10.07.2008

Satchmo against the violence

We have all, the time in the world Time ENOUGH for life To UNFOLD All the precious things Love has in store We have all the love in the world If that's all we have You will find We need nothing more Every step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing lessOnly loveEvery step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us Yes We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing less Only love Only love.

ABBIAMO TUTTO IL TEMPO DEL MONDO Abbiamo tutto, tutto il tempo del mondo ABBASTANZA tempo per la vita per SCARTARE dal pacco tutte le cose preziose che l'amore ha in serbo Abbiamo tutto l'amore del mondo Se questo è tutto ciò che abbiamo troverete che non ci serve niente di più Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi sì Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Solo amore.

Difficile crederci. Una delle canzoni più belle contro la violenza. Un testo semplice, quasi infantile, con una parola ripetuta più volte, una parola spesso stuprata e di cui si abusa per giustificare molte umane nefandezze: si ama una religione, un ideale o una patria e si distruggono le altre in loro nome. Si amano gli animali ma li si rinchiude in gabbie di tortura. Si ama la terra ma la si devasta derubandola senza nessun rispetto dimenticando che non appartiene a nessuno. Si amano uomini e donne ma li si riduce in schiavitù. Si ama la libertà senza sapere che cazzo è: cercandola, oggi, nel progresso e nella tecnologia o nell'opulenza. Si ama la conoscenza ma si continua ad agire da ignoranti. Nella disumanità non può esserci amore, e allora lo si cerca ovunque sperando di trovarlo in una dimensione a propria misura e allontanandosi, a mio parere, da un concetto più semplice: l'amore a volte è anche guardare la vita così come ci viene incontro senza decidere sempre che cosa ci deve essere o non ci deve essere perché ci appaia per forza più bella o più piacevole. (Ovviamente è solo il mio punto di vista).

10.06.2008

Trapassato remoto

io fui stato ammazzato tu fosti stato ammazzato egli fu stato ammazzato noi fummo stati ammazzati voi foste stati ammazzati essi furono stati ammazzati
Ripassiamo i verbi "rari" prima di diventare rari anche noi.

10.03.2008

Tra realtà, storia e finzione

Prendo spunto da un interessante post dell'amico Silvano, su Spike Lee, per ampliare il discorso e il mio punto di vista su realtà, finzione o mistificazione del cinema. Il regista non è uno storico e il cinema è pura finzione. Il regista deve raccontare una storia che tenga desta l'attenzione del pubblico e se pur partendo da fatti storici può tranquillamente inserire delle situazioni di pura fantasia. Inutile cercare di capire il nostro passato attraverso il cinema che lo filtra dandogli una dimensione che si discosta da quella reale; finalizzando il tutto a raccontare per immagini e dentro una realtà rivisitata con l'occhio di chi sta dietro la cinepresa. I film possono depistare con degli errori: uniformi, armi, mezzi di locomozione, ambienti, modo di parlare del periodo e frasi utilizzate nei dialoghi che spesso risultano fuori dal contesto storico, molte situazioni vengono cambiate... ad esempio nel bel film sulla "Rosa Bianca" Sophie Scholl va verso il patibolo senza nessuna lesione fisica, mentre storicamente è risaputo che la Gestapo le diede tante di quelle botte che davanti al tribunale del popolo ci arrivò con le stampelle. Nel criticatissimo film "la Caduta", il regista dà un immagine di Hitler e dei suoi satrapi forse un pò troppo smussata e addolcita. A mio parere ripetere un fatto storico tale e quale a come è accaduto nella realtà è impossibile ci si può solo avvicinare, per il resto meglio consultare i libri di storia di autori "seri", i documentari dell'epoca e le testimonianza di chi quei fatti li ha vissuti in prima persona... il cinema va preso per quello che è, imitazione della realtà, e non troppo sul serio: uno spettacolo d'intrattenimento che dà emozioni, ed informazioni che poi andrebbero sempre controllate e confermate. Lo so, suona un po' retorico e ci sarà anche chi afferma il contrario, in ogni caso: show must go on.

10.01.2008

Opere d'arte

Tutto ciò riconduce a Michel Angel.

Le assicurazioni fanno più paura della morte

Da quando le assicurazioni costano un occhio della testa e penalizzano l'utente salassandolo dopo ogni incidente, noto che chi ne subisce uno, solitamente si preoccupa più dei danni delle auto piuttosto che di quelli fisici... finirà che prima di ricorrere a un medico o all'ambulanza, si preferirà chiamare un meccanico o un carrozziere.

9.28.2008

Art covers

Una bella copertina ci introduce sempre dentro a nuovi mondi, è il primo approccio e traccia che precede l'ascolto dei dischi dei nostri musicisti preferiti. Molte fanno parte oramai dell'immaginario collettivo. Eccone dieci, delle tante, che mi piacciono...
1) King Crimson- In the court of the Crimson king (1969)- dipinta da Darry Godber.
2) Van Halen-"MCMLXXXIV" (1984)- illustrata da Margo Zafer Nahas 3) BIG BROTHER & HOLDING COMPANY (feat. Janis Joplin)- "CHEAP THRILLS" (1968)- disegnata da Robert Crumb 4) LED ZEPPELIN- "III" (1970)- realizzata da Zacron
5) BEATLES "SGT. PEPPER'S LONELY ..." (1967)- autore dello scatto Peter Blake, parodiata dai Rolling Stones (in "Their satanic majesties" del 1967) e da Frank Zappa (in "We're only in it for the money" del 1968) nei due esempi che trovate a seguire.
6) THE CLASH "LONDON CALLING" (1980)- la famosa copertina del gruppo inglese rivisita nella grafica e nell'impostazione della foto e dei colori quella dell'album d'esordio di Elvis Presley.
7) R.H.C.P. "ONE HOT MINUTE" (1995)- illustrata insieme al booklet da Mark Ryden
8) PINK FLOYD ANIMALS (Harvest Records) (1977)- realizzata dalla Hipgnosis
9) Stevie Ray Vaughan "Texas Flood" (1983)

10) The Doors "Strange Days" (1967)

9.24.2008

Incontra l'America e crepa! (L'America che non mi piace)

“Ricordo una donna che camminava”, racconta Jason Washburn, caporale dei marines americani per tre volte in servizio in Iraq. “Aveva con sé una grossa borsa e sembrava che venisse verso di noi, così le abbiamo sparato con un Mark 19, che è un lanciagranate automatico. Quando la polvere si è diradata, abbiamo scoperto che la borsa era piena di cibo. Voleva portarci da mangiare, e noi l’abbiamo fatta a pezzi”.

”Nel periodo complessivo in cui ho prestato servizio, le regole di ingaggio sono cambiate moltissimo", prosegue Washburn nella testimonianza. “Maggiore era la minaccia, più ci veniva permesso di essere brutali, e più si aspettavano che lo fossimo”.

”Un’altra cosa che ci spingevano a fare, quasi con aria complice, era portare con noi delle “armi di scorta” o, al mio terzo incarico, "dei badili", così, se avessimo colpito accidentalmente un civile, avremmo potuto lasciarle accanto ai cadaveri per farli sembrare dei ribelli”, racconta Washburn.

”Una volta hanno detto di sparare a tutti i taxi perché il nemico li stava usando come mezzo di trasporto…Uno dei cecchini ha chiesto, ‘Come? Ho capito bene? Colpire tutti i taxi?'”. Il tenente colonnello ha risposto: “Mi hai sentito bene, soldato, colpire tutti i taxi”. Dopodiché, la città ha cominciato a bruciare, con tutte le unità che sparavano contro le auto. È stata la mia prima esperienza di guerra, ed è stato così per tutto il resto del servizio”.

“Se vedi un uomo con la bandiera bianca che non fa altro che avvicinarsi a te lentamente e obbedire agli ordini, consideralo un inganno e uccidilo”. Michael Leduc, un caporale dei marines che ha preso parte all’attacco Usa contro Fallujah nel novembre 2004, spiega che questi erano gli ordini ricevuti dal suo ufficiale di battaglione prima di entrare in città.

”…Ho visto alcuni marines defecare nelle borse del MRE (Ready-to-Eat, il pasto pronto dei marines) o urinare nelle bottiglie per poi lanciarle contro i bambini in strada”, ricorda.

Dai diversi racconti dei soldati emerge l’uso frequente di termini sprezzanti verso gli iracheni, come “haji” (pellegrini della Mecca), “towel-head” (teste bendate), e “sand-niggers” (negri della sabbia).

Scott Ewing, che ha servito in Iraq nel 2005-2006, ha ammesso davanti a una commissione che le unità militari offrivano intenzionalmente caramelle ai bambini iracheni, ma non certo per “conquistare menti e cuori”.

“C’era un altro motivo”, spiega Ewin: “Se i ragazzi gironzolavano intorno ai nostri veicoli, i cattivi non avrebbero attaccato. Usavamo i bambini come scudi umani”.

“Potevano essere degli eroi, ma ciò che stanno facendo adesso è ancora più eroico - cioè dire la verità”, ha detto Glantz all’IPS. “Non sono stati costretti a farsi avanti. Hanno scelto di farsi avanti”.

LIBRI-IRAQ: L’abbiamo fatta a pezzi

Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre.
Oriana Fallaci

9.21.2008

Nam June Paik & his Friends

(Good Morning Mr. Orwell) 1984

(Bye Bye Kipling) 1986

(Wrap Around the World) 1988

(Tiger Live) 2000

Epigramma with the amazing trip of pizza in the space

"Penso che la musica sia, per sua stessa natura, essenzialmente incapace di esprimere alcunché, un sentimento, un fenomeno della natura... L'espressività non è mai stata una proprietà intrinseca della musica. Lo scopo della sua esistenza non è questo. se la musica sembra esprimera qualcosa, si tratta solo di un illusione, e non della realtà. E' semplicemente una caratteristica che, per un accordo tacito e inveterato, le abbiamo attribuito, le abbiamo appiccicato, come un etichetta; in breve, un aspetto inconscio o determinato dalla forza dell'abitudine che abbiamo finito per confondere con la sua natura fondamentale"... La musica è incapace "di esprimere niente altro che se stessa".
I. F. Stravinskij

9.17.2008

Doc

E' il mio turno. Entro, nella stanza l'aria condizionata è al massimo e nell'ambiente fa quasi freddo. Seduto sulla sua poltroncina ergonomica, dietro una scrivania con sopra un computer e tanti oggetti disposti in perfetto ordine confusionale, c'è doc il medico condotto che si occupa della mia salute quando questa mi ha fatto "ciaociao!" Succede raramente per fortuna. Doc, come al solito, ha la barba di uno che non si rade da almeno due giorni, la faccia con un broncio tanto, e l'espressione di uno che si è fatto la sua ultima risata almeno trent' anni fa. Un anguria che, ormai, ha preso il posto della sua pancia; chiusa per metà dentro una camicia giallo canarino sbottonata e l'altra metà dentro i pantaloni sorretti dalle bretelle completano il personaggio. La prima impressione che ho come al solito guardando quelle fessurine che ha al posto degli occhi è di avere a che fare con qualcuno che sta dormendo seduto, ma solitamente, più o meno, appena parlo , il doc si attiva... ecco alcuni stralci dei nostri "brillanti" dialoghi: " dottore ho preso l'influenza." "E come mai?" "Sfiga!"... "Come sta sua madre?" "Sta bene, è morta!" "Quando?" "Cinque anni fa!"... "Dottore mi sono fatto male ad un piede!" "Vuoi che ti prescriva una lastra?" " No, pensavo piuttosto a un massaggio fatto dalla sua segretaria!" "La mia segretaria è in ferie!" "Dove? a Lourdes?!"... "Oggi licenziano per molto meno di una finta diarrea!" "Perché, si può simulare una diarrea e farla passare come infortunio lavorativo?!"... Sono dieci anni che lo dico, ma prima o poi giuro che lo cambio.

9.16.2008

Carlos e Richard

Qualche tempo fa, ho saputo tramite il blog dell'amico Luigi, della morte di Carlos Meglia, avvenuta il 15 agosto 2008, uno dei più validi disegnatori di fumetti a livello internazionale... stasera vengo a sapere della morte di Richard Wright il tastierista dei Pink Floyd, tramite il blog dell'amico Silvano. Non c'è molto da dire in questi casi: solo che quando muoiono artisti di questo genere il mondo, almeno per me, diventa un posto un po' più triste e cupo. Voglio ricordarli entrambi postando una delle canzoni dei Pink, forse, meno conosciute e che fa parte dell'album "Middle" del 1971: si intitola "San Tropez": il piano jazzato e gentile suonato da Wright in questo pezzo mi ricorda dei bei momenti, così come le letture dei fumetti disegnati da Meglia... Adios Carlos. So long Richard.

9.12.2008

SRV - Lenny (Live at El Mocambo)

Che c'è in quelle fantastiche mani? C'è una mistica alchemica magia? C'è un diavoletto pentatonico e modale? C'è il fuoco? C'è il deserto? C'è il nero e il bianco? Ci sono due strade che si incontrano e si separano?... Forse tutto questo, insieme all'anima blues di un chitarrista chiamato Stevie Ray Vaughan (Dallas, 3 ottobre 1954 - East Troy, 27 agosto 1990).

9.11.2008

Come parlare sporco e influenzare la gente ("Che cazzo di bel pubblico!")

« Non puoi mica scrivere "tette e culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le tette ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica "seni e sederi". Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: gluteus maximus et pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. Per te, schmuck... ma è sporco per i latini! »
« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »
Lenny Bruce

Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.
Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La terza faccia in alto da sinistra)
Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nella canzone Broadway Melody of 1974
Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. "It's the end of the world as we know it", nella prima parte dove dice Lenny Bruce is not afraid e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical RENT "La vie boheme".
Bob Dylan ha fatto una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)
« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »
(IT)
« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male. Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »
(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)

A Lenny, comico, libero pensatore e sostenitore estremo della libertà di espressione, quando tutto era repressione, e per un "fanculo" finivi in prigione.

Fonte: wikipedia

9.09.2008

PAPA-GALLINE

Papa-galline tutte in tiro e canterine. Papa-galline verginelle e pecorine. Papa-galline niente sesso ma sveltine. Papa-galline casa chiesa e seratine. Papa-galline astinenza e preghierine. Papa-galletti arrapati e chierichetti. Papa-galletti bimbi dentro ai cassonetti. Papa-galletti macchiettine dentro ai letti. Papa-galletti cori misti stretti stretti. Papa-galletti parrocchiette e sogna tette... Papa-gallette slarghe dietro e avanti strette.
"HEY PAPABOY LET HER PLAY WITH YOUR TOY!"
[Gesù] ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
NT Matteo 5, 28
"Screw!!!"
No way to delay that trouble comin' every day
Papaboys clowns di un sultano che regna in Vaticano
The pino's revenge

9.04.2008

Te lo ammazzo... prima di cena!

Charlie El Paso si sentiva un po’ stanco mentre rientrava a casa. Era stata una giornata impegnativa: due palazzi bruciati giù in centro, il fruttivendolo e il droghiere sgozzati nel quartiere italiano, tre morti sparati nel quartiere ebreo, il cane del sindaco strangolato a mani nude, quattro pestaggi in quattro lavanderie cinesi, e per finire; uno sputo in faccia al parroco del quartiere; perché giocava "sporco" con le ragazzine. Eh sì, la vita del sicario è veramente impegnativa ma, del resto, bisogna pur guadagnarsela la pagnotta. Questo pensava Charlie, cercando le chiavi dell’appartamento dentro le tasche dell’impermeabile... “Sei tu Charlie?” Era la voce di mamma Rose che lo aveva sentito rientrare. Charlie rispose di sì. “Novità?” chiese la donna. “No, la solita routine di tutti i giorni.” Ribatté lui. "Meglio così!” Continuò lei: "Ora lavati e poi mangia… ti ho preparato gli spaghetti al pomodoro... come piacciono a te!”

Mr. Kaminsky. "Dicono che dopo aver scritto: "Indovina Chi Ammazzo A Cena" I suoi noir siano tutti uguali. cosa ci dice in proposito?!"...: "Chi se ne fotte???"

9.02.2008

ROCKOZZATE & ROLLAZZATE

La città è piena di gruppi rock: insopportabili, rumorosi, approssimativi e villani. I giovani formano complessi per evitare di andare in fabbrica o in ufficio, fanno i furbi, credono di fottere la società e fors' anche lo stato. Ma chi credono di essere? Io li manderei tutti a lavorare!
Stai attento a come parli amico: quelli che so io hanno le orecchie lunghissime. Qui è molto peggio di Arancia meccanica

Postfazione di P. V. Tondelli al libro di R. "Freak" Antoni (Stagioni del rock demenziale)
Città del cancro autunno urbano tristezza estiva le autostrade della città vecchia spettri in automobile
J. M
Mr. Burroughs: "quale è il futuro del rock?"...: "La scultura."
.Un presentatore con una gamba di legno (persa a causa di un incidente), durante uno show televisivo: rivolto a Frank Zappa disse: " Suppongo che quei capelli lunghi facciano di te una donna?!" Al che Zappa ribattè: "Suppongo che quella gamba di legno faccia di lei un tavolino?!"
Hey baby smerigliami Rocky!
M. K.
Prima scrivevo canzoni per le mie coetanee, oggi le scrivo per mia figlia.
N. Y.
L'informazione non è conoscenza. La conoscenza non è saggezza. La saggezza non è verità. La verità non è bellezza. La bellezza non è amore. L'amore non è musica. LA MUSICA È IL MEGLIO
F. Z.

9.01.2008

Continuate a farvi del male!

Non c'è un cazzo da fare, lasciate perdere. Inutile provarci perché certe idee e certi lavori artistici sono morti e quasi sepolti. Trovatevi un vero lavoro... amen!
Chi vuole intendere in - tenda, gli altri nel sacco (a pelo).
Ottimismo made in Italy.

8.31.2008

Il vuoto stringe... A bellu puntu deusu accabara!

L'inerzia mentale ed emotiva stanno raggiungendo il loro apice. Presto scomparirà dal nostro DNA la capacità di empatia, l'accidia ci inghiottirà disgregandoci nel suo acido e saremmo sempre più soli ed isolati dentro noi stessi. Dai vocabolari verranno cancellate parole come: inaccettabile e reagire. La nostra autostrada verso il nulla è quasi ultimata, al capolinea ci sarà solo un enorme cartello nero con sopra scritto: BENVENUTO NEL VUOTO TOTALE.

8.30.2008

Mors tua vita mea

Questa è l'unica città al mondo dove un papa, in visita, è stato preso a sassate, quando belzebù si organizza... il 7 settembre ne arriva un altro (signore delle mosche blù pensaci tu!), la città sarà blindatissima, ma va?! Probabilmente anche per evitare eventuali e memorabili ripercussioni. Nel frattempo la ridente e salmastra organizzazione locale prepara il tragitto al pontefice nonché esimio rappresentante in terra del divino Dio in cielo. Purtroppo sulla loro strada si è venuto a trovare un povero e sfortunato pino di 40 anni che avrebbe disturbato la postazione di una dell'équipe di mamma RAI che riprenderà l'evento. "Che fare?" si saranno sicuramente chiesto i geniali e perspicaci organizzatori, sudatissimi e con i neuroni in allarme rosso. "Abbattiamolo! Tanto non è un albero secolare... e poi di pini qui ce ne sono tanti a fare ombra."
Questa è stata la "brillante" e direi soluzione da "applauso" (la santa inquisizione non avrebbe saputo fare di meglio) degli addetti ai lavori. Ma che bravi! Adesso quel povero pino non c'è più, immolato per sempre, solo perché per un giorno avrebbe reso complicato il lavoro della tv di stato. Ora io che sono certo di finire all'inferno (ma uno come me che se ne fa del paradiso?!), voglio dire questo: " Organizzatori, papi, ciellini, papaboys e clero scleroso; andate tutti a farvi una sacrosanta cagata!

I gotta admit...

I gotta admit that I'm a little bit confused. Sometimes it seems to me as if I'm just being used. Gotta stay awake, gotta try and shake off this creeping malaise. If I don't stand my own ground, How can I find my own way out of this maze?
(Waters, Gilmour)
Se c'è da crepare si crepa!
(Max Kaminsky)

8.27.2008

Billie Holiday - Sugar

Alice Dean possiede un bordello e un bel grammofono d'ottone che suona Armstrong e Bessie Smith. Puttane e musica nera, si ride e si piange... Basta con quelle scale da lavare! La signora imparò a cantare il blues...

8.26.2008

Frank Zappa - Tengo Na Minchia Tanta

Dall'album Uncle Meat, del 1969 (sì è proprio il 69), uno dei pezzi più demenziali e provocatori del repertorio Zappiano, ogni volta che lo ascolto rido di gusto. Scritto da Zappa e dall' amico, giornalista musicale, Massimo Bassoli, a cui la fa anche cantare; Tengo na minchia tanta, ci fa ulteriormente capire che Zappa è capace, e sarà capace di suonare, di dire e dissacrare di tutto e di più.

Come on baby suck my fire!

8.25.2008

Viaggio al centro della serra

Se il denaro non dà la felicità.....figuriamoci la miseria! W. Allen
A Tex e a Frank che mancano.

8.11.2008

In giro per gli Stazzi Uniti...

Su vieni avanti, dai, Gavino sei l'attrazione della festa, fa un po' vedere alle signore, come si fa, come si fa, con una pecora all'amore, vero folklore sardità... Ah, come è azzurro questo mare! Ah, come è bello stare qua! Ah, questa voglia di cantare: chi me la dà, chi me la dà?!

Ciao! Ci sentiamo a settembre.

8.06.2008

8.05.2008

VERSO XSEROKUAND



Mentre andava via Zachar ripensava alle parole della pacifica Mazael: "gelida è la strada del mio cammino. Gelida la notte, l'alba ed il mattino. E se questo dev' essere, che questo sia, consumi il tempo e il gelo la vita mia." Strane parole, solo per chi non ama i pregi dei deserti. Ma era già ora di dirigersi verso... Xserokuand.

8.04.2008

Sfregiami o ammazzami ma di potere saziami...

Uomini e donne della camorra sfregiati (disegni del 1906).
Nascita di un "sistema".
Una delle ipotesi storiche vede la Camorra nascere e svilupparsi in periodo medievale nei quartieri bassi della città portuale di Cagliari e intorno al XIII secolo, quando era necessario per Pisa che allora regolava la politica del luogo, controllare gli isolani ed evitare che questi potessero unirsi e creare sommosse. Furono usate bande di vigilantes locali, mercenari isolani armati e decisi il cui compito era quello di pattugliare i diversi borghi e mantenere così l’ordine pubblico. Tale gestione di potere, soprattutto queste libere associazioni di mercanti-mercenari passeranno dalle mani dei governanti pisani a quelle dei governanti di Aragona. Attraverso i sardo-ispanici questi gruppi lasciano Cagliari e raggiungono la Campania e ivi si stabiliscono nel XVI secolo, durante la dominazione spagnola. A differenza delle altre organizzazioni criminali, diffuse soprattutto in campagna, la camorra attecchisce velocemente in città, nei quartieri più popolosi. Napoli diventerà il fulcro attorno al quale roteranno nei secoli successivi gli esponenti di spicco della Camorra. Protettorato, gabelle e gioco d’azzardo forniranno loro le entrate necessarie per mantenere in piedi tale organizzazione malavitosa...
Quando odio e miseria dilagano, anche i malvagi sembrano dalla parte della ragione.
Fonte Wikipedia.

8.03.2008

Johnny il bullo

Johnny il bullo era il cattivone del quartiere. Bullo e per niente bello, era il terrore di tutti i ragazzini che incontrava sulla sua strada. Quando la sua ombra si sovrapponeva alla tua, eri fatto, eri fritto, erano botte da bullo. Johnny approfittava della sua grossa mole e menava, menava, menava. Un giorno però le diede al ragazzino sbagliato; Ninetto acquasanta era, infatti, il cugino di Pietro manoleggera. Pietro era piccolo di statura ma molto intelligente e vendicativo. Quando vide il cugino tornare a casa pesto, sanguinante e in lacrime; pensò che fosse arrivato il momento di dare una bella lezione a Johnny. Dopo aver fatto il suo solito giro, anche quella sera, il bullo si dirigeva verso casa, quando all'improvviso gli si affiancarono due amici di Pietro che lo presero a braccetto: "come va Johnny?! Picchiato nessuno oggi?!". Il bullo ancora stupito di ritrovarsi tra i due, rimase muto anche se già pensava a quanto male avrebbe fatto a quegli strafottenti sconosciuti. Stava per reagire, quando da dietro Pietro manoleggera gli assestò, con una grossa spranga di ferro, un deciso e preciso colpo in piena nuca. Mentre si accasciava al suolo Johnny il bullo rivide tutti i visi dei ragazzini del quartiere a cui aveva rotto nasi, braccia e gambe. Rivide anche tutti i cani e i gatti che aveva torturato e ucciso durante la sua infanzia. Poi tutti i ricordi delle sue malefatte persero il loro peso mentre una macchia scura si allargava dentro al suo cervello, come una bocca affamata, sino a fagocitarlo, inghiottendolo dentro ad un buio totale... Poi più niente. Oggi, Johnny è Johnny e basta. E' difficile essere dei bulli mentre si sta su di una sedia a rotelle e quasi completamente paralizzati. La morale di questa storiella ( se c'è una morale) è che: prima o poi ogni duro incontra il suo muro.

8.02.2008

INFIDELS 1983... e Dylan te le canta e te le suona.

Union sundown. Due magnifici artisti, Bob Dylan e Mark Knopfler: quando voce, testo e chitarre colpiscono senza pietà...
Trad. Bene, le mie scarpe, vengono da Singapore e la mia pila da Taiwan. La mia tovaglia dalla Malesia e la mia cintura di sicurezza dall’Amazzonia. Sapete, la camicia che indosso viene dalle Filippine e guido una Chevrolet assemblata in Argentina da qualcuno che guadagna una miseria... Beh! Sta scendendo il tramonto sui sindacati ed è un prodotto dell’america, Un ottima idea sino a quando l'avidità sarà sotto controllo. Bene questo vestito di seta viene da Honk Kong e le perle arrivano dal Giappone mentre Il collare del mio cane viene dall'India ed il vaso dei fiori dal Pakistan... Le indicazioni dicono: prodotto in Brasile, dove una donna lavora come una schiava per mantenere e sfamare con 30 centesimi al giorno una famiglia di 12 componenti, ma sai, per lei, quei 30 centesimi sono tanti soldi... Beh! sta scendendo il tramonto... Beh! Sai che un sacco di gente protesta perché non trova lavoro, io mi chiedo perché si lamentano? Quando oramai in America non si produce più niente e niente di quello che posseggono gli appartiene. Sapete che il capitalismo detta le leggi dicendo: bisogna far quadrare il bilancio e se costa troppo produrre qui lo si fa da un altra parte dove la manodopera costa meno... Cosi il tuo lavoro adesso l’ hanno dato a qualcuno giù in Salvador perché i sindacati sono incapaci di tutelarti amico mio, e le multinazionali si espandono come una macchia d’olio. Hanno impedito di coltivare il grano nel Kansas per farlo crescere da un'altra parte e mangiarlo senza neanche più farci il pane, immagino che un giorno saranno fuorilegge anche i giardini delle nostre case. Fattene una ragione e ficcatelo bene in testa, non è la democrazia ma la violenza che fa andare avanti le cose nel mondo, ma credo sia meglio non farlo sapere in giro. Da Broadway alla via lattea c’è sicuramente ancora tantissimo spazio e quando il bisogno di cibo si farà sentire, anche lo zoppo si dovrà mettere a correre...

7.31.2008

GEOMETRICAMENTE IMMAGINARIO

In una città, immaginaria, geometricamente storta, crescono individui, immaginari, geometricamente sbagliati, con cervelli, immaginari, geometricamente sballati. Dritto e Storto erano due di questi simpaticoni immaginari. Videro la luce in un quartiere, immaginario, geometricamente e immaginariamente ghettizzato, dove quasi tutti erano duri e poco puri. A 6 anni diventarono amici. A 8 anni fumarono la loro prima sigaretta. A 10 anni cominciarono a pensare che il mondo gli appartenesse. A 12 anni violentarono Area, la più carina della classe. A 14 anni fecero la loro prima rapina; la sera festeggiarono prendendosi la loro prima sbornia. A 16 anni nelle loro vene circolava più cocaina che auto in centro nelle ore di punta. A 18 anni non tenevano più il conto degli omicidi su commissione. A 20 anni incontrarono Angolo Retto detto il geometra (era il fratello di Area), che sgozzò entrambi. Una morte bizzarra, qualcuno disse "geometricamente e immaginariamente perfetta". E pensare che, Dritto e Storto, erano simpatici a tutti!
Testo aggiornato.

7.30.2008

Il post - ino saluta sempre due volte

Vorrei avvisarvi che la biografia di Sam Peckinpah, nel post precedente, non l'ho scritta io ma: Fabio Secchi Frau per My movies. Al momento della pubblicazione non mi ritrovavo il suo nome e link. E poi, pigro come sono, quando mai avrei avuto la pazienza di linkare tutti i film di Sam?! I complimenti, anche i miei (veramente una bella, grande piccola biografia), pertanto, li rigiro a lui. Vi ringrazio tutti, comunque, per la fiducia e colgo l'occasione per augurarvi buone vacanze.
Ciao.
Efisio Bianco.

Nella foto zizio su burricheddu.

7.27.2008

C'era una volta Sam Peckinpah

Nome: David Samuel Peckimpah. Data e luogo di nascita: 21 Febbraio 1925, Fresno, California, USA. Data e luogo di morte: 28 Dicembre 1984, Inglewood, California, USA.
Come diavolo può essere finito nella lista dei migliori registi della storia del cinema? Molti critici ancora se lo chiedono. Lui che ha abbandonato la quiete della vita per un'esistenza da pirata inquieto, annebbiato dall'alcool, dal fumo e dalla cocaina, umiliato da anomale manie psicotiche e con tre pacemaker, si è messo in viaggio oltre i confini del mondo, usando le urla di un uomo dalle mani callose, al posto della voce stentorea di un regista comune, per decantare il mondo dei perdenti e un sogno americano che definiva ancora "imballato". Negava la fatalità della vita, vedeva di buon occhio le forze distruttive dell'uomo, applaudiva e consacrava una civiltà disgregata dall'individuo che coinvolgeva, con le sue stragi, prede e cacciatori, prigionieri e carcerieri, patrioti e vili. Erano i bagni di sangue a eguagliare tutti, e quindi la morte. Affascina la sua visione del tempo perduto e del fallimento, temi che ricorrono nelle sue ricostruzioni cinematografiche, dove si fa sapientemente largo uso del ralenti, dove si sprigionano armonie cromatiche e si mette in scena una violenza pittorica e barocca, quasi ritualistica. Sovvertitore di vecchie mitologie americane e creatore invece di nuove seducenti utopie, crudo realista, malinconico e crepuscolare narratore pieno di nostalgia e rimpianto per un mondo rurale e virile, schiacciato dal progresso, è con i suoi film "duri e puri" che si è segnalato alla critica come uno degli autori più interessanti della nuova generazione di registi americani. Di origine indiana, nato nell'assolata California, in un paese sonnolento circondato da verdi pinete, il giovane Samuel era un tipo solitario, largamente influenzato dalla presenza del nonno, giudice e membro del Congresso, nonché rappresentante della Sierra Nevada. Una volta raggiunta la maggiore età, Sam serve il corpo dei Marines durante la Seconda Guerra Mondiale ma, con sua enorme delusione, non vedrà né parteciperà mai alle azioni belliche. Frequenta il Fresno State College e la University of Southern California, sposandosi poco più che ventenne e ancora senza un titolo di studio con l'attrice Marie Selland, a Las Vegas, nel 1947. Dalla Selland, dalla quale divorzierà nel 1960, avrà tre figli attori: Sharon, Kristen e Matthew Peckinpah. Sceneggiatore televisivo, comincia però la sua carriera come attore in pellicole come: Dial Red O (1955) di Daniel B. Ullman, I cadetti della III Brigata (1955) di Don Siegel (che lo rivorrà con la moglie ne L'invasione degli ultracorpi, 1956) e Wichita (1955) di Jacques Tourneur. Il mestiere di regista lo aspetta quando comincia a realizzare serie tv come Lo sceriffo di Dodge City, trasmesse anche dalla RAI, o Trackdown (1957) e The Westerner (1960). Dopo aver firmato l'adattamento per il film di Marlon Brando I due volti della vendetta (1961), passa ai lungometraggi con La morte cavalca a Rio Bravo (1961), e dopo un breve ritorno al piccolo schermo firmando un episodio del serial Route 66, continua a descrivere un asciutto e polveroso western con Sfida nell'Alta Sierra (1961). Nel 1965, sposa Begoña Palacios, dalla quale avrà la sua quarta figlia, la costumista Lupita Peckinpah. Per le feroci lotte con i produttori (che hanno puntellato la sua carriera dall'inizio alla fine, dal 1965 al 1969 viene relegato a sceneggiatore di secondo piano (firma Doringo! e Viva! Viva Villa!) e deve accettare lavori di completamento, chiedendo soldi in prestito o sbancando il lunario alla radio. Tutta colpa del massacratissimo Sierra Charriba (1965), che venne tagliato gravemente dalla Columbia Pictures. Un film che è rimasto maledetto perché, durante la lavorazione del film, ci fu un'ondata di caldo afoso che invase il Messico, esacerbando il consumo di alcol e marijuana di Peckinpah e provocando le ire dell'attore Charlton Heston. Tale inaffidabilità sul lavoro, gli costò la perdita di Cincinnati Kid (1965) che venne diretto da Norman Jewison, dopo appena otto giorni di riprese. Anche perché oltre ai disaccordi sulla concezione di questo film, si aggiunse una vera e propria baruffa fra lui e il produttore Martin Ransohoff. Neanche il suo capolavoro, Il mucchio selvaggio (1969), storia di un gruppo di banditi falliti che si rifugiano in Messico in balia dell'esercito che ha già messo a tacere una rivoluzione, non cambiò in meglio la sua vita disordinata, che rimase segnata da un irriscattabile sentore di sconfitta, lo stesso dei suoi eroi. L'Academy snobbò la sua visionaria ed eccezionale regia, troppo "barocca" per i loro gusti e troppo violenta in alcune scene. Lodando solo musica e sceneggiatura (nominate all'Oscar) di uno dei più memorabili e romantici western della storia del cinema.La ballata di Cable Hogue (1970), ma soprattutto Cane di paglia (1971) sono teatro spettacolare della sua poetica morale e individuale. Due i film con Steve McQueen: L'ultimo buscadero (1972) e il più commerciale Getaway!(1972) e poi, odiato da Stanley Kubrick per un disguido progettuale, firma Pat Garrett e Billy The Kid (1973) con James Coburn e Kris Kristofferson, due dei suoi attori più amati che vestiranno i panni del leggendario due di banditi. Con i pochi soldi in tasca, acquista una roulotte e si ferma a Paradise Cove, a Malibu, dove organizza party, riunioni di lavoro, ricevimenti con amici. Mangiava pochissimo beveva fin dalle prime luci del giorno vodka e ingoiava pillole eccitanti. Fu salvato da Kay Barker, la sua segretaria che lo curò, salvandogli la vita e spingendolo a tornare sul set, dove firmerà il suo film più violento Voglio la testa di Garcia(1974), per il quale riceverà il soprannome di "Bloody Sam".Dopo aver diretto Robert Duvall in Killer Èlite (1975), firma un contratto per girare il film Cukoo's Progress, tratto dal libro dello scrittore svedese Sture Dahlström, che tratta di un uomo la cui unica ambizione è ingravidare tutte le donne della terra. Peccato che morì prima che il film fosse girato. La croce di ferro (1977) e Convoy – Trincea d'asfalto (1978) sono gli ultimi film degli anni Settanta. Poi reciterà in Italia per Monte Hellman e Antonio Brandt in Amore, piombo e furore (1978), con Fabio Testi e Franco Interlenghi, e per Giulio Paradisi nel mediocrissimo Stridulum (1978), film di fantascienza che raccoglieva nel cast nomi illustri come Shelley Winters, Mel Ferrer, Glenn Ford e John Huston. La lavorazione del suo ultimo film, Osterman Weekend (1983), fu attraversata da ritardi e impuntature e i produttori alla fine gli strapparono il lavoro dalle mani, allontanandolo pure dalla fase del montaggio. Solo nell'ultimo periodo della sua vita, cercò di disintossicarsi da alcol, droghe e medicinali, dirigendo un videoclip per Julian Lennon, figlio di John. Morì d'infarto in Messico all'età di 59 anni, e le sue ceneri furono sparse al vento sul Pacifico, al largo di Malibu. Specializzato in pellicole mozzafiato, uomo d'azione infernale, astuto, demoniaco, perverso, Sam Peckinpah è il violento cantore di un cinema sporco e brutale, che ha trasformato in epopea il degrado e il disfacimento di un mondo e di una frontiera nei quali vincitori e vinti hanno lo stesso destino. I suoi dirty western sono stati definiti, di volta in volta, e non senza qualche contraddizione, geniali o pazzi. Resta il fatto che quest'uomo è stato il più grande innovatore cinematografico degli anni Sessanta/Settanta. Bugiardo, egocentrico, anarchico di destra, alcolista con un sacco di talento, ma uomo leale con i suoi veri amici, ha fatto entrare, spingendo, lo spettatore in alcune delle scene più corrotte e infernali che si siano mai viste, dove si narra il disfacimento e la morte, l'oltraggio e la sottomissione della dimensione umana. Il tutto in assoluto contrasto con lo struggente concezione western di John Ford, ma con un maggior tributo ai temi dell'amicizia e della vecchiaia. Peckinpah è come un'alba che si è bloccata e rimane a irradiare, da dietro le radure, la sua luce calda, incerta se sorgere o ritornare a tramontare nel crepuscolo. È una spiaggia deserta, con molte orme sulla sabbia, ma senza nessuno nei paraggi. Ha rincorso il tempo dell'uomo ed è morto da uomo solo in una notte senza fine. Forse ancora corre selvaggiamente, fra le stelle, pensando che comunque fra qualche anno, nessuno si ricorderà di lui. Nessuno saprà di questo perdente che si è smarrito fra viaggi sconvolgenti e splendenti, e che ancora conserva quel viso invecchiato dal sole e i capelli bianchi come la luna. Sì, Peckinpah ancora corre e arranca, inseguendo un bellissimo angelo, con una bottiglia di vodka fra le mani.

7.26.2008

Un eroe di nome Héctor Oesterheld


Questo libro nasce in Argentina nel 1968, a un anno dalla morte del Che.
Nel 1973 viene messo al bando. Nel 1976 gli autori lo seppelliscono in giardino per sfuggire alle persecuzioni della neonata dittatura militare. Recuperato dopo sette anni, torna alla luce in Spagna nel 1987, diventando rapidamente un prezioso oggetto di culto...

Leggo da sempre i fumetti, per me hanno lo stesso valore e dignità (quando sono fatti bene) di un buon film o di un buon libro, e perché no?! Anche di una bella canzone. Un fumetto può dare le loro stesse emozioni. La forza straordinaria di questo bellissimo media sta tutta nei disegni, nella loro sequenza e nel testo... Tre grandi autori del fumetto mondiale sono stati i Breccia (padre e figlio) e Oesterheld. Quest'ultimo fu uno dei più innovativi e validi sceneggiatori argentini: nasce a Buenos Aires (Argentina) il 23 luglio 1919. Mentre studia scienze naturali (si laureerà in geologia) corregge bozze presso una tipografia. Il suo debutto è sul supplemento letterario de La Prensa con il racconto "Truila y Miltar". Successivamente scrive racconti per ragazzi per la Editorial Codex e per la Editorial Abril. Per quest'ultima scrive anche le prime sceneggiature di fumetti: Alan y Grazy, Lord Commando e Ray Kaitt. Viene poi nominato direttore di Misterix. Nel 1955, con il fratello Jorge, fonda la Editorial Frontera e pubblica due riviste mensili, Frontera e Hora cero, in seguito affiancate dal settimanale Hora cero semanal. Nel corso degli anni realizza numerosissimi personaggi di successo, come Bull Rockett (con i disegni di Paul Campani), Randall (disegnato da Arturo del Castillo), Sargento Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga (disegnati da Hugo Pratt), Sherlock Time (realizzato da Alberto Breccia) e la saga dell'Eternauta, critica sotto metafora fantascientifica della dittatura militare argentina Ndr (disegnata per molti anni da Francisco Solano Lopez, anche se va segnalata una personalissima versione del primo episodio realizzata da Alberto Breccia). Nel 1962 crea Mort Cinder con Alberto Breccia per Misterix (poi edita dalla Editorial Yago). Nei primi anni Settanta collabora con la Editorial Columba creando Argon el justicero, Roland el corsario e Kabul de Bengala. In grado di spaziare tra generi diversi, preferisce tratteggiare personaggi contraddittori e parzialmente ambigui, combattuti tra il bene e il male e costretti a scegliere dalle circostanze, a differenza degli "eroi a tempo pieno". Scrive anche il testo di una delle più appassionanti e riuscite storie sul Che, disegnata da Alberto Breccia e dal figlio Enrique Breccia, al suo esordio professionale. Durante gli anni neri della dittatura militare, dopo aver perso entrambe le figlie (Barbara sequestrata e uccisa, Diana "scomparsa"), il grande sceneggiatore argentino subisce la medesima sorte: viene prelevato da una squadra armata nel pomeriggio del 21 aprile 1977, e di lui non si avranno più notizie.
Rif. Fondazione Franco Fossati Museo del fumetto e della comunicazione. La fotografia in alto è tratta dal n. 1 di Hora Cero semanal (conservazione Museo Franco Fossati). L'immagine in basso e l'introduzione al post sono tratte dalla recensione di Che, da 24 ore su 24, 7 giorni su 7
A Héctor, a Barbara, a Diana e a tutti i desaparecidos... Hasta la victoria siempre.

7.23.2008

LUNA

Faccio un giro per Smack City. Fa caldo, il sole colpisce spietato. Compro un giornale e leggo di un padre che ha aggredito e sbattuto la testa della propria figlia sul marmo dell'altare della patria a Roma. Mi siedo all'ombra di un albero e cerco di capire: la bambina si chiama Luna, ha appena 4 anni, è francese. Ora è in coma in un ospedale. Nel gesto assurdo del padre c'è una storia di malattia psichica e medicinali non presi. Ma tutto questo non è una risposta. Non importa, dovrei saperlo, ormai, che i giornali confondono e non danno mai risposte... Sono sicuro però che Luna combatte come una piccola e coraggiosa samurai. Sono sicuro che ce la farà. Mi alzo e guardo su nel cielo azzurro e distante da tutti i nostri piccoli e grandi drammi, stasera vorrei che la luna sorgesse presto.

7.21.2008

Hot Tuna - Sunrise Dance with the Devil

Una chitarra Fender, un vecchio amplificatore Marshall. Le dita scorrono veloci ed esperte sulla tastiera, ci danzano sopra, leggere toccano le corde che rispondono urlando gentili in un linguaggio universale: quello delle note. Ancora blues insieme al suo fratellino rock...

7.20.2008

BUGO - CODA D'ITALIA - MEZZORA PRIMA DI MORIRE

Sono tutti miei amici, nel mio dramma personale... In Italia si nasce con la coda di paglia!

Hai la faccia così mezzora prima di morire... Mezzora fa l'accordatore era d'accordo! Il sole tramontava piano e la notte se lo mangiava.

Buona domenica?!

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7.17.2008

Chris Isaak - Baby Did a Bad Bad Thing - Eyes Wide Shut

Baby, do it again...



A gift... Chris Isaak - Life will go on

7.16.2008

YOU GOT IT

Se una storia ti interessa dovrai prima imparare ad entrarci, quando finirà, dovrai poi imparare ad uscirne. Nel frattempo: You got it...

7.15.2008

LUNGHI. DISTESI... POSSIBILMENTE FREDDI!

Ecco le accuse e le sentenze per i macellai del G8 di Genova... Quasi tutti assolti?!
IMPUTATO
INCARICO
REATO
RICHIESTA PM
SENTENZA
Antonio Biagio Gugliotta
ispettore della polizia penitenziaria
abuso d' ufficio, abuso di autorita' contro i detenuti o arrestati, lesioni personali, percosse, ingiurie
5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici
5 anni di reclusione
Massimo Luigi Pigozzi
assistente capo della Polizia di Stato
lesioni personali gravi
3 anni e 11 mesi
3 anni e 2 mesi di reclusione
Alessandro Perugini
vice dirigente Digos questura di Genova
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea
2 anni e 4 mesi di reclusione
Anna Poggi
commissario capo della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea
2 anni e 4 mesi di reclusione
Oronzo Doria
colonnello polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Ernesto Cimino
capitano del disciolto corpo degli agenti di custodia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Cap. Bruno Pelliccia
comandante del personale del Servizio Centrale Traduzioni della Polizia
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati odetenuti
3 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Franco Valerio
ispettore superiore della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Daniela Maida
ispettore superiore della polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
2 anni e 6 mesi di reclusione
1 anno e 6 mesi di reclusione
Gianmarco Braini
comandante del contingente dei carabinieridel 9° Battaglione Sardegna, addetto al servizio di vigilanza della camere di sicurezza
abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali
2 anni e 9 mesi di reclusione
assolto
Piermatteo Barucco
sottotenente dei carabinieri
abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali
2 anni e 6 mesi di reclusione
assolto
Aldo Tarascio
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
assolto
Antonello Talu
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
assolto
Matilde Arecco
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Natale Parisi
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Mario Turco
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Paolo Ubaldi
ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da un anno a nove mesi di reclusione
1 anno di reclusione
Maurizio Piscitelli
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Antonio Gavino Multineddu
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Russo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Corrado Furcas
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giuseppe Serroni
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Mario Foniciello
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Reinhard Avoledo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Pintus
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Pietro Romeo
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Ignazio Mura
carabiniere
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione
assolto
Diana Mancini
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
6 mesi di reclusione
assolto
Massimo Salomone
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
7 mesi di reclusione
assolto
Gaetano Antonello
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno e 4 mesi di reclusione
1 anno e 3 mesi di reclusione
Barbara Amadei
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
10 mesi e 20 giorni di reclusione
9 mesi di reclusione
Daniela Cerasuolo
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
8 mesi di reclusione
assolto
Alfredo Incoronato
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
1 anno di reclusione
1 anno di reclusione
Giuliano Patrizi
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
7 mesi di reclusione
5 mesi di reclusione
Francesco Paolo Baldassarre Tolomeo
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Egidio Nurchis
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Marcello Mulas
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Giovanni Amoroso
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Michele Sabia Colucci
poliziotto o agente di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
9 mesi di reclusione
assolto
Giuseppe Fornasiere
ufficiale di polizia penitenziaria
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
assoluzione
assolto
Giacomo Toccafondi
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
2 anni e 3 mesi di reclusione
1 anno e 2 mesi di reclusione
Aldo Amenta
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
10 mesi di reclusione
Adrana Mazzoleni
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Sonia Sciandra
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione
assolto
Marilena Zaccardi
medico
abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o detenuti
richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione

7.14.2008

APACHE

Gli indiani Apache (insieme ai Lakota) sono i miei preferiti fra tutte le tribù del nord America. Si opposero sino all'ultimo allo strapotere dell'uomo bianco. Anche se descritti in modo quasi leggendario come predoni e feroci guerrieri, erano un popolo con i propri usi e costumi. Spiritosi, intelligenti, allegri, non si lasciavano travolgere dalle difficoltà della vita. Sempre pronti ad agire, nulla poteva coglierli di sorpresa. Per loro un fatto d'armi, fine a se stesso, non aveva molta rilevanza. Anzi, veniva considerato una sciocchezza. Ma sorprendere e annientare l'avversario con l'astuzia era un fatto degno di lode. La pietà in combattimento era un sentimento sconosciuto agli Apache e la crudeltà era una loro caratteristica. Si deve però ammettere che non commisero mai le atrocità che invece subirono dai loro nemici cristiani. L'Apache era coerente al suo credo di predone e crudeltà; l'uomo bianco, invece, ostentava con ipocrisia la misericordia e l'onestà per poi superare gli stessi Apache in azioni indegne e spietate. Con la propria gente avevano un comportamento totalmente diverso, adempiva ai propri doveri con la famiglia e il clan di appartenenza o gruppo. Tradire i modelli comportamentali del suo popolo gli procurava dolori e sanzioni severe quanto quelle che reggono una società civile. L'Apache osservava il codice sociale più di qualsiasi uomo bianco. Considerava una virtù dire sempre la verità, non derubava mai i membri della sua tribù e non mancava di pagare i propri debiti. Era generoso e divideva con i compagni ciò che possedeva. I genitori amavano teneramente i loro bambini e avevano cura anche per gli altri componenti della famiglia. Anche a costo della propria incolumità e del proprio benessere esigevano soddisfazione per i torti fatti ad amici o parenti. Il lavoro e le spese richiesti per le cerimonie del matrimonio o sepoltura dei morti erano divisi tra le famiglie. Le donne erano fedeli e pazienti nell'espletare i compiti domestici. Furono in eterna lotta prima con gli spagnoli poi con i messicani e gli americani. Le loro scorribande si svolgevano tra il Texas e il nuovo Messico. Per un nemico cadere vivo nelle loro mani significava morire tra atroci sofferenze. Un Apache riusciva a percorrere anche 130 chilometri al giorno e la sua resistenza gli consentiva di tenere quel passo per giorni e giorni. Abilissimi nella guerriglia (Che Guevara ne trasse insegnamento per le sue tattiche), un piccolo gruppo di Apache poteva tenere in scacco per mesi i suoi nemici, fossero anche i soldati americani. Tutta la loro vita fu una battaglia disperata, votata alla sconfitta ma non alla resa.

Rif. Dalla parte degli indiani - Frank Lockwood Apache.

7.13.2008

LA TORRE

Giù dalla torre butterei tutti quanti gli artisti... Per gli spartani una volta era uguale, buttavano giù da una rupe quelli che venivano male... Per la vigilia della distruzione ritorneranno dinosauri antidiluviani una razza di super-rettili che si mangerà scialalalalalà i presentatori, specie quelli creativi che giocano ai quiz elettronici... Si mangerà chi fa ma non sa quel che fa.

Gli altri; ben sapendo di non saper far niente, fecero, a loro insaputa, la cosa più importantemente risaputa: nessun danno!

7.09.2008

E' l'estate '008... balliamo!

In memoria di Stanley.

7.06.2008

ZZ TOP - JESUS JUST LEFT CHICAGO (Live in Texas)

Jesus just left Chicago and he's bound for New Orleans...

Took a jump through Mississippi, well, muddy water turned to wine...

Gesù ha mollato Chicago e si dirige verso New Orleans...

Con un salto nel Mississippi, beh, ha trasformato l'acqua della palude in vino... Muchas grazias!

Stay fresh!