anno dopo l'ingresso di Paul nel gruppo, questi contattò per un provino un altro ragazzo del Liverpool Institute, l'amico e compagno di scuolabus George Harrison. John ammise George nel gruppo dopo un provino che ebbe luogo proprio su un autobus, dopo averlo ascoltato cimentarsi in una impeccabile esecuzione di un pezzo strumentale, Raunchy. Nel 1960 fu un compagno di John all'Art college, lo scozzese Stuart "Stu" Sutcliffe a divenire il bassista dei Quarrymen. Pittore di grande talento, acquistò un basso Hofner dopo aver venduto il suo primo quadro. Più tardi, quell'anno, prendendo spunto dai Crickets di Buddy Holly (grillo, in inglese), il complesso prese il nome di Beatles (dopo essere passati per Beetles - scarafaggi -, Long John & The Silver Beetles, Silver Beetles e altri).Fu John a scegliere il nome The Beatles, dopo aver sognato un uomo che sopra una torta fiammeggiante gli diceva: "Voi sarete i Beatles, con la A!". Lennon era anche affascinato dalle parole con doppi significati, come appunto cricket che significa sia grillo che il gioco del cricket, e Beatles che, come lui stesso affermò: "A sentirlo sembra scarafaggi, ma a leggerlo fa pensare alla musica Beat".Gli inizi furono, come accadeva all'epoca a quasi tutti i gruppi rock, fatti di dura gavetta. Ma furono soprattutto molto stentati. I Beatles non si caratterizzavano all'inizio della loro carriera per bravura. Mancavano di un batterista fisso; a loro si unì per un breve tempo il batterista 36enne Thomes Moore, che li lasciò dopo una sfortunata tourneé in Scozia come gruppo di accompagnamento del cantante Johnny Gentle. E soprattutto Sutcliffe aveva difficoltà a suonare il basso in modo soddisfacente.Per una serie di fortunate coincidenze, poiché altri gruppi di Liverpool non erano disponibili, il loro primo manager, Allan Williams, procurò loro una scrittura ad Amburgo, dove un' altra band di Liverpool, Derry and seniors, di stava esibendo con successo. Mancavano però ancora di un batterista. In quel periodo i Beatles si esibivano in vari locali, fra cui il "Jacaranda" di Williams ed il "The Casbah" di Mona Best, dove notarono il figlio della proprietaria, tale Pete Best, che possedeva e suonava una batteria ma non aveva un proprio gruppo. Gli fu fatta una rapida audizione e immediatamente reclutato. Pochi giorni dopo i Beatles partivano per Amburgo.Ad Amburgo iniziò una vera trasformazione. Costretti dall'esigente titolare del locale in cui si esibivano a lunghe performance in cui dovevano produrre il massimo volume, la loro musica acquistò potenza e consapevolezza. Iniziò ad emergere la volontà di Paul di prendere il posto di Stuart al basso, e si formò lo stile e il repertorio che caratterizzerà i primi anni della loro attività.
Dal primo (fallito) provino a Love Me DoPresto furono costretti a tornare a Liverpool a causa di alcuni problemi con la polizia tedesca, imbeccata dal primo impresario che li aveva sotto contratto ma che essi lasciarono per una più vantaggiosa scrittura. George era minorenne e non poteva lavorare legalmente; Pete e Paul, lasciato il loro vecchio e precario alloggio perché trasferitisi nella sistemazione procurata dal loro nuovo datore di lavoro, rientrando nottetempo per prendere le loro cose illuminarono la stanza con un profilattico appeso alle parete cui diedero fuoco, incendiando così la carta da parati, evento che provocò il loro arresto e quindi l'espulsione. Tuttavia, pochi mesi dopo essi ritornavano nella città tedesca con un contratto firmato senza l'intermediazione del loro manager, grazie agli estimatori che si erano conquistati. Nella seconda spedizione ad Amburgo si iniziò a delineare la definitiva line-up della band. Stuart Sutcliff, ammesso all'Accademia d'arte di Amburgo, lasciò la musica per dedicarsi alla pittura, suo vero interesse. Al basso subentrò così Paul McCartney. Al ritorno da Amburgo essi iniziarono ad attrarre l'attenzione con la loro musica martellante e il loro aspetto: i capelli pettinati in avanti con la frangetta, le giacche di pelle o senza risvolti, il tutto completato da stivaletti, furono il contributo all'immagine dei Beatles dato della fidanzata tedesca di Stuart, Astrid Kirchner, e anche il look che sostanzialmente caratterizzò la band negli anni dell'esplosione. Iniziarono a suonare in un locale in Matthew street, il Cavern club, in cui si erano precedentemente esibiti con scarsi risultati, ma in cui ora richiamavano un vasto pubblico, soprattutto femminile. Presto trovarono un manager in Brian Epstein che, all'epoca, gestiva un negozio di elettrodomestici e dischi a Liverpool. Incuriosito dalla richiesta da parte di un loro fan di un disco da loro registrato in Germania, in cui in realtà essi accompagnavano il cantante solista Tony Sheridan incontrato ad Amburgo, e incoraggiato dal fatto che essi si esibissero nel Cavern club a poca distanza dal suo negozio, ci andò per conoscerli. Colpito dal loro carisma e dal richiamo di pubblico, si offrì di fare loro da manager. Anche per il fatto di aver rotto con il loro primo manager, Allan Williams, e limitandosi la loro attività quasi esclusivamente agli spettacoli quotidiani al Cavern club, dopo un'iniziale esitazione, accettarono. Da parte sua Epstein riuscì ad allargare il giro delle loro scritture e poi a far ottenere un provino ai Beatles con la Decca records per il giorno di capodanno del 1962.Fu così che Mike Smith, osservatore della Decca Records, partì alla volta di Liverpool per ascoltare i Beatles e un altro gruppo locale, rimanendo favorevolmente impressionato dalle loro esibizioni al Cavern club. Spintisi fino a Londra per l'audizione i Beatles sciorinarono il meglio del loro repertorio, conservato per la storia nelle registrazioni rimaste nell'archivio della casa discografica. Nonostante il gradimento di Smith, la Decca preferì mettere sotto contratto un altro gruppo, per il fatto che quest'ultimo era di Londra e non della relativamente lontana Liverpool. Il fatto divenne aneddotico ed entrò a far parte della classica galleria di errori di valutazione della serie La parola agli esperti. Un paio d'anni dopo, la Decca, per ironia della sorte su raccomandazione di George Harrison, mise sotto contratto i Rolling Stones).Dopo questo insuccesso, per puro caso, mentre Brian Epstein faceva realizzare un acetato dei pezzi dei Beatles nel celebre negozio HMV in Oxford street a Londra, un tecnico, colpito dalla musica che aveva sentito, lo indirizzò presso la EMI.Fu solo l'insistenza di Brian Epstein e il fatto che egli fosse, con il negozio di famiglia, la NEMS, un importante distributore nel nord dell'Inghilterra, a convincere i dirigenti della EMI, che demandarono a George Martin il compito di ascoltare qualche traccia incisa dai Beatles.Martin, all'epoca, era responsabile per la EMI dell'etichetta sussidiaria Parlophone, che si occupava di jazz e musica classica. Non era molto sintonizzato quindi con lo stile dei Beatles, ma avendo ascoltato su insistenza di Epstein parte del materiale da essi prodotto, decise di concedere loro un'audizione che si tenne il 6 giugno 1962 a Londra.Furono registrati quattro pezzi, tra cui una versione del classico Besame Mucho cantata da Paul, e tre composizioni originali: Love Me Do, P.S. I Love You e Ask Me Why, sulle quali l'assistente di studio di George Martin, Ron Richards (che si fece carico della seduta di registrazione in attesa dell'arrivo di Martin), riteneva si potesse lavorare.Fu solo a quel punto che i Beatles poterono avere un vero contratto discografico, anche se non molto vantaggioso per loro. Martin era convinto che si potesse trarre qualcosa di buono dal gruppo, ma certo non più di qualche migliaio di copie prima che la band cadesse nel dimenticatoio e si sciogliesse, come succedeva nella musica pop del tempo.Quando il 4 settembre 1962 i Beatles si ripresentarono in sala d'incisione, Ringo Starr sostituiva Pete Best alla batteria . Appena dopo la prima audizione, infatti, George Martin, insoddisfatto della batteria di Best, disse a Brian Epstein che avrebbe preferito un sessionman per le registrazioni in studio, mentre Best poteva andare bene per le esibizioni dal vivo. Questo fatto, oltre alla mancanza di un vero rapporto tra Best, dal carattere molto introverso, e gli altri componenti, la convinzione che Starr, che conoscevano bene per averlo incrociato ad Amburgo con il suo gruppo Rory Storm & the Hurricans e averci suonato in qualche occasione, fosse il sostituto adatto convinsero il gruppo alla sostituzione il 16 agosto. Love Me Do fu il primo brano a essere inciso.Martin, che nulla sapeva del cambio di formazione, aveva chiamato un batterista per sostituire Best, il sessionman Andy White, che registrò Love Me Do e P.S. I Love You. Ringo si adattò a suonare il tamburello come rinforzo al rullante in Love Me Do, mentre in P.S. I Love You era alle maracas. Venne pubblicato come singolo la versione con Andy White, mentre la versione dell'album vide Starr alla batteria. Il disco raggiunse il diciassettesimo posto nelle classifiche di vendita del Regno Unito, ma a Liverpool vendette moltissimo.Una leggenda mai confermata vuole che il successo di vendite a Liverpool fu dovuto all'acquisto da parte di Brian Epstein di diecimila copie, la maggior parte delle quali giacquero invendute nel magazzino della Nems. Le accanite fans di Liverpool non comprarono il disco, convinte che il successo avrebbe portato i Beatles lontano dalla loro città.
BeatlemaniaDopo la buona affermazione di Love Me Do, i Beatles tornarono in studio per dare un seguito al loro esordio. George Martin, da buon professionista del ramo, aveva loro trovato una canzone con cui pensava essi potessero scalare la classifica delle vendite. Il titolo del pezzo era "How do you do it?" e l'autore era Mitch Murray. I Beatles fecero chiaramente capire che era la loro nuova composizione, "Please please me", che intendevano registrare. Martin era di tutt'altro avviso, ma bastò che essi gliela facessero ascoltare perché il produttore cambiasse idea. Please Please Me fu il loro secondo 45 giri e raggiunse il primo posto della Hit parade inglese. Sarebbe stato il primo degli innumerevoli hits firmati Lennon-McCartney. Il successo del brano iniziò a far conoscere il gruppo su scala nazionale: uscito l'11 gennaio 1963 ebbe subito recensioni positive. Due mesi dopo, il 23 marzo, uscì l'album omonimo, che vendette subito 500.000 copie e raggiunse la vetta della classifica di vendita degli LP. Questo 33 giri che vedeva una originale copertina con la loro foto in costume di scena affacciati, baldanzosi e sorridenti, dalla ringhiera della casa editrice della EMI in Manchester street fu di fatto il primo passo del loro ingresso nella storia della musica pop. Notevole era il fatto che per la prima volta non si trattava di brani di altri autori, cioè cover, raffazzonate alla buona per mettere insieme il formato a 33 giri, come era comune per sfruttare rapidamente singoli di successo; ben otto brani su quattordici erano infatti di loro composizione. Con le apparizioni televisive negli show musicali, la loro immagine innovativa, la pettinatura, i vestiti, essi si conquistarono un istantaneo seguito tra gli adolescenti inglesi. Iniziò così la "beatlemania": ogni loro concerto fu presto caratterizzato dalle urla assordanti delle fan che rendevano impossibile ascoltare il suono che producevano. Erano inoltre costretti a rocambolesche fughe per evitare l'assalto delle orde di ammiratrici. Ben presto però altri gruppi imitarono il loro look e il loro repertorio. Inizia così una fase nuova nella musica pop.Seguiranno With the Beatles e A Hard Day's Night. Quest'ultimo, realizzato come colonna sonora dell'omonimo film, è un album importante perché fu il primo a contenere solo brani originali.Accanto all'intensa attività in studio, si susseguivano senza sosta i concerti e i tour in vari Paesi del mondo.Le scene di delirio collettivo che si erano verificate oltre Atlantico, nel febbraio del 1964, in occasione della loro apparizione all' "Ed Sullivan show" e dei concerti al Washington Coliseum e a Miami e poi durante il primo vero tour dell'estate successiva che li lanciava sul mercato americano. Durante l' apparizione all' "Ed Sullivan show" il numero di crimini riportati a New York fu molto vicino allo zero, e quelli minorili praticamente si azzerarono. George Harrison ebbe modo di dire molti anni dopo: "Anche i criminali si fermarono a guardarci!" Le scene di folle deliranti, composte soprattutto da ragazze urlanti, culminarono con lo storico concerto dell'agosto 1965 allo Shea Stadium di New York, davanti ad un pubblico di 55.000 persone, e si sarebbero ripetute sempre uguali dall'Europa all'Australia fino al loro ultimo concerto dal vivo, al Candlestick park di San Francisco, nell'agosto del 1966.Attesi spasmodicamente anche in Italia, nel giugno del 1965, i Beatles effettuarono un mini-tour italiano e in ciascuno dei concerti - uno al pomeriggio ed uno alla sera - suonarono per poco più di mezz'ora; ma i fan che accorsero ad ascoltarli al Velodromo Vigorelli di Milano, al Palasport di Genova e al Teatro Adriano di Roma rimasero tutt'altro che delusi. Sarà l'unica volta che suoneranno in Italia.
Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico Nel pieno della carriera, i componenti del complesso furono nominati - a furor di popolo, ma soprattutto grazie ad una illuminante mossa politica del Primo Ministro Harold Wilson in cerca di consensi - Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta II (e pare che i quattro nell'occasione non abbiano risparmiato apprezzamenti poco regalmente corretti nei confronti dell'augusta sovrana, mentre ancor più certa, nonostante le smentite successive, pare la leggenda che i fab four abbiano consumato uno spinello nelle regali toilettes di Palazzo).Anni più tardi, nel 1969, Lennon rinuncerà alle onorificenze restituendo la medaglia alla regina: fu un gesto clamoroso con cui intese protestare per il ruolo del Regno Unito nel Biafra e contro l'appoggio agli Stati Uniti in Vietnam e, in pieno stile Lennon, per il fatto che il suo disco "Cold Turkey" non fosse rimasto abbastanza tempo in classifica.Molti anni dopo Paul McCartney fu promosso al grado di Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico, il che comporta il diritto al titolo di Sir davanti al nome.
Verso la maturitàIl poco tempo lasciato libero dalle tourneé che si susseguivano a ritmo battente causò il passo indietro di Beatles for Sale, contenente il più alto numero di covers e considerato l'album meno incisivo del gruppo.Tale lavoro fu però un passo necessario verso l'evoluzione - passata attraverso Help!, altro album di supporto a un film - che portò al risultato straordinario di Rubber Soul, raffinato e ricercato album, in cui compare per la prima volta il suono del sitar indiano, e le cui le sonorità presero il sopravvento sui temi trattati nei primi anni di carriera, volutamente non impegnati per conquistare più pubblico possibile. I Beatles erano adesso pronti anche a mettere pubblicamente su disco le riflessioni sul proprio ruolo di star e sull'importanza che essi, all'inizio incoscientemente e, mano mano, sempre più volontariamente, stavano assumendo nel panorama della musica occidentale.Comincia anche l'uso di stupefacenti come l'LSD, che ispirano direttamente il testo e le suggestioni psichedeliche di molti brani.Secondo il periodico "Paralleli", colui che indusse, per la prima volta, i Beatles ad utilizzare stupefacenti, fu Bob Dylan. Si narra che il grande folk-singer, tra l'altro uno degli idoli del gruppo, durante la tournèe statunitense del 1964, si ritrovò con gli stessi nel bagno di un albergo. Toccando l'argomento, Lennon offrì a Dylan delle pillole di "Dexies", un eccitante che i Beatles assumevano durante la gavetta di Amburgo per sostenere al meglio gli stressanti ritmi di quelle notti. Dylan rifiutò proponendo di fumare un pò di erba. Il primo a provare fu Starr che dopo alcune boccate iniziò a ridere come un matto.È il preludio alla fase della maturità artistica. Revolver inizia la fase in cui la musica dei Beatles prendeva forma in lunghe e articolate sessioni in studio, sfruttando con abilità tutte le risorse fornite dalla primitiva tecnologia dell'epoca, ma arrivando a sfornare capolavori sul piano del suono, che sarebbe stato impossibile riprodurre in concerti dal vivo. Revolver parla di amore, di droga, ma anche di tasse con il pezzo di apertura Taxman musicalmente brillante e con un testo acido verso i politici inglesi dell'epoca, composto e cantato da George Harryson. E anche di morte con Tomorrow never knows di John Lennon che si era ispirato al Libro tibetano dei morti e le canzoni di Paul: Eleanor Rigby, For no one e Here, there and everywhere che raggiungeranno una nitidezza non più eguagliata. I suoni si arricchiscono di strumenti indiani, di voci e chitarre registrati al contrario e di molte altre innovazioni elaborate in studio in modo artigianale ma dalla grande resa finale.Cominciano gli anni delle lunghe sedute di registrazione in studio: non potendo riprodurre dal vivo le complesse sonorità dei brani presenti sui loro dischi a partire da Revolver, ma anche estenuati dalle tournée mondiali con tumultuose esibizioni in cui il suono del gruppo era letteralmente sommerso dalle urla delle fan, preoccupati dalle minacce di morte di cui erano fatti oggetto dopo la famosa dichiarazione di John Lennon secondo cui: "i Beatles ormai erano più famosi di Gesù", e dell'incubo di un attentato alle loro vite, i Beatles interrompono l'attività dal vivo e si dedicano esclusivamente all'attività in studio di registrazione.
Summer of LoveNella mitica estate del 1967 esce il disco considerato dalla maggioranza dei critici, il più importante della storia del rock: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, che inizialmente fu pensato come un concept album che doveva rievocare gli anni della loro infanzia e adolescenza a Liverpool. Tuttavia, esigenze contrattuali imposero che venissero commercializzati come 45 giri i due brani del progetto già registrati :Penny Lane e Strawberry Fields Forever. Per la prima volta veniva pubblicato un 45 giri dal doppio lato A, cioè con due pezzi di pari livello. Ciononostante Sgt. Pepper conservò un'apparente compattezza, dovuta alle innovazioni sonore introdotte e al momento particolarmente ricettivo del pubblico, a dispetto del dislivello dei brani presenti nel disco. Anni dopo, John Lennon rivendicherà l'individualità dei suoi pezzi ( Lucy in the sky with diamonds, A day in the life i più notevoli) affermando che sarebbero potuti stare in qualunque 33 giri dei Beatles, negando implicitamente che Sgt. Pepper fosse un "concept album".L'uscita del disco provocò uno strappo nel panorama musicale: tutto, dalla copertina, ai suoni mai ascoltati prima, alla chiusura con la "epica" A Day in the Life, segnalano che siamo ad un punto di non ritorno: da questo momento la musica pop può a ben diritto essere considerata arte. Nella copertina c'è un messaggio ironico all'indirizzo del loro gruppo rivale, costituito dalla frase "Welcome The Rolling Stones" stampata sulla maglietta di un pupazzo dalle fattezze di una bimba col viso di Shirley Temple.Jimi Hendrix rese onore all'uscita dell'album producendo rapidamente una cover del brano di apertura spesso eseguita in concerto.Famosi ma non infallibili: così i Beatles si scoprirono in quella estate: tra le altre cose, il loro terzo film (destinato alla televisione) Magical Mystery Tour, di cui firmano - e sarà l'unica volta - la regia, si rivelerà un fiasco. Quella stessa estate, infine, il loro "scopritore" e manager storico Brian Epstein viene trovato morto nella sua stanza, per un letale mix di alcool e psicofarmaci. La complessa macchina organizzativa e soprattutto amministrativa del gruppo si trova così all'improvviso senza una guida.
Primi contrastiIl 1968 si apre con un viaggio in India presso il Maharishi Mahesh Yogi della cui setta della "Rigenerazione spirituale" erano nel frattempo diventati adepti.Al ritorno dall'India, John e Paul volano a New York per il lancio della loro società di produzione ribattezzata "Apple" e che ha per simbolo una mela verde. Con la loro società, essi spiegano, vogliono dare la possibilità a tutti gli artisti che hanno qualcosa da dire, siano essi musicisti, scrittori, cineasti, di potersi esprimere senza passare dalla dura gavetta e dalla spasmodica ricerca di qualcuno che gli desse fiducia come era capitato a loro. Paul disse in una conferenza stampa che l'idea era quella di un "comunismo occidentale". Di fatto, l'attività principale della Apple fu la produzione dei loro dischi, che dal White album in poi iniziarono ad apparire con l'etichetta della mela verde tagliata a metà. Si trattò un'impresa velleitaria che risucchiò molto denaro e dette risultati molto modesti rispetto alle aspettative artistiche, anche se alla fine uscirono per la Apple dischi di autori di talento, come il giovane James Taylor.Con il contributo anche di molti brani composti durante il loro soggiorno presso l'ashram himalaiano del Maharishi, conclusosi con una certa delusione da parte loro, nasce il doppio The Beatles (soprannominato White Album per la copertina completamente bianca), uscito nel novembre del '68. Nel disco è evidente che il gruppo sta perdendo la sua coesione. Ogni brano riporta infatti l' identificabile cifra stilistica del suo autore e sottolinea, piuttosto impietosamente, che le opzioni musicali di ognuno di loro si stavano divaricano fino a diventare inconciliabili, ma anche in positivo il prepotente emergere come compositore di George Harrison. Sua infatti la notevole "While my guitar gently weeps", che si segnala anche per l'inedita presenza alla chitarra solista di Eric Clapton. Per rimediare ai sempre più frequenti contrasti (dovuti anche alla presenza ingombrante della nuova compagna di Lennon, Yoko Ono), nasce l'idea di "tornare alle origini" con un disco più spontaneo e meno ricercato, registrato in diretta senza le ricercatezze e le elaborazioni in studio dei loro ultimi lavori. Il progetto, dal nome Get Back, prevede anche un film sulla realizzazione e un ritorno ad una performance dal vivo.Le riprese delle sedute di registrazione furono affidate al regista Michael Lindsay Hogg. Venne così immortalato un litigio tra Paul e George a proposito del modo in cui il chitarrista "interpretava" la musica di McCartney: un episodio che ben riflette le tensioni latenti nel gruppo. Le riprese, iniziate negli inospitali studi cinematografici di Twichenam a Londra, poi abbandonati per uno studio casalingo alla Apple in Savile Row, sarebbero diventate un film uscito con lo stesso titolo dell'album, destinato a restare - e a farli restare - nella storia della musica pop. Dopo molte ipotesi, tra cui quello di tenere un concerto di chiusura su una nave o suonando in un locale "a sorpresa" e all'insaputa del pubblico, il palcoscenico, l'ultimo stage, divenne la terrazza del loro quartier generale londinese, la Apple, al numero 3 di Savile Row, dove, il 30 gennaio del 1969, ebbe luogo il loro ultimo concerto dal vivo .Il pubblico era costituito, oltre che dagli operatori addetti alle riprese cinematografiche del concerto, da una manciata di curiosi, per lo più impiegati dello stesso stabile accorsi fra i comignoli senza forse immaginare che sarebbero stati testimoni di un evento. Per strada, per contro, decine di bobbies faticavano a tenere a bada ancora una volta (l'ultima) nugoli di fans che avevano appreso in qualche modo la notizia della performance.Ma subito dopo l'interesse dei quattro per Get Back cala e si dedicano a diversi progetti solisti.
La finethumb150px"Abbey Road" la strada di Londra resa celebre dai Beatles.Pochi mesi dopo i quattro tornano in studio per un nuovo album: richiamano George Martin, che li aveva abbandonati dopo il White Album stanco dei continui litigi, e producono con un ultimo sforzo Abbey Road, il testamento artistico che si pone forse al vertice della loro arte.Dopo l'uscita di Abbey Road, Harrison e Lennon (all'insaputa di McCartney) chiamano l'affermato produttore Phil Spector per affidargli i nastri di Get Back: Spector rielabora radicalmente molte canzoni, ma ha il merito di rendere vendibile del materiale spesso troppo grezzo. Il prodotto è l'album Let It Be, che uscirà un mese dopo l'intervista con cui McCartney annuncia l'abbandono del gruppo. È l'atto finale.Seguiranno diverse cause legali, ma anche quattro carriere soliste certo non paragonabili tra loro (e spesso neppure a quella del complesso unito), ed una eredità pesantissima.
"Mitologia" Le molte (e controverse) informazioni sul gruppo nel suo insieme o sui singoli componenti - rilanciate dalla stampa specializzata e non in una sorta di caleidoscopico tam-tam mediatico - hanno spesso generato leggende e falsi miti tra coloro che nel corso degli anni ne hanno seguito vita e carriera.
"Paul is dead" La leggenda più nota, forse la prima leggenda metropolitana del rock, fu quella della morte di Paul McCartney (Paul Is Dead, PID): nel 1969 fu fatta circolare la voce per cui il bassista era deceduto nel 1966 per un incidente stradale, ed era stato sostituito da un sosia. La leggenda fu poi smentita, ma in qualche modo sopravvive nella credenza di molti (mai confermata) per cui gli stessi Beatles l'avrebbero alimentata di proposito; se ad esempio si ascoltano al contrario i secondi finali della canzone I'm So Tired si può sentire John Lennon pronunciare le parole "Paul is dead, miss him... miss him" ("Paul è morto, mi manca... mi manca").Altri divertenti "indizi" inseriti nei pezzi per alimentare la fantasia dei fan si possono trovare in Glass Onion (White Album), dove Lennon dice: " [2] Well here's another clue for you all, The walrus was Paul." ("C'è un altro indizio per tutti voi, il tricheco è Paul.") o nel pezzo di Ringo Starr Don't Pass me by, dove canta: "you were in a car crash and you lost your hair [3]" ("hai avuto un incidente in macchina e hai perso i capelli").
Il "quinto Beatle" Per molti, la ditta Beatles avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente Lennon-McCartney: i due firmavano ufficialmente insieme musica e parole della maggior parte dei brani, anche di quelli composti singolarmente, ma soprattutto di tutti i brani più noti.Ma il contributo degli altri due fu comunque determinante: Harrison compose una serie di canzoni di ottima qualità e introdusse le sonorità indiane poi divenute celebri. Ringo Starr, autore in proprio soltanto di due brani, mise di suo una voce particolare e apprezzata, un umorismo innato ed una simpatia che funse da collante anche in diversi momenti di crisi, oltre ad uno stile batteristico semplice ma efficace, che il big beat in un certo senso farà suo.Non paghe di setacciare ed inventare le biografie dei quattro, la stampa e la mitologia hanno creato la figura del "quinto Beatle" come personaggio a cui accreditare una parte di rilievo nel percorso artistico e personale del gruppo: un appellativo di volta in volta attribuito a diverse figure che ruotano intorno alla storia del gruppo, ciascuno con la propria importanza.Sono stati definiti a turno "quinto Beatle" Stuart Sutcliffe, per la sua forte personalità e perché da lui dipese l'idea del look poi caratteristico; Pete Best, licenziato ad un passo dalla fama; il manager Brian Epstein; il produttore George Martin, forse con più ragione che negli altri casi dato il fondamentale apporto musicale; Yoko Ono, che negli ultimi anni divenne presenza fissa nella vita di John Lennon e, loro malgrado, degli altri tre; Billy Preston, tastierista che si aggiunse al complesso per le registrazioni di Let it Be (uno dei pochissimi musicisti esterni, orchestrali esclusi, a suonare nei dischi dei Beatles); il dj americano Murray the K, che seguì il complesso nel tour USA del 1964 (il primo) e soprattutto venne nominato il quinto beatle uno dei più grandi calciatori, il nord-irlandese George Best, il primo giocatore di calcio ad indossare i panni della pop star.
Importanza musicale e culturale
Il lascito artistico thumb250pxleftI Beatles al Adriano di Roma nel giugno 1965]Il nome stesso del gruppo evoca l'humus musicale in cui erano cresciuti: la Musica Beat (o Merseybeat, dal nome del fiume Mersey che attraversa la loro città natale), un nome collettivo che richiamava impropriamente la corrente letteraria statunitense, ma in realtà si riferiva al battito come unità del ritmo.Ma, a differenza di quelle dei gruppi coevi, fin dall'inizio le canzoni dei Beatles non si limitavano ad attingere dal blues e dal rock 'n' roll, ma includevano diverse influenze musicali: dallo skiffle (una forma di Folk importata dagli USA), allo stile Motown.A questa varietà di stimoli si aggiunsero via via il rapporto con Bob Dylan, il confronto a distanza con i Beach Boys, i loro veri rivali musicali, la fascinazione per l'India e per le avanguardie musicali. Tutti fattori che contribuirono, direttamente o indirettamente, alla nascita di uno stile Beatles che trascendeva i limiti dei generi. Le innovazioni nel campo della melodia hanno di fatto creato la moderna musica pop, permettendo al rock di fiorire come ambito musicale a sé e di diventare anche forma d'arte.Le canzoni dei Beatles - spesso accostate a quelle di altri grandi autori di motivi di forte impatto popolare come Cole Porter, Irving Berlin e George Gershwin - sono considerate fra le più importanti composizioni del XX secolo e tali da costituire un patrimonio unico in grado di elevare il rock allo stesso piano di generi musicali ritenuti, prima del loro avvento, più nobili.Fondamentale fu anche l'apporto nel campo delle innovazioni tecnologiche per la registrazione e la manipolazione del suono, nonché la cura nell'ottenerne la migliore qualità.Durante gli anni trascorsi dal gruppo negli studi di Abbey Road, proprio per rendere possibili le loro idee musicali, furono elaborate soluzioni sonore, dispositivi e tecniche ancora in uso dopo decenni, nonostante il progresso abbia nel frattempo portato, dai preistorici registratori a nastro a quattro piste, dai semplici oscillatori audio e dai microfoni Neumann a valvole, all'uso dei computer e delle tecnologie digitali.A parere di molti critici la qualità del suono registrato nelle tracce di Sgt. Pepper non ha nulla da invidiare alle registrazioni che si ottengono attualmente grazie ai supporti digitali, una qualità apprezzabile sia con il semplice ascolto sia con una analisi spettrale della dinamica sonora.Fondamentale per il sound psichedelico di alcuni brani dei Fabs (Tomorrow Never Knows, Lucy in the Sky with Diamonds,...)era il contributo di Paul McCartney, che riusciva a creare suoni mai incisi prima, grazie ai "tape-loops". McCartney, trascorreva parte del suo tempo, durante le incisioni, a registrare, con un semplice riproduttore, suoni naturali, percorrendo sentieri di boschi, strade trafficate di città, luoghi pubblici. Il tutto, trasportato su nastro, sarebbe poi stato esaminato scrupolosamente al fine di comporre, come in una sorta di collage, suoni inediti.Vi era, quindi, un meticoloso e interessante lavoro che consisteva nell'ascoltare migliaia di frammenti di nastro che venivano poi scelti, uniti e mixati. Validi esempi sono le sonorità diffuse da brani come Tomorrow never knows, Yellow submarine e dagli album a partire dal Sgt. Pepper's. Esistono suoni su quest'ultimo che le sofisticate tecnologie odierne non sono ancora riuscite a riprodurre.
Eredità culturale Le immagini che più rappresentano l'impatto dei Beatles nella società del loro tempo sono le scene di isteria collettiva che accompagnavano i loro concerti e i loro trasferimenti nei (magici e misteriosi) tour da un continente all'altro.thumbleft190pxFrancobollo dedicato allo "Yellow submarine"Furono immediatamente un fenomeno commerciale di vastissima eco, con dirette influenze sul costume: gli stivaletti in pelle neri e gli abiti scuri abbottonati in alto, le zazzere a caschetto, inventate quasi per caso al tempo dei loro concerti di esordio, nelle balere dell'angiporto di Amburgo all'inizio degli anni '60. Ai Beatles ed alla Beatlemania è associato lo splendore della ritrovata Swingin' London uscita dal buio del dopoguerra, con le minigonne a quadretti in bianco e nero inventate da Mary Quant, indossate da Twiggy ed esposte nei mercatini di Carnaby Street.Ma successivamente l'immagine dei Beatles fu contigua a manifestazioni culturali internazionali come la psichedelia, il Flower Power e la cultura Hippy; le loro copertine diventano esse stesse oggetti d'arte, proprio mentre fiorisce la Pop Art di Andy Warhol. I Beatles incarnano la gioventù occidentale nella propria presa di coscienza, intesa in ogni senso: estetica (i capelli lunghi, gli abiti), artistica (le influenze musicali, che ormai si aprono anche verso la musica indiana e l'avanguardia), politica (il pacifismo e l'opposizione alla guerra del Vietnam).Se si tiene conto delle circa duemilacinquecento versioni che sono state incise della loro canzone Yesterday, avanzare paragoni o suggerire accostamenti - come quello già citato fra i Beatles e Gershwin - può sembrare in fin dei conti paradossale; ma quanto testimoniato dallo scrittore e pittore Carlo Levi può aiutare a capire meglio e a decifrare in maniera più approfondita il fenomeno Beatles.
Componenti del gruppo e collaboratoriI componenti del gruppo erano:
John Lennon (John Winston Lennon, Liverpool, UK, 9 ottobre 1940 - New York, USA, 8 dicembre 1980). Voce solista, suonava la chitarra ritmica, l'armonica e il pianoforte ed il banjo ( strumento con cui venne a contatto con la musica ); era - insieme a Paul McCartney - l'autore della maggior parte dei brani. Fu ucciso davanti al Dakota Building di New York, dove abitava, l'8 dicembre 1980 da Mark David Chapman, un suo squilibrato ammiratore.
Paul McCartney (James Paul McCartney, Liverpool, UK, 18 giugno 1942). Basso, voce solista, chitarra, pianoforte, batteria e, talvolta, il mandolino; condivide insieme a John Lennon la paternità della stragrande maggioranza dei brani dei Beatles; dopo i Beatles fondò il complesso dei Wings, sciolto nel 1980. È tuttora in piena attività. Particolare curioso: sua è la batteria in Back in the USSR, Dear Prudence e The Ballad of John and Yoko, brani registrati in assenza di Ringo Starr.
George Harrison (Liverpool, UK, 25 febbraio 1943 - Los Angeles, USA, 29 novembre 2001). Chitarra solista, sitar, talvolta voce solista e autore dei brani. Suoi sono brani spesso innovativi e diversi dalla linea melodica del gruppo, come Don't Bother Me o Within You Without You. Per i Beatles ha scritto, tra l'altro, anche While My Guitar Gently Weeps e Something. È morto il 29 novembre 2001 durante un soggiorno a Los Angeles (California) a causa di un carcinoma maligno. (Harrison ha sempre sostenuto di essere nato il 24 febbraio del 1943, sostenendo che il suo certificato di nascita fosse sbagliato, ma non gli è mai importato molto di correggere tale errore della sua biografia, per cui la data del 25 febbraio è valida).
Ringo Starr (Richard Starkey jr., Liverpool, UK, 7 luglio 1940). Batteria, percussioni e talvolta voce solista. Compose durante la sua carriera nei Beatles due canzoni soltanto: Don't Pass Me By e Octopus's Garden (scritta durante un soggiorno in Sardegna), che divenne molto celebre in tutto il mondo. Venne scelto anche come voce solista in Act Naturally, Yellow Submarine e With a Little Help From My Friends. Rivelatosi particolarmente portato alla recitazione, fu il protagonista del film Help!, e mentre faceva ancora parte del gruppo recitò nel film The Magic Christian insieme a Peter Sellers.
Quelli che seguono sono personaggi che hanno caratterizzato il gruppo sia prima della sua esplosione che durante la sua attività. Hanno preso parte a vario titolo alle vicende dei Beatles e sono, comunque, meritevoli di citazione.
Stuart "Stu" Sutcliffe (Stuart Fergusson Victor Sutcliffe, Edimburgo, UK, 23 giugno 1940 - Amburgo, Germania, 10 aprile 1962). Considerato a lungo il "Quinto Beatle", "Stu" Sutcliffe - figlio di un marinaio scozzese che si stabilì a Liverpool dopo la guerra - conobbe il coetaneo John Lennon alla scuola d'arte di quella città. Bassista della band, quando i Beatles nel 1961 tornarono in Inghilterra rimase ad Amburgo per continuare i suoi studi artistici e soprattutto per amore di Astrid Kirchherr (Amburgo, Germania, 1938), la fotografa e stilista tedesca che inventò le pettinature del gruppo e con la quale si era fidanzato. Un aneurisma cerebrale uccise il giovane Stu nel 1962, che morì tra le braccia della sua fidanzata. Non fu mai trattato e considerato come amico da Paul, tant'è che fra i due nacquero spesso diatribe. Nonostante tutto, fu proprio Stu a dare inconsapevolmente inizio alla moda del "Taglio Beatle", sperimentando per primo il nuovo quanto strano look; da lui copiò il resto dei Beatles. Divenne con il tempo uno fra i migliori amici di John, tant'è che questi, in sua memoria, volle inserire il suo volto nulla copertina dell'album Sgt Pepper.
Pete Best (Peter Randolph Best, Madras, India, 24 novembre 1941). Batterista, era uno dei migliori strumentisti (nonché uno dei più famosi musicisti) di Liverpool. Molto del successo iniziale dei Beatles prima delle prime incisioni discografiche fu dovuto proprio alla sua notorietà. Per motivi mai del tutto chiariti, fu "licenziato" da John Lennon e Paul McCartney qualche settimana prima della messa sotto contratto da parte della Parlophone (agosto 1962). Il suo posto fu preso da Ringo Starr. Successivamente, pur non rimanendo mai del tutto fuori dalla scena musicale, si impiegò in un ufficio pubblico a Liverpool, dove rimase fino alla pensione. Recentemente, dopo la pubblicazione, da parte dei Beatles superstiti, di alcuni brani inediti che lo vedevano alla batteria, pare che Pete Best sia stato gratificato di un assegno dell'ordine del milione di sterline, risarcimento postumo per il licenziamento imprevisto di più di trent'anni prima.
Andy White (1930). Batterista professionista, session-man della EMI. Negli anni '60 era consuetudine registrare in studio usando strumentisti professionisti da sala, e i Beatles non sfuggirono alla prassi: siccome George Martin, dopo la prima audizione non aveva apprezzato il lavoro di Best alla batteria, non informato del cambio di batterista che intervenne prima della seduta di registrazione concordata, chiamò Andy White a incidere la batteria in Love Me Do e in P.S. I Love You, mentre Ringo fu dirottato a suonare il tamburello. Successivamente Ringo re-incise la batteria per quei brani. La batteria nella versione conosciuta di Love Me Do, comunque, è quella incisa da Andy White.
Jimmy Nicol (Liverpool, UK, 3 agosto 1939). Batterista. Abbastanza noto sulla scena di Liverpool, fu scelto da Brian Epstein - di comune accordo con i Beatles ma con qualche riluttanza soprattutto da parte di George Harrison - per sostituire Ringo Starr, operato alle tonsille, durante il tour del 1964. Nicol si esibì nei concerti di Copenaghen (Danimarca), Hong Kong, e in quattro concerti australiani, tre a Sydney e uno a Melbourne. Sua l'espressione ricorrente "It's getting better" che ha dato titolo all'omonimo brano incluso in Sgt.Pepper's lonely hearts club band.
Billy Preston (William Everett Preston, Houston, Texas, USA, 9 settembre 1946 - Scottsdale, Arizona, USA, 5 giugno 2006). Tastierista jazz-blues, ha collaborato con i Beatles nell'ultimo periodo di attività del gruppo. È, tra l'altro, l'unico musicista con il quale i Beatles abbiano condiviso il nome sull'etichetta di un disco: il singolo Get Back (1969), infatti, figura eseguito da «I Beatles con Billy Preston». Ha collaborato anche a brani come Let it Be, I Me Mine e I've Got a Feeling. In seguito, avrebbe avuto un discreto successo come autore di You're So Beautiful (scritta per Joe Cocker) e come interprete, in coppia con Syreeta Wright, del brano With You I'm Born Again (1980). Deceduto nel 2006 dopo alcuni mesi di coma, a causa di complicanze di una ipertensione maligna. Due persone in particolare, tra le molte che circondavano il quartetto, ebbero un peso determinante:
Brian Epstein (Brian Samuel Epstein, Liverpool, UK, 19 settembre 1934 - Londra, UK, 27 agosto 1967), di origini ebraiche, titolare di un negozio di dischi a Liverpool, fu lo "scopritore" del complesso, di cui diventò manager alla fine del 1961. Fu per tutta la vita emarginato dal resto dalle altre persone a causa della sua omosessualità; scherzosamente John, quando venne a sapere che era in corso la stesura per un libro sulla sua vita, disse: Potresti intitolarlo " Checca Ebrea ". Il libro poi uscì, a titolo "A cellarful of noise", da John immediatamente storpiato in "A cellarful of boys". Curò gli interessi del gruppo (talvolta in modo avventato ed inesperto) fino alla morte, avvenuta per overdose di medicinali, forse intenzionale.
George Martin (Londra, UK, 3 gennaio 1926) fu il produttore di tutti gli album dei Beatles (con l'eccezione di Let It Be). Di formazione classica, è considerato da molti la persona che fu capace di tradurre le idee dei quattro, del tutto digiuni di teoria musicale, negli arrangiamenti divenuti storici e nell'innovativa tecnica del suono. Il merito del successo dei Beatles è in parte suo, comportandosi nei loro confronti come un padre, talvolta generoso e talvolta rude. Collaborò pure con i Beach Boys.
DiscografiaLa discografia si basa sulle edizioni inglesi degli album (spesso venivano modificati e rititolati per l'uscita in USA), che sono alla base delle riedizioni in compact disc.Data la rarità di apparecchi stereofonici, i Beatles e il loro produttore George Martin si applicarono tardi a produrre master stereofonici dei brani. Così i primi quattro album furono pubblicati in mono, ed anche i CD da essi ricavati sono monofonici.Molti singoli contengono brani di grande importanza e fama non usciti su album. La EMI ha provveduto a rendere reperibili tutti i singoli su CD con due raccolte.Al catalogo ufficiale si aggiungono alcune raccolte che si distinguono dalle altre (mere ricompilazioni di brani già editi) per alcune caratteristiche particolari. Vanno ricordati i due doppi album di raccolte: 1962-1966 (noto come The Red Album) e 1967-1970 (noto come The Blue Album) a cui vanno aggiunti i due album Past Master Volume 1 e Past Master Volume 2. In questo modo, con gli album "inglesi" si hanno a disposizione tutte le canzoni dei "fab four" non pubblicate su questi.
StudioNella lista degli album inglesi si comprende per tradizione il doppio EP Magical Mystery Tour, che in USA uscì come album con l'aggiunta di brani già pubblicati su singolo: tale versione è alla base dell'edizione su compact disc.Tutti i dischi fino a Magical Mystery Tour uscirono su etichetta EMI/Parlophone. Dal White Album in poi uscirono su etichetta Apple, di proprietà degli stessi Beatles, ma in realtà si trattava comunque di edizioni EMI.
Please Please Me - 22 marzo 1963
With the Beatles - 22 novembre 1963
A Hard Day's Night - 10 luglio 1964
Beatles for Sale - 4 dicembre 1964
Help! - 6 agosto 1965
Rubber Soul - 3 dicembre 1965
Revolver - 5 agosto 1966
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - 1° giugno 1967
Magical Mystery Tour (doppio extended play) - 8 dicembre 1967
The Beatles (doppio LP, più noto col nome di White Album) - 22 novembre 1968
Yellow Submarine - 13 gennaio 1969
Abbey Road - 26 settembre 1969
Let It Be - 8 maggio 1970
SingoliI singoli originariamente pubblicati furono monofonici fino a Get Back. The ballad of John & Yoko fu il primo singolo uscito in versione stereo.Tutti i singoli fino a Lady Madonna uscirono su etichetta EMI/Parlophone. Da Hey Jude in poi uscirono su etichetta Apple, di proprietà degli stessi Beatles, ma in realtà si trattava comunque di edizioni EMI.
Love Me Do / P.S. I Love You - 5 ottobre 1962
Please Please Me / Ask Me Why - 11 gennaio 1963
From Me to You / Thank You Girl - 11 aprile 1963
She Loves You / I'll Get You - 23 agosto 1963
I Want To Hold Your Hand / This Boy - 29 novembre 1963
Can't Buy Me Love / You Can't Do That - 20 marzo 1964
A Hard Day's Night / Things We Said Today - 10 luglio 1964
I Feel Fine / She's A Woman - 27 novembre 1964
Ticket To Ride / Yes It Is - 9 aprile 1965
Help! / I'm Down - 23 luglio 1965
We Can Work It Out / Day Tripper (doppio lato A) - 3 dicembre 1965
Paperback Writer / Rain - 10 giugno 1966
Eleanor Rigby / Yellow Submarine (doppio lato A) - 5 agosto 1966
Strawberry Fields Forever / Penny Lane (doppio lato A) - 17 febbraio 1967
All You Need Is Love / Baby You're A Rich Man - 7 luglio 1967
Hello Goodbye / I Am The Walrus - 24 novembre 1967
Lady Madonna / The Inner Light - 15 marzo 1968
Hey Jude / Revolution - 30 agosto 1968
Get Back / Don't Let Me Down - 11 aprile 1969
The Ballad of John and Yoko / Old Brown Shoe - 30 maggio 1969
Something / Come Together (doppio lato A) - 31 ottobre 1969
Let it Be / You Know My Name (Look Up The Number) - 6 marzo 1970
The Long And Winding Road / For You Blue - (maggio 1970)
Michelle
Yesterday
Raccolte
Past Masters, Volume One - 7 marzo 1988 (periodo 1962-1966)
Past Masters, Volume Two - 7 marzo 1988 (periodo 1967-1970)
Compilation nate con lo scopo di rendere disponibile su CD tutte le canzoni non pubblicate all'interno di album dal 1962 al 1970. Contengono tutti i singoli (comprese le versioni alternative di Get Back e Let It Be), le versioni in tedesco di She Loves You e I Want To Hold Your Hand, i 4 brani dell'EP Long Tall Sally del 1964 e la versione originale di Across The Universe, originariamente uscita in una compilation benefica di artisti vari.
Live at the BBC - 30 novembre 1994
69 brani registrati dal vivo per vari show della BBC. Importante perché unico documento ufficiale dal vivo (escludendo i brani dell'ultimo concerto), e perché contiene alcune canzoni scritte ed eseguite solo qui, prima di essere cedute ad altri artisti.
Anthology 1 - 21 novembre 1995 (periodo 1958-1964)
Anthology 2 - 18 marzo 1996 (periodo 1965-1968)
Anthology 3 - 28 ottobre 1996 (periodo 1968-1970)
Materiale inedito, frammenti di conversazioni, versioni alternative e di prova di brani dall'intera carriera del gruppo. A differenza di analoghe operazioni, l'interesse storico è molto alto, perché è possibile seguire spesso l'evoluzione di un brano e il metodo di lavoro del gruppo, grazie anche alle note di copertina. Sono presenti anche i due "nuovi" brani incisi dal gruppo: Free As A Bird e Real Love, ottenuti con sovraincisioni su registrazioni domestiche di John Lennon fornite dalla vedova Yoko Ono.
Yellow Submarine Songtrack - 13 settembre 1999
Non è una riedizione della colonna sonora, ma la compilation di tutte le canzoni presenti nel film (riproposto in quell'anno nelle sale in versione restaurata), per l'occasione remixate dai nastri originali.
The Beatles 1 - 13 novembre 2000
Compilation con le 27 canzoni da singolo che raggiunsero la vetta della classifica. Non ci sono inediti, ma tutti i brani sono stati rimasterizzati, per una qualità superiore a quella degli album editi in CD nel 1988.
Let it Be... Naked - 17 novembre 2003
Riedizione dell'ultimo album pubblicato, nella forma in cui Paul McCartney intendeva inizialmente, senza l'intervento di Phil Spector (che modificò interi brani su mandato di George Harrison e John Lennon, mesi dopo che il progetto era stato abbandonato). L'aderenza all'idea originaria, viste anche le note di Lewisohn e le Anthology, è stata messa in dubbio da molti critici ed esperti.
LOVE - 20 novembre 2006
Una raccolta di 26 canzoni editate e remixate attraverso le registrazioni originali degli Abbey Road Studios da George Martin (detto anche il "quinto Beatle") e il figlio Giles sotto richiesta di Paul McCartney Ringo Starr e dalle signore Lennon e Harrison. L'album esce in collaborazione con il Cirque du Soleil, e risulta essere pieno di sorprese, album che tenderà ad essere un'icona delle collezioni dei Beatles, tra l'altro primo album in qualità dolby digital 5.1.
LiveEscludendo i bootlegs, solo due album restano delle registrazioni dei loro concerti dal vivo:
The Beatles Live! at the Star Club in Hamburg, Germany; 1962 - 1° maggio 1977
Contiene 27 canzoni registrate mediante un magnetofono da Kingsize Taylor, cantante dei Dominoes di Liverpool che si esibivano negli stessi giorni ad Amburgo. I nastri furono acquistati da un ex manager dei Beatles, Alan Williams, dopo lo scioglimento del gruppo e pubblicati dalla RCA. La qualità del disco è quindi pari a un bootleg ma l'atmosfera e l'energia che si percepisce è esplosiva.
The Beatles At The Hollywood Bowl - 6 maggio 1977:per maggiori informazioni vedi l'apposita voce. Vale comunque la pena citare anche il film sul concerto allo Shea Stadium:
The Beatles At The Shea Stadium - 1966
Il 15 agosto 1965 i Beatles si esibirono a New York davanti a 55.600 spettatori deliranti nel più grande concerto mai tenuto fino ad allora. L'evento fu eccezionalmente ripreso in un documentario per la TV di 48 minuti. Esistono due bootlegs con questo titolo, uno dei quali però contiene solo sei brani e per giunta non registrati allo Shea Stadium ma all'Hollywood Bowl!
FilmografiaFin dagli esordi la personalità dei quattro, e l'immagine mediatica che li aveva resi famosi, ispirarono la possibilità di sfruttare anche cinematograficamente la notorietà del complesso.Nacquero così due pellicole, A Hard Day's Night (1964) e Help! (1965), entrambe firmate da Richard Lester.Il noto regista fu capace di ricavare da un fenomeno all'epoca ancora potenzialmente effimero come la Beatlemania due opere molto apprezzate dalla critica, ancora oggi considerate fondamentali per la storia del cinema musicale.La successiva incursione del gruppo nella celluloide fu con un anarchico e scombussolato film per la televisione, Magical Mystery Tour, diretto dai quattro Beatles e andato in onda il giorno di Santo Stefano del 1967. Gli ascolti e le critiche furono molto deludenti, anche se il film è stato in parte rivalutato per l'interesse storico e documentario. Il progetto, nato dopo il suicidio di Brian Epstein, soffre di una mancanza di direzione: alcune voci critiche ritengono che sia stato un progetto essenzialmente di Paul, che non aveva idea della complessità di un simile lavoro.Forse per questo fiasco, ma più probabilmente perché il progetto non interessava loro ma erano costretti a fare un altro lungometraggio, i quattro si dedicarono poco a Yellow Submarine diretto da George Dunning per la parte d'animazione, e da Dennis Abey: i Beatles si limitarono a fornire solo 4 nuovi brani (alcuni dei quali erano scarti delle sessioni per i dischi precedenti). Ciononostante il film, uscito nel 1968, ebbe un grande successo e segnò una tappa importante per il cinema d'animazione.L'ultimo film dei Beatles corrisponde a quello che fu il loro ultimo concerto, e cioè fu il documentario che porta il titolo di Let it Be diretto da Michael Lindsay-Hogg nel 1969, che ebbe una irregolare distribuzione nell'aprile 1970, dopo cioè lo scioglimento informale del gruppo, pur essendo stato girato un anno e mezzo prima, durante la lavorazione del progetto Get Back.
Curiosità
Una caricatura del gruppo appare nel film d'animazione Disney il libro della giungla dove i 4 di Liverpool forniscono le sembianze a simpatici avvoltoi.
Sono in molti a sostenere che il primo videoclip lanciato nel panorama musicale intercontinentale sia stato Bohemian Rhapsody dei Queen, uscito nel 1975. Si tratta di una informazione errata, in quanto i Beatles iniziarono a girare video musicali, per diffonderli mediante le reti televisive di tutto il mondo, fin dal 1965 con Day tripper e We can work it out.Ciò che li spinse a diffondere le loro canzoni sotto forma di video musicale fu l'impossibilità di apparire ovunque venissero invitati e fu così che decisero di adottare, grazie anche all'estro del manager Brian Epstein e del produttore George Martin, l'innovazione della diffusione di canzoni in video. Il primo videoclip della storia della musica, inteso come tale è Paperback writer, del 1966, seguito da Rain, dello stesso anno ed entrambi girati in una serra. Ciò viene confermato anche in un'intervista a George Harrison del 1993, reperibile in Anthology, dove sosteneva che "praticamente avevano inventato MTV".
Nel video della canzone All You Need Is Love tra il pubblico è presente Mick Jagger con una maglietta raffigurante John Lennon
L'episodio dei Simpsons "Il quartetto vocale di Homer" (V serie) è un chiaro riferimento alla storia dei Beatles; tra l'altro vi compaiono George Harrison che, osservando il quartetto del quale fa parte Homer cantare sul tetto, esclama: "L'abbiamo già fatto" e Ringo Starr, la cui immagine è in un quadro in vendita alla fiera proprio all'inizio dell'episodio.
Bibliografia
Roy Carr e Tony Tyler. I favolosi Beatles. Euroclub, Bergamo 1979.
Ingham Chris. Guida completa ai Beatles. Vallardi, Milano 2005.
Alan Clayson. The Beatles Box. Mondadori, Milano 2003.
Alan Clayson. The Beatles. Mondadori, Milano 2004.
Roberto Colonna. «Dalla prospettiva degli scarafaggi», in Napolipiù - La verità, 8 dicembre 2005, p. 21.
Bill Harry. The Beatles. L'Enciclopedia (The Beatles Encyclopedia, Bill Harry 1992). Arcana Musica, Roma 2001, ISBN 8879662325
Mark Hertsgaard. La musica e l'arte dei Beatles (A Day In The Life). Baldini e Castoldi, Torino 2002.
Michelangelo Iossa. Le Canzoni dei Beatles. Collana "Pensieri e Parole", Editori Riuniti, Torino 2004.
Mark Lewisohn. Beatles - Otto anni ad Abbey Road (The complete Beatles recordings sessions). Arcana Musica, Roma 1990.
Ian MacDonald. The Beatles. L'opera completa (Revolution In The Head, Fourth Estate, London 1994). Mondadori, Milano 1994, ISBN 8804423005.
Philip Norman. "Shout", la vera storia dei Beatles. Oscar Mondadori, Milano 1984.
Bob Spitz, The Beatles. La vera storia. Sperling & Kupfer, Milano 2006, ISBN 9788820041618.
Steve Turner. Beatles. La storia dietro ogni canzone. Tarabooks, Campobasso 2001.
The Beatles Anthology. Rizzoli, Milano 2000.
Dopo i Beatles Musica e Società negli anni '70. Carabba, Lanciano 2003.
NoteFonte: http://it.wikipedia.org/wiki/The%20BeatlesTutti i testi sono disponibili nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License

2.10.2008

EFFETTO DROSTE





L'Effetto Droste è un termine olandese per un particolare tipo di pittura ricorsiva... Un'immagine in cui è presente l'effetto Droste possiede una piccola immagine di sé stessa, localizzata dove dovrebbe trovarsi se si trattasse di un'immagine reale. Questa piccola immagine inoltre contiene a sua volta una versione ancora più ridotta di sé stessa, e così via. Tecnicamente non c'è limite al numero di iterazioni, ma in pratica si continua fino a quando la risoluzione permette di distinguere un cambiamento.
Il termine Droste fu coniato dal poeta e giornalista Nico Sckeepmaker, alla fine degli anni 70. Esso prende il nome da Droste, una marca olandese di cacao, sulla cui scatola era presente l'immagine di un'infermiera che teneva in mano un vassoio con una tazza e una scatola della stessa marca. Un esempio di effetto Droste è la celebre copertina di "Ummagumma" dei Pink Floyd.
Rif. Wikipedia

RABARAMA


Paola Epifani, in arte Rabarama, nata a Roma nel 1969 è una delle scultrici più rappresentative dell'arte italiana nel mondo. Figlia D'arte, manifesta fin da bambina un talento innato per la scultura... Il resto lo trovate qui...

2.09.2008

Perché in Italia nessun editore pubblica Crisse?

Ho chiesto a Jactance, la curatrice del blog di Crisse, se i lavori di questo grande autore sarebbero stati pubblicati in italia, mi ha risposto che, purtroppo, non c'è nessuna pubblicazione in programma... Come è possibile che un autore conosciuto nel resto dell' Europa venga ignorato quì da noi?... Che tristezza!... Studierò meglio il francese e mi procurerò gli albi in lingua originale...

2.07.2008

CRISSE




Non ci posso credere! Ho trovato on line il blog di Didier Crisse, gestito per lui dalla bella, guardate la foto nel blog, Jactance... Crisse, nato in Belgio nel 1958, fa parte dei grandi autori del disegno fumettistico francobelga. Il suo segno, inconfondibile, ha creato graficamente saghe come La spada di cristallo, Kookaburra universe, Canari, come autore, per i disegni di Carlos Meglia, Ishanti, giusto per citarne alcune.I suoi disegni curatissimi e dettagliati, insieme ai colori di Besson, rasentano la magia e sono una vera gioia per gli occhi... Bentrovato Crisse.

2.05.2008

I PIETRIFICATI








LA POP ART DI ANTONIO MURGIA















CARNEVALE A RIO

Wow!... Lì si che è carnevale, carne? Vale? Ma quando ci vado?!

LA MELA DORATA 2

Un altra anteprima, ma non ditelo all'editore. Sssssss...

2.04.2008

LA MELA DORATA

Anteprima di un illustrazione per l'inserto della rivista bimestrale Paraulas... La fiaba si intitola "La mela dorata". Il testo è dello scrittore Franco Pilloni, i disegni sono supervisionati dallo sceneggiatore Luigi Serra, il resto è mio...

2.03.2008

STANLIO & OLLIO


Come due piselli in un baccello...

SAGGEZZA

Non mi volevano da nessuna parte così ho deciso di andare dappertutto!
Daniel Pennac



2.02.2008

IO TU NOI TUTTI

Voglio segnalare il sito non ufficiale dedicato a Lucio Battisti. C'è tutto, ma proprio tutto, quello che riguarda la produzione del musicista e cantante di Poggio Bustone... Lo trovate qui.
Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998).

1.30.2008

SEX, PISTOLS AND PIRATES

Nel finale di The great rock 'n' roll swindle (La grande truffa del rock 'n' roll), il film dei Sex Pistols, giusto per restare in tema con il post precedente, vi è inserito, come in altre parti della pellicola, un cartone animato con protagonisti i membri del gruppo musicale che navigano su di un veliero in una versione cartoon di pirati punk. Il pezzo che fa da colonna sonora si intitola "Friggin' in the riggin' " e dovrebbe essere un pezzo tradizionale rivisitato dai 4 monelli del rock... Il testo è "moooolto" singolare e "moooolto" pirata! Guardatevi il video musicale con inserite le parole della canzone in inglese e poi leggetevi la traduzione... All' arrembaggio!

Scopando Tra Il sartiame- Eilà voi malati di scorbuto, sentite un po' cos'è successo. Fu a bordo nella bella barca Venus, per Dio, avreste dovuto esserci. La polena era una puttana in un letto e l’albero maestro un pene di mammut. Il capitano di questa bagnarola era uno sporco rotto in culo e non era sicuramente venuto al mondo per spalare merda da un posto all’altro Rit: Scopando tra il sartiame scopando tra il sartiame scopando tra il sartiame non c’era nient’altro cazzo da fare. Il capitano si chiamava Morgan, per Dio, era come una gorgona, dieci volte al giorno suonava dolci melodie col suo fottuto organetto. Il suo assistente si chiamava Cooper, per Dio, era un soldato di cavalleria, bestemmiava così tanto di continuo fino a stupirsiene da solo. Tenetevi forte e metteteci un po' di palle, coglioni! Il secondo assistente era Andy, per Dio, era un vero damerino finché non spiaccicarono il suo pisello su una roccia appuntita per essere venuto dentro la bottiglia del brandy. Il mozzo si chiamava Flipper era un fottuto lattante, si riempì il culo di vetri rotti e circoncise il capitano. Rit. La moglie del capitano era Mabel non era brava a scopare così, quei luridi merdosi, le inchiodarono le tette da un capo all’altro del tavolo nella sala bar. Il capitano aveva una figlia che cadde dove il mare era più profondo e dalle sue grida di piacere capimmo che le anguille avevano trovato l’ingresso tra le sue cosce. Rit... E ora tutti a leggere L' isola del tesoro e Peter Pan...

1.27.2008

SID IL CATTIVO

Sid Vicious (Londra, 10 maggio 1957- New York, 2 febbraio 1979), Era il bassista della punk rock band dei Sex pistols. Morto di overdose a soli 21 anni. Sid il cattivo ( questo il significato del nome) fu accusato di avere ucciso Nancy Spungen, la fidanzata che lo introdusse all'uso delle droghe, il 12 ottobre del 1978. Uscì di prigione dopo qualche mese su cauzione, ma pochi giorni dopo la sua scarcerazione fu trovato morto. Vicious lasciò un biglietto con su scritto di voler esser sepolto di fianco alla sua fidanzata Nancy Spungen con addosso i suoi jeans, la sua giacca di pelle e i suoi anfibi. Leggenda vuole che la dose di eroina fatale gli fu fornita dalla madre.
La madre di Nancy non accettò di far sotterrare Sid accanto a sua figlia nonostante la sua richiesta, quindi la madre di Vicious decise di farlo incenerire e di spargere le polveri sulla tomba della Spungen. Nonostante il suo vero nome fosse John Simon Ritchie, venne dichiarato morto sotto il nome Simon John Beverley. Nel bene e nel male anche lui fu sicuramente un artista singolare... Per ricordarlo ho scelto per voi il video dove canta, a modo suo, My way di Paul Anka, una versione che stende tutti e non solo in senso figurato...
"Noi siamo meglio di chiunque altro eccetto che degli Eagles"... detto da Sid Vicious durante il concerto tenutosi a San Francisco, nel 1978, dove i Sex pistols suonarono insieme per l'ultima volta...

C'è Hoder

Scuola del fumetto di Milano, Disegno pulito e curato nei minimi dettagli, Nel suo segno ci sono Liberatore, Villa e De angelis: è Hoder Sechi, di cui ho saputo, con piacere, tramite il blog dell'amico Luigi Serra, Che ha messo on line i suoi disegni... potete visionarli qui. Dateci un occhiata...
Nell'immagine, Zanardi visto da Hoder.

1.26.2008

CENSURA E AUTOCASTRAZIONE ( Tre passi indietro nel delirio... forse anche quattro)

Prendendo spunto dall’ottimo articolo di Michele Medda, che trovate qui, vorrei ritornare un attimo sul discorso censura. Senza volere, per carità, entrare nel sociologico, credo che comunque sia doveroso, trovandosi davanti a un atto censorio cioè attentare alla libertà di espressione dell’individuo; fare un esame di coscienza . Focalizzando l’argomento sul media fumetto. A prescindere da pressioni esterne, mi sembra che ogni casa editrice abbia sempre attuato un certo tipo di censura o auto censura sui propri prodotti. Ad esempio, una delle più grandi multinazionali che operano nel campo dell’intrattenimento: la Walt disney, che da sempre si occupa di proporre prodotti per la famiglia ha, secondo me, un contraddittorio modo di procedere, in quanto, da una parte si preoccupa di offrire dell’intrattenimento anche educativo ma dall’altra la filosofia disneyana è la negazione stessa della famiglia. Le relazioni che intercorrono tra i suoi personaggi più famosi sono sempre quelle di zio e nipote e il benché minimo cenno alla sessualità viene bandito. Il rapporto padre e figlio o madre e figlio viene evitato perché include anche il discorso della sessualità, probabilmente il bersaglio preferito, insieme alla rappresentazione della violenza, dei censori. In Italia per capire che l’argomento sesso può essere trattato e discusso nonché ironizzato, bisognerà aspettare gli anni settanta e i fumetti della Ediperiodici, sino ad allora si attuava una censura addirittura sui dialoghi dei personaggi. Il primo autore, in Italia, a mostrare gli attributi sessuali fu Magnus che intelligentemente capì che non c’era niente di male a includere nelle sue storie, in maniera esplicita, un atto così fondamentale nella vita di ognuno di noi. Nonostante si sia arrivati a una libertà di costumi dettata anche dalla possibilità di avere informazioni in tempi ultra veloci, la censura continua a colpire in tutti i settori dell’intrattenimento attuando tagli su scene che contengono riferimenti alla sessualità, eliminando dialoghi che hanno contenuti scomodi, addirittura cambiando il colore del sangue nelle scene violente dei cartoni animati. Ancora oggi in prevalenza gli eroi dei fumetti vivono vite caste e pure, preferiscono la compagnia degli amici a quella delle amiche e raramente utilizzano l’epiteto sostituendolo con frasi colorite ma che in una collocazione reale fanno ridere i polli. Fondamentalmente la censura esiste perché noi l’accettiamo e a seconda della nostra morale o etica personale ne siamo anche i fautori. Fatevi un giro e scoprirete quanti pregiudizi ruotano ancora intorno a chi porta dei tatuaggi o dei piercing. Nella nostra ipocrisia sociale c’e chi vorrebbe “camuffare” anche il proprio cesso, negando e censurando l’esistenza dei propri bisogni fisiologici. Nella nostra società si proteggono i bambini dalla violenza in generale censurando i prodotti destinati al loro consumo ma poi gli si passa sotto gli occhi un certo tipo di programmi televisivi dove si urla e si litiga in situazioni di banalità mediale. Concludendo direi che la nostra società vivendo in uno stato di apatia e delegando sempre a qualcun altro la scelta di ciò che è giusto o sbagliato, la censura se la merita, anche se io sarei a favore del censurare la censura…

1.24.2008

CHE SI FUMANO ALLA DISNEY?

Ho letto sul blog di Roberto Recchioni, le lettere che Bruno Concina, uno dei più anziani sceneggiatori e collaboratori della Disney, ha scritto e spedito alla stampa e alla casa editrice con cui ha un rapporto che dura da 30 anni e alcuni mesi... Dalle suddette lettere, traspare tutta la dignità e l'amarezza di un bravo e gentile artista che ha dedicato la propria vita e passione ai fumetti del settimanale Topolino, che a quanto pare ultimamente ha subito un calo delle vendite e debba anche smaltire parecchie storie realizzate e rimaste in giacenza non pubblicate. Il signor Concina si rammarica per il trattamento con cui la nota casa editrice lo ringrazia per la sua devozione: ignorando i suoi appelli e concedendogli di "vivere?" con i guadagni di due storie da pubblicare annualmente. Sembrerebbe che i responsabili del settimanale abbiano la ferma convinzione che i loro autori campino d'aria. Mi sembra anche di capire che a questi "dirigenti" non venga neanche per un attimo il dubbio che le condizioni in cui versa il settimanale possa essere consequenziale alle loro scelte editoriali e a pagarne lo scotto siano gli autori come Concina a cui va tutta la mia solidarietà, solidarietà che abbraccia tutti gli addetti ai lavori (gli autori delle storie) di questo bellissimo media che è il fumetto... Per saperne di più, clicca Qui, Quo, anzi, Qua...

1.23.2008

SERIALMANIA

Il noto critico Aldo Grasso ha dichiarato, qualche tempo fa, che i serial televisivi degli ultimi anni battono di gran lunga quello che ultimamente propone ll grande schermo. Un affermazione che io approvo quasi del tutto... Effettivamente il cinema degli ultimi tempi lascia un po a desiderare in quanto a coinvolgimento, pensato forse troppo in maniera consumistica per fare cassetta nelle sale di tutto il mondo. Sempre più spesso, le produzioni cinematografiche, ci propongono cast con attori famosi e super effetti speciali pur di attirare gli spettatori a visionare prodotti che dal punto di vista della trama e dei contenuti sono abbastanza esigui. Al contrario gli sceneggiatori della televisione seriale sembrerebbero molto più attenti a ciò che propongono e scrivono: certamente sollecitati dal fatto che, se si deludono le aspettative dell'utente questi con il pulsante del telecomando cambierà canale. Considerando il fatto che solitamente il cast di un serial è composto da attori meno famosi, a parte le "guest star" che vi prendono parte, rispetto al cast di un film che solitamente vede tra i suoi partecipanti attori di fama diretti da registi altrettanto noti e che in ogni caso attireranno il pubblico pagante nelle sale, il successo di un prodotto, quindi la continuity, per il piccolo schermo è tutto basato su ciò che gli sceneggiatori suggeriscono e dal grado di coinvolgimento con cui riescono ad intrigare il pubblico. Il successo o il fallimento di un serial è quindi quasi totalmente nelle mani dei suoi ideatori, che in ogni caso possono esprimersi al meglio , avendo a disposizione più tempo per fare affezionare gli spettatori ai loro caracters e alla loro storia. Un prodotto per il cinema ha l'attenuante che in, più o meno, 120 minuti, deve invece dare il massimo sia dal punto di vista della narrazione, creando tutte le condizioni perché il pubblico possa immedesimarsi ed entrare in empatia con i protagonisti, empatia resa raggiungibile e facilitata dal fatto che gli attori sono già personaggi conosciuti. Concludendo, direi che, comunque, il cinema ha sempre dalla sua l'incredibile atmosfera da sogno che crea il grande schermo oltre al condividere l' esperienza emotiva della visione con gli altri spettatori...

Ciak: oggi si gira, domani si muore...

Il locale era fumoso e pieno del vociare dei clienti. Il tirapiedi si avvicinò al suo boss, dopo avere attraversato il grande salone dove la gente ballava a ritmo dell'orchestra jazz, e gli sussurrò qualcosa in un orecchio. Sul viso del boss si dipinse un sorriso beffardo e macabro: nel firmamento di Hollywood c'era una stella in meno e una bara in più... Quando quel lunedì mattina del 16 dicembre 1935 il coroner vide il corpo sanguinante di Thelma Todd afflosciata sul sedile anteriore della sua auto, probabilmente, rimase incredulo nel verificare la morte della diva hollywoodiana conosciuta da tutti come "bionda alla crema". La deliziosa Thelma Todd aveva lavorato con Laurel e Hardy, i fratelli Marx e la sua amica Zasu Pitts in una serie di scatenate farse di Hal Roach.
I fan non l'avrebbero riconosciuta, nella sua ultima parte, quella di un cadavere ripiegato su se stesso con la bocca, l' abito da sera e la pelliccia di visone macchiati di sangue. La sua cameriera la trovò alle dieci e mezzo di mattina nel garage che Thelma divideva col suo amante, il regista Roland West. Il garage era alle Palisades, sopra la Pacific Highway tra Santa Monica e Malibu. L'interruttore dell'accensione era aperto, il motore spento, e Thelma era afflosciata sul sedile anteriore. Per macabra coincidenza, una volta aveva recitato in una scena con Groucho Marx che le diceva: " E adesso fai la brava, se no ti chiudo nel garage". Il Gran Giuri, dopo essersi scervellato per settimane su una serie di prove contrastanti, emise uno strano verdetto: " Morte dovuta ad avvelenamento di ossido di carbonio. Questa superficiale sentenza d'ufficio lasciava molti punti oscuri. Se Thelma era morta asfissiata come mai i suoi abiti erano così scomposti? Chi o che cosa le aveva fatto sanguinare la faccia? Se Thelma era morta all'alba di domenica, di ritorno dal Trocadero, come affermava la polizia, come mai alcuni testimoni (tra cui la moglie di West, Jewel Carmen) sostenevano di averla vista, la domenica mattina, passare di gran carriera l'incrocio tra Hollywood Boulevard e Vine Street, al volante della sua Packard con un aitante sconosciuto bruno al fianco? Thelma era l'amante di West da un certo tempo. Insieme, dirigevano il Thelma Todd Roadside Rest, un popolare caffè in riva al mare, sulla Coast Highway, sotto le Palisades, a pochi passi dalla scena del delitto. Dopo un lungo interrogatorio, West ammise, riluttante, di aver avuto una violenta lite con la ragazza nelle prime ore di domenica. I vicini confermarono di aver sentito Thelma urlare oscenità a West e prendere a pugni la massiccia porta d'ingresso. Esaminata, la porta rivelò segni di pedate recenti. Durante l'inchiesta venne fuori che Zasu Pitts, collega e amica intima di Thelma, le aveva prestato migliaia di dollari, che erano stati inghiottiti dalla complicata amministrazione del Roadside Rest e mai restituiti. Ida Lupino dichiarò che sebbene Thelma sembrasse spensierata come sempre, durante la festa al Trocadero le aveva confidato che stava facendo le corna a West e aveva una relazione esplosiva con un uomo d'affari di San Francisco. L'avvocato di Thelma chiese una seconda inchiesta che, secondo lui, avrebbe confermato la sua ipotesi, cioè che l'attrice era stata uccisa dai sicari di Lucky Luciano. In quell' epoca, Luciano cercava di infiltrarsi nel giro delle case da gioco clandestine della California. Aveva avvicinato Thelma proponendole di affittare il piano superiore del suo caffè, per installarvi un casinò segreto per polli, che lei avrebbe dovuto riempire di clienti chic, reclutati tra i suoi amici famosi. L'avvocato era convinto che, rifiutando l'offerta di Luciano, Thelma avesse firmato la sua sentenza di morte. Il produttore Hal Roach diventò verde in faccia solo a sentire il nome di Luciano, e riuscì a convincere l'avvocato a lasciar cadere la cosa. Si sospettava inoltre, ma non si trovarono mai prove, che fosse successo un episodio prefabbricato, messo in scena da West con l'aiuto di un'amica. La ragazza cioè, fingendosi Thelma, avrebbe fatto tutta la scena degli strilli e delle pedate sulla soglia di West, mentre lui, dietro la porta, tramortiva Thelma, la portava in macchina, girava la chiavetta d'accensione e chiudeva la porta del garage. Secondo questa teoria West avrebbe desiderato da un pezzo rompere la relazione ormai logora e commettere il delitto perfetto, come nel suo film Alibi. Prove, in questo senso, non ne emersero, ma West (che aveva diretto Lon Chaney in "The Monster" e Chester Morris in "The Bat Whispers", uno dei più straordinari gialli mai girati) non fece più un film. Sposò Lola Lane e nel 1952 morì dimenticato.Thelma aveva destato molte simpatie, sia tra gli appassionati di cinema sia tra i colleghi. Il suo funerale a Forest Lawn attirò una gran folla. L'attrice giaceva in una bara aperta, coperta di rose gialle, e grazie ai tecnici del Lawn somigliava di nuovo alla delicata Bionda alla Crema dal cuore d'oro e dalla risposta pronta. Zasu Pitts commentò: " Sembrava proprio che Thelma dovesse alzarsi a sedere da un momento all'altro e mettersi a parlare ". Ma Thelma non avrebbe parlato più: nemmeno una breve frase per dire chi l'aveva uccisa. La sua morte rimarrà uno dei misteri più inquietanti di Hollywood. Il 1935, L'anno in cui l'esplosivo diario di Mary Astor fu condannato al rogo, giunse alla fine con un tonfo agghiacciante: uno dei più sconcertanti delitti di Hollywood. Gli omicidi risolti, in genere, vengono archiviati e dimenticati, quelli non risolti lasciano un diffuso senso di malessere, che non vuol saperne di scomparire. Come successe nel caso della Bionda alla Crema. Thelma Todd (1905-1935) .
Rif. Dagospia

1.19.2008

Videogames e censura...

Qualche anno fa, guardavo in televisione un processo che vedeva sul banco degli imputati un uomo accusato di gravi abusi su minorenni. Ad un certo punto, durante l'interrogatorio, il giudice chiese all'imputato quali fossero le sue letture, l'imputato rispose che tra le sue letture c'era anche Topolino... Mi chiesi se, per caso, il pubblico ufficiale
non si aspettasse come risposta ben altro, anche perché spesso film, libri e fumetti di un certo genere sono stati accusati di essere diseducativi e di, chissà per quali misteriose ragioni , condizionare i giovani fruitori sino a farli agire come degenerati e mostruosi criminali in età adulta. Oggi il turno della " caccia alle streghe" sembra spetti ai videogames in quanto hanno destato l'interesse dei politici italiani; tanto da decidere se è il caso di promuovere una legge censoria e proibizionista nei loro confronti. I ragguagli li trovate
qui, insieme alla petizione atta a raccogliere le firme per cercare di evitare questo ulteriore e inutile controllo sul mondo ludico dei videogames di cui si fa già garante il sistema PEGI... Dal canto mio, non credo che giocare a Gta o Jak and Dexter formino il carattere di un futuro criminale, specialmente se i genitori spiegano al bambino la differenza tra realtà virtuali e realtà reali... Comunque, chissà se nei processi futuri qualche giudice chiederà all'imputato: "lei con quali videogames giocava?" e l'imputato risponda: "con Il pianeta del tesoro!"... Quello della Disney.

1.15.2008

IN QUESTO MONDO LIBERO (It's a Free World...)

Un altro film di Ken Loach, un altra spietata analisi della società in cui viviamo. Ambientato nella Londra dei nostri giorni, come altri film del regista inglese, questa volta assistiamo alle vicende di Angie, impiegata di un agenzia di collocameto per immigrati. Dopo essere stata licenziata, decide, insieme all' amica Rose, di mettere su un agenzia per conto proprio. Reduce da tante delusioni, con un figlio da crescere senza un compagno e tanti conflitti con i propri genitori, Angie gestisce l'agenzia senza scrupoli: esercita senza autorizzazione, evade le tasse e sfrutta il lavoro nero degli immigrati clandestini. Indurita dalle brutte esperienze la protagonista del film si è trasformata da agnello in lupo. Nonostante tutto, il regista riesce a farci vedere Angie come un personaggio non completamente negativo: ci descrive una bella donna ambiziosa con un forte carattere che vuole la sua occasione e una rivalsa dalla vita; una donna che ha nascosto la sua fragilità per diffendersi, come spesso succede, dalle iniquità del mondo, diventando a sua volta insensibile e a tratti ingiusta ma anche disposta a pagarne le conseguenze senza lasciarsi sopraffare. Un film da vedere.
Un film di Ken Loach. Con Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Colin Caughlin, Joe Siffleet, Faruk Pruti. Genere Drammatico, colore 96 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Italia, Germania, Spagna 2007. - Distribuzione Bim