11.12.2008

Beck - Loser

Soy un perdedor, sono un perdente baby, allora perche' non mi uccidi? una mitragliata a doppia canna, Soy un perdedor, sono un perdente baby, allora perche' non mi uccidi?

11.10.2008

11.08.2008

YES WE ARE DIFFERENT

Yes We Are Different

L'insostenibile leggerezza dell'essere... un coglione!

Questo personaggio è un lestofante e un criminale. Questo personaggio da che è entrato, opportunisticamente, nel panorama politico, solo per curare i suoi interessi e servirsi della sua posizione per coprire le sue malefatte, ha trasformato il paese in un tetro e angosciante palcoscenico dove lui e i suoi pagliacci servi dettano legge. Questo personaggio se si trovasse in un posto dove funzionano la giustizia e l'equità costituzionale, starebbe in galera. Questo personaggio è un insidiosa malattia, è la lebbra che corrode mandando in putrefazione il tessuto sociale di un intera nazione che ha sofferto e lottato con tutte le sue forze pur di liberarsi da quell'aberrazione ideologica che è la dittatura. Questo personaggio infetta come la sifilide, continuando a gettare scredito e vergogna su un paese ormai pieno di imbecille rancore razzista e alla deriva come un relitto fantasma. E se lui è innocente e perseguitato, come afferma da quando è stato smascherato: io sono Topolino...

11.02.2008

Being There (Oltre il giardino)

Un uomo esce, o forse sta entrando. Lo accompagnano nell'ignoto una splendida Sprach Zarathustra funky, una valigia, un cappello e un ombrello... benarrivato Mr. Chanse! C'è tutto uno strano mondo da capire, dove chi non sa, forse, può anche camminare sull'acqua. Un film speciale, un film a cui si può solo voler bene.

...life is a state of mind!

11.01.2008

Son of a bitch (impariamo l'inglese con Porky Pig)

Son of a big big son of a big big son of a big big gun, ha ha you thought i was gonna say son of a bitch didn't cha?

Figlio di una grande grande, figlio di una grande grande figlio di una grande grande pistola, ah ah pensavate che stessi per dire figlio di puttana, non è vero?

Son of a big Gun in slang americano intende in ogni caso "figlio di una gran puttana."

10.31.2008

Ramones - Spiderman

Have a fuckin' good halloween night

10.30.2008

Per favore, scusi, dov'è il west?

Esco presto di casa, faccio colazione in un bar. Compro un giornale; leggo seduto su di una panchina, passano due ragazze che litigano in portoghese. Incomincia una nuova giornata italiana: tafferugli a Roma tra destra e sinistra, scontri con gli agenti nelle vie di Milano. I cazzeggi della legge Gelmini creano una "Italy Burning". Un bambino forse ucciso dall'aver ingurgitato del metadone. Un paese distrutto da un alluvione... ecco, i pellerossa voteranno per Obama. Guardo l'orizzonte e mi viene in mente la frontiera di Sam Peckinpah e John Ford perché questa mi sembra quella di Mel Brooks. Vorrei fermare un passante e chiedergli: "Per favore, scusi, dov'è il west?".

10.28.2008

SCEMTOLOGY

Lei ha dei notevoli tattoos, una magnifica voce che, se ne ha voglia e non è strafatta, canta soul blues. Con il cervello grippato su un trono ha sfanculato e zittito Bono, stupito un REM e ballato Stones... ora, dicono i fantascientology, o forse gli astrology, che andrà con quegli stronzology della chiesa di Scemtology. Remember quello che diceva il buon vecchio zio Frank nella sua Heavenly Bank Account: "Ricordate che c'è un gran bella differenza tra l'inginocchiarsi e il porgere il vostro didietro."
PS Pare che quelli di Scemtology siano molto suscettibili e sensibili alle prese per il culo, mi aspetto, quindi, eventualmente una lettera di diffida da parte dei loro avvocati o da uno dei loro elettricisti. Mi difenderò dicendo che sono analfabeta, che non so niente della legge di Ohm, e che non conosco la lingua inglese.

10.23.2008

Gli uomini preferiscono le tombe

Di tanto in tanto, pare che ci sia una critica d'obbligo verso un certo genere di film o altri media riguardante i loro eventuali contenuti violenti. Ma poi, effettivamente, esistono circostanze dove la violenza è completamente inesistente? A cominciare dalle "innocenti" fiabe che le nonnine raccontano ai loro bravi nipotini affinché diventino probi e retti adulti, già troviamo messaggi contenenti un certo uso della violenza: ad esempio in quella di Biancaneve, dove la regina e matrigna della protagonista chiede al cacciatore di uccidere e poi portargli il cuore della povera figliastra; in quella di capuccetto Rosso, dove un altro cacciatore apre la pancia del povero lupo per salvare nonna e nipote; nel Pinocchio, quando quest'ultimo viene impiccato dal gatto e la volpe. A prescindere che i finali a lieto fine, o una diversificazione tra violenza fatta a fin di bene e una a fin di male, ne giustifichino il suo utilizzo, direi che sin dai primi anni della nostra vita, involontariamente, riceviamo una educazione alla conoscenza della violenza. La frustrata società di questi ultimi anni ha poi sviluppato un atteggiamento molto più aggressivo nei confronti di tutto e tutti: verbalmente e spesso fisicamente. Basta leggere i quotidiani e guardarsi intorno. Forse aiutata anche da quel ciclope luminoso che chiamiamo televisione e che fornisce tutta una serie di messaggi che inneggiano alla competizione e al successo facile, tra urla e pianti di disperazione; oggi sicuramente si è anche molto meno empatici che nel passato e i "chi se ne fotte" imperano. Il cinema si adegua ai nuovi modelli comportamentali della gente, è un cane che si morde la coda, e conseguenzialmente: decadenza alla decadenza, e corruzione alla corruzione. Non per questo però bisogna cedere ed accettare la violenza del reale, di cui non si può certo incolpare il cinema o altri media come libri o fumetti che spesso vengono ingiustamente tirati in causa. Credo che la cosa migliore da farsi sia approfondire la propria conoscenza per sviluppare meglio l'obiettività, se non altro per difendersi e comprendere che, alla fine, un film è solo un film, una fiaba solo una fiaba, e un imbecille, che interpreta male per fare del male, a modo suo, certi contenuti, è solo un imbecille.

Il più grande di tutti

Charles S. Chaplin: c'è altro da dire?

Bravo! Grazie!

"Lo vedi?! Er popolo, quando lo fai gioca': abbocca subito... guarda!"

Grande, indimenticabile: Ettore Petrolini...
Si racconta che ormai in punto di morte, alle parole incoraggianti del medico che lo visitava e che sosteneva di trovarlo ristabilito, Petrolini rispondesse: "Meno male così moro guarito".
Da wikipedia

10.21.2008

Un barattolo di m... iele

Una gentile signora mi ha regalato un barattolo di miele fatto in casa. Uno dei tantissimi regali che la natura offre a noi esseri umani. Ad assaggiarne un po' c'è da chiedersi perché la vita non possa sempre avere quel dolcissimo sapore. Ora, visto che invece la maggior parte delle volte ci riserva barattoli di merda al gusto di fiele, questo, pieno di dolcezza, voglio condividerlo virtualmente con tutti voi: ne spetta una cucchiaiata a ciascuno insieme al simpatico video della canzone dei The Archies "Sugar Sugar" (1969). Feel sexties!

10.18.2008

Cato vs Clouseau

Cato, nella serie dei film La Pantera Rosa di Blake Edwards, era l'inserviente cinese dell'ispettore Clouseau, interpretato dal grande Peter Sellers. Egli aveva l'ordine, impartito dallo stesso Clouseau, di attaccare l'ispettore più maldestro del mondo, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. A me questa cosa ha sempre fatto morire dal ridere, come del resto tutti i divertentissimi film della Pantera Rosa... have a good time!

10.16.2008

Un rutto nel buio

Certi "personaggi" sono come rutti acidi: fastidiosi e conseguenziali a cattive digestioni. Boriosi nel loro avere, tronfi e meschini nel dire e nell'agire... c'è bisogno di nuovi ed efficaci digestivi; affinché queste teste di cazzo periscano come meritano, fagocitate, annegate e distrutte dai succhi gastrici. Per poi venire traformate in ciò che sono realmente ed eliminate dalla parte giusta del corpo, finendo dentro a dove meritano. I rutti acidi colpiscono vigliaccamente, a tua insaputa e prevalentemente la notte mentre dormi. Cercando di togliere dignità ai sani e schietti rutti di liberazione. Se li conosci li eviti.

10.10.2008

Leggere Borges...

Leggere Borges è come entrare dentro a un labirinto. Acuto, intensissimo, geometricamente perfetto, semplice e difficilissimo allo stesso tempo. Un gioco, una cabala, la pietra filosofale che può trasformare i sogni in pensieri , e i pensieri in scrittura con i segni regolati dall'achitettura delle sue virgole e dei suoi punti. Borges, una volta incontrato, lo rivedi ovunque: nelle magiche note del jazz di Coltrane, che ti parla. Da dentro i quadri di Picasso, che ti guarda. Nelle "closures" della letteratura disegnata lo percepisci mentre cammina tra gli spazi che dividono unendo le vignette. Borges ti guida dentro i suoi mondi, ti porta davanti ai gauchos, al minotauro, a uomini e donne perduti nel presente del passato; richiamando mitologie incastonate come gioielli dentro allo scorrere del tempo. Lui è un alchimista dei mondi onirici, la chiave magica che può aprire ogni porta. Si potrebbe passare tutta la vita a leggere L' Aleph, e ogni volta sorprendersi a scoprire un libro differente, misteriosamente diverso, denso di una sua nuova alchimia, perché ogni libro ne contiene altri mille. Jorge Luis Borges riesci a vederlo mentre fuori soffia un impetuoso vento argentino: lui sta lì, seduto, mentre stringe il suo bastone e osserva lontano. Sta in silenzio, in una cecità che gli permette di vedere e guardare ben oltre la superficialità dei nostri occhi; conscio custode degl'infiniti segreti dell'animo umano...
Vidi l'Aleph, da tutti i punti, vidi nell'Aleph la terra e nella terra di nuovo l'Aleph e nell'Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto e provai vertigine e piansi, perché i miei occhi avevano visto l'oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato; l'inconcepibile universo.

Da L'Aleph di J.L. Borges

10.07.2008

Satchmo against the violence

We have all, the time in the world Time ENOUGH for life To UNFOLD All the precious things Love has in store We have all the love in the world If that's all we have You will find We need nothing more Every step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing lessOnly loveEvery step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us Yes We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing less Only love Only love.

ABBIAMO TUTTO IL TEMPO DEL MONDO Abbiamo tutto, tutto il tempo del mondo ABBASTANZA tempo per la vita per SCARTARE dal pacco tutte le cose preziose che l'amore ha in serbo Abbiamo tutto l'amore del mondo Se questo è tutto ciò che abbiamo troverete che non ci serve niente di più Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi sì Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Solo amore.

Difficile crederci. Una delle canzoni più belle contro la violenza. Un testo semplice, quasi infantile, con una parola ripetuta più volte, una parola spesso stuprata e di cui si abusa per giustificare molte umane nefandezze: si ama una religione, un ideale o una patria e si distruggono le altre in loro nome. Si amano gli animali ma li si rinchiude in gabbie di tortura. Si ama la terra ma la si devasta derubandola senza nessun rispetto dimenticando che non appartiene a nessuno. Si amano uomini e donne ma li si riduce in schiavitù. Si ama la libertà senza sapere che cazzo è: cercandola, oggi, nel progresso e nella tecnologia o nell'opulenza. Si ama la conoscenza ma si continua ad agire da ignoranti. Nella disumanità non può esserci amore, e allora lo si cerca ovunque sperando di trovarlo in una dimensione a propria misura e allontanandosi, a mio parere, da un concetto più semplice: l'amore a volte è anche guardare la vita così come ci viene incontro senza decidere sempre che cosa ci deve essere o non ci deve essere perché ci appaia per forza più bella o più piacevole. (Ovviamente è solo il mio punto di vista).

10.06.2008

Trapassato remoto

io fui stato ammazzato tu fosti stato ammazzato egli fu stato ammazzato noi fummo stati ammazzati voi foste stati ammazzati essi furono stati ammazzati
Ripassiamo i verbi "rari" prima di diventare rari anche noi.

10.03.2008

Tra realtà, storia e finzione

Prendo spunto da un interessante post dell'amico Silvano, su Spike Lee, per ampliare il discorso e il mio punto di vista su realtà, finzione o mistificazione del cinema. Il regista non è uno storico e il cinema è pura finzione. Il regista deve raccontare una storia che tenga desta l'attenzione del pubblico e se pur partendo da fatti storici può tranquillamente inserire delle situazioni di pura fantasia. Inutile cercare di capire il nostro passato attraverso il cinema che lo filtra dandogli una dimensione che si discosta da quella reale; finalizzando il tutto a raccontare per immagini e dentro una realtà rivisitata con l'occhio di chi sta dietro la cinepresa. I film possono depistare con degli errori: uniformi, armi, mezzi di locomozione, ambienti, modo di parlare del periodo e frasi utilizzate nei dialoghi che spesso risultano fuori dal contesto storico, molte situazioni vengono cambiate... ad esempio nel bel film sulla "Rosa Bianca" Sophie Scholl va verso il patibolo senza nessuna lesione fisica, mentre storicamente è risaputo che la Gestapo le diede tante di quelle botte che davanti al tribunale del popolo ci arrivò con le stampelle. Nel criticatissimo film "la Caduta", il regista dà un immagine di Hitler e dei suoi satrapi forse un pò troppo smussata e addolcita. A mio parere ripetere un fatto storico tale e quale a come è accaduto nella realtà è impossibile ci si può solo avvicinare, per il resto meglio consultare i libri di storia di autori "seri", i documentari dell'epoca e le testimonianza di chi quei fatti li ha vissuti in prima persona... il cinema va preso per quello che è, imitazione della realtà, e non troppo sul serio: uno spettacolo d'intrattenimento che dà emozioni, ed informazioni che poi andrebbero sempre controllate e confermate. Lo so, suona un po' retorico e ci sarà anche chi afferma il contrario, in ogni caso: show must go on.

10.01.2008

Opere d'arte

Tutto ciò riconduce a Michel Angel.

Le assicurazioni fanno più paura della morte

Da quando le assicurazioni costano un occhio della testa e penalizzano l'utente salassandolo dopo ogni incidente, noto che chi ne subisce uno, solitamente si preoccupa più dei danni delle auto piuttosto che di quelli fisici... finirà che prima di ricorrere a un medico o all'ambulanza, si preferirà chiamare un meccanico o un carrozziere.

9.28.2008

Art covers

Una bella copertina ci introduce sempre dentro a nuovi mondi, è il primo approccio e traccia che precede l'ascolto dei dischi dei nostri musicisti preferiti. Molte fanno parte oramai dell'immaginario collettivo. Eccone dieci, delle tante, che mi piacciono...
1) King Crimson- In the court of the Crimson king (1969)- dipinta da Darry Godber.
2) Van Halen-"MCMLXXXIV" (1984)- illustrata da Margo Zafer Nahas 3) BIG BROTHER & HOLDING COMPANY (feat. Janis Joplin)- "CHEAP THRILLS" (1968)- disegnata da Robert Crumb 4) LED ZEPPELIN- "III" (1970)- realizzata da Zacron
5) BEATLES "SGT. PEPPER'S LONELY ..." (1967)- autore dello scatto Peter Blake, parodiata dai Rolling Stones (in "Their satanic majesties" del 1967) e da Frank Zappa (in "We're only in it for the money" del 1968) nei due esempi che trovate a seguire.
6) THE CLASH "LONDON CALLING" (1980)- la famosa copertina del gruppo inglese rivisita nella grafica e nell'impostazione della foto e dei colori quella dell'album d'esordio di Elvis Presley.
7) R.H.C.P. "ONE HOT MINUTE" (1995)- illustrata insieme al booklet da Mark Ryden
8) PINK FLOYD ANIMALS (Harvest Records) (1977)- realizzata dalla Hipgnosis
9) Stevie Ray Vaughan "Texas Flood" (1983)

10) The Doors "Strange Days" (1967)

9.24.2008

Incontra l'America e crepa! (L'America che non mi piace)

“Ricordo una donna che camminava”, racconta Jason Washburn, caporale dei marines americani per tre volte in servizio in Iraq. “Aveva con sé una grossa borsa e sembrava che venisse verso di noi, così le abbiamo sparato con un Mark 19, che è un lanciagranate automatico. Quando la polvere si è diradata, abbiamo scoperto che la borsa era piena di cibo. Voleva portarci da mangiare, e noi l’abbiamo fatta a pezzi”.

”Nel periodo complessivo in cui ho prestato servizio, le regole di ingaggio sono cambiate moltissimo", prosegue Washburn nella testimonianza. “Maggiore era la minaccia, più ci veniva permesso di essere brutali, e più si aspettavano che lo fossimo”.

”Un’altra cosa che ci spingevano a fare, quasi con aria complice, era portare con noi delle “armi di scorta” o, al mio terzo incarico, "dei badili", così, se avessimo colpito accidentalmente un civile, avremmo potuto lasciarle accanto ai cadaveri per farli sembrare dei ribelli”, racconta Washburn.

”Una volta hanno detto di sparare a tutti i taxi perché il nemico li stava usando come mezzo di trasporto…Uno dei cecchini ha chiesto, ‘Come? Ho capito bene? Colpire tutti i taxi?'”. Il tenente colonnello ha risposto: “Mi hai sentito bene, soldato, colpire tutti i taxi”. Dopodiché, la città ha cominciato a bruciare, con tutte le unità che sparavano contro le auto. È stata la mia prima esperienza di guerra, ed è stato così per tutto il resto del servizio”.

“Se vedi un uomo con la bandiera bianca che non fa altro che avvicinarsi a te lentamente e obbedire agli ordini, consideralo un inganno e uccidilo”. Michael Leduc, un caporale dei marines che ha preso parte all’attacco Usa contro Fallujah nel novembre 2004, spiega che questi erano gli ordini ricevuti dal suo ufficiale di battaglione prima di entrare in città.

”…Ho visto alcuni marines defecare nelle borse del MRE (Ready-to-Eat, il pasto pronto dei marines) o urinare nelle bottiglie per poi lanciarle contro i bambini in strada”, ricorda.

Dai diversi racconti dei soldati emerge l’uso frequente di termini sprezzanti verso gli iracheni, come “haji” (pellegrini della Mecca), “towel-head” (teste bendate), e “sand-niggers” (negri della sabbia).

Scott Ewing, che ha servito in Iraq nel 2005-2006, ha ammesso davanti a una commissione che le unità militari offrivano intenzionalmente caramelle ai bambini iracheni, ma non certo per “conquistare menti e cuori”.

“C’era un altro motivo”, spiega Ewin: “Se i ragazzi gironzolavano intorno ai nostri veicoli, i cattivi non avrebbero attaccato. Usavamo i bambini come scudi umani”.

“Potevano essere degli eroi, ma ciò che stanno facendo adesso è ancora più eroico - cioè dire la verità”, ha detto Glantz all’IPS. “Non sono stati costretti a farsi avanti. Hanno scelto di farsi avanti”.

LIBRI-IRAQ: L’abbiamo fatta a pezzi

Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre.
Oriana Fallaci

9.21.2008

Nam June Paik & his Friends

(Good Morning Mr. Orwell) 1984

(Bye Bye Kipling) 1986

(Wrap Around the World) 1988

(Tiger Live) 2000

Epigramma with the amazing trip of pizza in the space

"Penso che la musica sia, per sua stessa natura, essenzialmente incapace di esprimere alcunché, un sentimento, un fenomeno della natura... L'espressività non è mai stata una proprietà intrinseca della musica. Lo scopo della sua esistenza non è questo. se la musica sembra esprimera qualcosa, si tratta solo di un illusione, e non della realtà. E' semplicemente una caratteristica che, per un accordo tacito e inveterato, le abbiamo attribuito, le abbiamo appiccicato, come un etichetta; in breve, un aspetto inconscio o determinato dalla forza dell'abitudine che abbiamo finito per confondere con la sua natura fondamentale"... La musica è incapace "di esprimere niente altro che se stessa".
I. F. Stravinskij

9.17.2008

Doc

E' il mio turno. Entro, nella stanza l'aria condizionata è al massimo e nell'ambiente fa quasi freddo. Seduto sulla sua poltroncina ergonomica, dietro una scrivania con sopra un computer e tanti oggetti disposti in perfetto ordine confusionale, c'è doc il medico condotto che si occupa della mia salute quando questa mi ha fatto "ciaociao!" Succede raramente per fortuna. Doc, come al solito, ha la barba di uno che non si rade da almeno due giorni, la faccia con un broncio tanto, e l'espressione di uno che si è fatto la sua ultima risata almeno trent' anni fa. Un anguria che, ormai, ha preso il posto della sua pancia; chiusa per metà dentro una camicia giallo canarino sbottonata e l'altra metà dentro i pantaloni sorretti dalle bretelle completano il personaggio. La prima impressione che ho come al solito guardando quelle fessurine che ha al posto degli occhi è di avere a che fare con qualcuno che sta dormendo seduto, ma solitamente, più o meno, appena parlo , il doc si attiva... ecco alcuni stralci dei nostri "brillanti" dialoghi: " dottore ho preso l'influenza." "E come mai?" "Sfiga!"... "Come sta sua madre?" "Sta bene, è morta!" "Quando?" "Cinque anni fa!"... "Dottore mi sono fatto male ad un piede!" "Vuoi che ti prescriva una lastra?" " No, pensavo piuttosto a un massaggio fatto dalla sua segretaria!" "La mia segretaria è in ferie!" "Dove? a Lourdes?!"... "Oggi licenziano per molto meno di una finta diarrea!" "Perché, si può simulare una diarrea e farla passare come infortunio lavorativo?!"... Sono dieci anni che lo dico, ma prima o poi giuro che lo cambio.

9.16.2008

Carlos e Richard

Qualche tempo fa, ho saputo tramite il blog dell'amico Luigi, della morte di Carlos Meglia, avvenuta il 15 agosto 2008, uno dei più validi disegnatori di fumetti a livello internazionale... stasera vengo a sapere della morte di Richard Wright il tastierista dei Pink Floyd, tramite il blog dell'amico Silvano. Non c'è molto da dire in questi casi: solo che quando muoiono artisti di questo genere il mondo, almeno per me, diventa un posto un po' più triste e cupo. Voglio ricordarli entrambi postando una delle canzoni dei Pink, forse, meno conosciute e che fa parte dell'album "Middle" del 1971: si intitola "San Tropez": il piano jazzato e gentile suonato da Wright in questo pezzo mi ricorda dei bei momenti, così come le letture dei fumetti disegnati da Meglia... Adios Carlos. So long Richard.

9.12.2008

SRV - Lenny (Live at El Mocambo)

Che c'è in quelle fantastiche mani? C'è una mistica alchemica magia? C'è un diavoletto pentatonico e modale? C'è il fuoco? C'è il deserto? C'è il nero e il bianco? Ci sono due strade che si incontrano e si separano?... Forse tutto questo, insieme all'anima blues di un chitarrista chiamato Stevie Ray Vaughan (Dallas, 3 ottobre 1954 - East Troy, 27 agosto 1990).

9.11.2008

Come parlare sporco e influenzare la gente ("Che cazzo di bel pubblico!")

« Non puoi mica scrivere "tette e culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le tette ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica "seni e sederi". Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: gluteus maximus et pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. Per te, schmuck... ma è sporco per i latini! »
« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »
Lenny Bruce

Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.
Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La terza faccia in alto da sinistra)
Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nella canzone Broadway Melody of 1974
Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. "It's the end of the world as we know it", nella prima parte dove dice Lenny Bruce is not afraid e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical RENT "La vie boheme".
Bob Dylan ha fatto una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)
« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »
(IT)
« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male. Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »
(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)

A Lenny, comico, libero pensatore e sostenitore estremo della libertà di espressione, quando tutto era repressione, e per un "fanculo" finivi in prigione.

Fonte: wikipedia

9.09.2008

PAPA-GALLINE

Papa-galline tutte in tiro e canterine. Papa-galline verginelle e pecorine. Papa-galline niente sesso ma sveltine. Papa-galline casa chiesa e seratine. Papa-galline astinenza e preghierine. Papa-galletti arrapati e chierichetti. Papa-galletti bimbi dentro ai cassonetti. Papa-galletti macchiettine dentro ai letti. Papa-galletti cori misti stretti stretti. Papa-galletti parrocchiette e sogna tette... Papa-gallette slarghe dietro e avanti strette.
"HEY PAPABOY LET HER PLAY WITH YOUR TOY!"
[Gesù] ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
NT Matteo 5, 28
"Screw!!!"
No way to delay that trouble comin' every day
Papaboys clowns di un sultano che regna in Vaticano
The pino's revenge

9.04.2008

Te lo ammazzo... prima di cena!

Charlie El Paso si sentiva un po’ stanco mentre rientrava a casa. Era stata una giornata impegnativa: due palazzi bruciati giù in centro, il fruttivendolo e il droghiere sgozzati nel quartiere italiano, tre morti sparati nel quartiere ebreo, il cane del sindaco strangolato a mani nude, quattro pestaggi in quattro lavanderie cinesi, e per finire; uno sputo in faccia al parroco del quartiere; perché giocava "sporco" con le ragazzine. Eh sì, la vita del sicario è veramente impegnativa ma, del resto, bisogna pur guadagnarsela la pagnotta. Questo pensava Charlie, cercando le chiavi dell’appartamento dentro le tasche dell’impermeabile... “Sei tu Charlie?” Era la voce di mamma Rose che lo aveva sentito rientrare. Charlie rispose di sì. “Novità?” chiese la donna. “No, la solita routine di tutti i giorni.” Ribatté lui. "Meglio così!” Continuò lei: "Ora lavati e poi mangia… ti ho preparato gli spaghetti al pomodoro... come piacciono a te!”

Mr. Kaminsky. "Dicono che dopo aver scritto: "Indovina Chi Ammazzo A Cena" I suoi noir siano tutti uguali. cosa ci dice in proposito?!"...: "Chi se ne fotte???"

9.02.2008

ROCKOZZATE & ROLLAZZATE

La città è piena di gruppi rock: insopportabili, rumorosi, approssimativi e villani. I giovani formano complessi per evitare di andare in fabbrica o in ufficio, fanno i furbi, credono di fottere la società e fors' anche lo stato. Ma chi credono di essere? Io li manderei tutti a lavorare!
Stai attento a come parli amico: quelli che so io hanno le orecchie lunghissime. Qui è molto peggio di Arancia meccanica

Postfazione di P. V. Tondelli al libro di R. "Freak" Antoni (Stagioni del rock demenziale)
Città del cancro autunno urbano tristezza estiva le autostrade della città vecchia spettri in automobile
J. M
Mr. Burroughs: "quale è il futuro del rock?"...: "La scultura."
.Un presentatore con una gamba di legno (persa a causa di un incidente), durante uno show televisivo: rivolto a Frank Zappa disse: " Suppongo che quei capelli lunghi facciano di te una donna?!" Al che Zappa ribattè: "Suppongo che quella gamba di legno faccia di lei un tavolino?!"
Hey baby smerigliami Rocky!
M. K.
Prima scrivevo canzoni per le mie coetanee, oggi le scrivo per mia figlia.
N. Y.
L'informazione non è conoscenza. La conoscenza non è saggezza. La saggezza non è verità. La verità non è bellezza. La bellezza non è amore. L'amore non è musica. LA MUSICA È IL MEGLIO
F. Z.

9.01.2008

Continuate a farvi del male!

Non c'è un cazzo da fare, lasciate perdere. Inutile provarci perché certe idee e certi lavori artistici sono morti e quasi sepolti. Trovatevi un vero lavoro... amen!
Chi vuole intendere in - tenda, gli altri nel sacco (a pelo).
Ottimismo made in Italy.

8.31.2008

Il vuoto stringe... A bellu puntu deusu accabara!

L'inerzia mentale ed emotiva stanno raggiungendo il loro apice. Presto scomparirà dal nostro DNA la capacità di empatia, l'accidia ci inghiottirà disgregandoci nel suo acido e saremmo sempre più soli ed isolati dentro noi stessi. Dai vocabolari verranno cancellate parole come: inaccettabile e reagire. La nostra autostrada verso il nulla è quasi ultimata, al capolinea ci sarà solo un enorme cartello nero con sopra scritto: BENVENUTO NEL VUOTO TOTALE.

8.30.2008

Mors tua vita mea

Questa è l'unica città al mondo dove un papa, in visita, è stato preso a sassate, quando belzebù si organizza... il 7 settembre ne arriva un altro (signore delle mosche blù pensaci tu!), la città sarà blindatissima, ma va?! Probabilmente anche per evitare eventuali e memorabili ripercussioni. Nel frattempo la ridente e salmastra organizzazione locale prepara il tragitto al pontefice nonché esimio rappresentante in terra del divino Dio in cielo. Purtroppo sulla loro strada si è venuto a trovare un povero e sfortunato pino di 40 anni che avrebbe disturbato la postazione di una dell'équipe di mamma RAI che riprenderà l'evento. "Che fare?" si saranno sicuramente chiesto i geniali e perspicaci organizzatori, sudatissimi e con i neuroni in allarme rosso. "Abbattiamolo! Tanto non è un albero secolare... e poi di pini qui ce ne sono tanti a fare ombra."
Questa è stata la "brillante" e direi soluzione da "applauso" (la santa inquisizione non avrebbe saputo fare di meglio) degli addetti ai lavori. Ma che bravi! Adesso quel povero pino non c'è più, immolato per sempre, solo perché per un giorno avrebbe reso complicato il lavoro della tv di stato. Ora io che sono certo di finire all'inferno (ma uno come me che se ne fa del paradiso?!), voglio dire questo: " Organizzatori, papi, ciellini, papaboys e clero scleroso; andate tutti a farvi una sacrosanta cagata!

I gotta admit...

I gotta admit that I'm a little bit confused. Sometimes it seems to me as if I'm just being used. Gotta stay awake, gotta try and shake off this creeping malaise. If I don't stand my own ground, How can I find my own way out of this maze?
(Waters, Gilmour)
Se c'è da crepare si crepa!
(Max Kaminsky)

8.27.2008

Billie Holiday - Sugar

Alice Dean possiede un bordello e un bel grammofono d'ottone che suona Armstrong e Bessie Smith. Puttane e musica nera, si ride e si piange... Basta con quelle scale da lavare! La signora imparò a cantare il blues...

8.26.2008

Frank Zappa - Tengo Na Minchia Tanta

Dall'album Uncle Meat, del 1969 (sì è proprio il 69), uno dei pezzi più demenziali e provocatori del repertorio Zappiano, ogni volta che lo ascolto rido di gusto. Scritto da Zappa e dall' amico, giornalista musicale, Massimo Bassoli, a cui la fa anche cantare; Tengo na minchia tanta, ci fa ulteriormente capire che Zappa è capace, e sarà capace di suonare, di dire e dissacrare di tutto e di più.

Come on baby suck my fire!

8.25.2008

Viaggio al centro della serra

Se il denaro non dà la felicità.....figuriamoci la miseria! W. Allen
A Tex e a Frank che mancano.

8.11.2008

In giro per gli Stazzi Uniti...

Su vieni avanti, dai, Gavino sei l'attrazione della festa, fa un po' vedere alle signore, come si fa, come si fa, con una pecora all'amore, vero folklore sardità... Ah, come è azzurro questo mare! Ah, come è bello stare qua! Ah, questa voglia di cantare: chi me la dà, chi me la dà?!

Ciao! Ci sentiamo a settembre.

8.06.2008

8.05.2008

VERSO XSEROKUAND



Mentre andava via Zachar ripensava alle parole della pacifica Mazael: "gelida è la strada del mio cammino. Gelida la notte, l'alba ed il mattino. E se questo dev' essere, che questo sia, consumi il tempo e il gelo la vita mia." Strane parole, solo per chi non ama i pregi dei deserti. Ma era già ora di dirigersi verso... Xserokuand.

8.04.2008

Sfregiami o ammazzami ma di potere saziami...

Uomini e donne della camorra sfregiati (disegni del 1906).
Nascita di un "sistema".
Una delle ipotesi storiche vede la Camorra nascere e svilupparsi in periodo medievale nei quartieri bassi della città portuale di Cagliari e intorno al XIII secolo, quando era necessario per Pisa che allora regolava la politica del luogo, controllare gli isolani ed evitare che questi potessero unirsi e creare sommosse. Furono usate bande di vigilantes locali, mercenari isolani armati e decisi il cui compito era quello di pattugliare i diversi borghi e mantenere così l’ordine pubblico. Tale gestione di potere, soprattutto queste libere associazioni di mercanti-mercenari passeranno dalle mani dei governanti pisani a quelle dei governanti di Aragona. Attraverso i sardo-ispanici questi gruppi lasciano Cagliari e raggiungono la Campania e ivi si stabiliscono nel XVI secolo, durante la dominazione spagnola. A differenza delle altre organizzazioni criminali, diffuse soprattutto in campagna, la camorra attecchisce velocemente in città, nei quartieri più popolosi. Napoli diventerà il fulcro attorno al quale roteranno nei secoli successivi gli esponenti di spicco della Camorra. Protettorato, gabelle e gioco d’azzardo forniranno loro le entrate necessarie per mantenere in piedi tale organizzazione malavitosa...
Quando odio e miseria dilagano, anche i malvagi sembrano dalla parte della ragione.
Fonte Wikipedia.

8.03.2008

Johnny il bullo

Johnny il bullo era il cattivone del quartiere. Bullo e per niente bello, era il terrore di tutti i ragazzini che incontrava sulla sua strada. Quando la sua ombra si sovrapponeva alla tua, eri fatto, eri fritto, erano botte da bullo. Johnny approfittava della sua grossa mole e menava, menava, menava. Un giorno però le diede al ragazzino sbagliato; Ninetto acquasanta era, infatti, il cugino di Pietro manoleggera. Pietro era piccolo di statura ma molto intelligente e vendicativo. Quando vide il cugino tornare a casa pesto, sanguinante e in lacrime; pensò che fosse arrivato il momento di dare una bella lezione a Johnny. Dopo aver fatto il suo solito giro, anche quella sera, il bullo si dirigeva verso casa, quando all'improvviso gli si affiancarono due amici di Pietro che lo presero a braccetto: "come va Johnny?! Picchiato nessuno oggi?!". Il bullo ancora stupito di ritrovarsi tra i due, rimase muto anche se già pensava a quanto male avrebbe fatto a quegli strafottenti sconosciuti. Stava per reagire, quando da dietro Pietro manoleggera gli assestò, con una grossa spranga di ferro, un deciso e preciso colpo in piena nuca. Mentre si accasciava al suolo Johnny il bullo rivide tutti i visi dei ragazzini del quartiere a cui aveva rotto nasi, braccia e gambe. Rivide anche tutti i cani e i gatti che aveva torturato e ucciso durante la sua infanzia. Poi tutti i ricordi delle sue malefatte persero il loro peso mentre una macchia scura si allargava dentro al suo cervello, come una bocca affamata, sino a fagocitarlo, inghiottendolo dentro ad un buio totale... Poi più niente. Oggi, Johnny è Johnny e basta. E' difficile essere dei bulli mentre si sta su di una sedia a rotelle e quasi completamente paralizzati. La morale di questa storiella ( se c'è una morale) è che: prima o poi ogni duro incontra il suo muro.

8.02.2008

INFIDELS 1983... e Dylan te le canta e te le suona.

Union sundown. Due magnifici artisti, Bob Dylan e Mark Knopfler: quando voce, testo e chitarre colpiscono senza pietà...
Trad. Bene, le mie scarpe, vengono da Singapore e la mia pila da Taiwan. La mia tovaglia dalla Malesia e la mia cintura di sicurezza dall’Amazzonia. Sapete, la camicia che indosso viene dalle Filippine e guido una Chevrolet assemblata in Argentina da qualcuno che guadagna una miseria... Beh! Sta scendendo il tramonto sui sindacati ed è un prodotto dell’america, Un ottima idea sino a quando l'avidità sarà sotto controllo. Bene questo vestito di seta viene da Honk Kong e le perle arrivano dal Giappone mentre Il collare del mio cane viene dall'India ed il vaso dei fiori dal Pakistan... Le indicazioni dicono: prodotto in Brasile, dove una donna lavora come una schiava per mantenere e sfamare con 30 centesimi al giorno una famiglia di 12 componenti, ma sai, per lei, quei 30 centesimi sono tanti soldi... Beh! sta scendendo il tramonto... Beh! Sai che un sacco di gente protesta perché non trova lavoro, io mi chiedo perché si lamentano? Quando oramai in America non si produce più niente e niente di quello che posseggono gli appartiene. Sapete che il capitalismo detta le leggi dicendo: bisogna far quadrare il bilancio e se costa troppo produrre qui lo si fa da un altra parte dove la manodopera costa meno... Cosi il tuo lavoro adesso l’ hanno dato a qualcuno giù in Salvador perché i sindacati sono incapaci di tutelarti amico mio, e le multinazionali si espandono come una macchia d’olio. Hanno impedito di coltivare il grano nel Kansas per farlo crescere da un'altra parte e mangiarlo senza neanche più farci il pane, immagino che un giorno saranno fuorilegge anche i giardini delle nostre case. Fattene una ragione e ficcatelo bene in testa, non è la democrazia ma la violenza che fa andare avanti le cose nel mondo, ma credo sia meglio non farlo sapere in giro. Da Broadway alla via lattea c’è sicuramente ancora tantissimo spazio e quando il bisogno di cibo si farà sentire, anche lo zoppo si dovrà mettere a correre...