8.27.2009

Ne manca una dietro il ventaglio ma, se si guarda bene in una direzione, si vedono anche tutte le altre.

Durante il regno di Katsushige, coloro che lo servivano erano scelti sin da giovani, a prescindere dal rango d'appartenenza. Una volta, quando Shiba Kizaemon prestava servizio, il daimio, dopo essersi tagliato le unghie, ordinò:"buttale via". Kizaemon le prese in mano, ma non si alzò, e il daimio chiese: "che cosa c'è che non va?". Egli rispose: "ne manca una". Il daimio disse: "eccola". E gli consegnò quella che aveva nascosto.
Questi sono gli insegnamenti di Yamamoto Jinuemon, padre di Tsunetomo: La detterminazione è tutto. Tieni ben legato persino un pollo. continua a spronare un cavallo al galoppo. Chi critica apertamente non agisce con malizia. Ciò che facciamo in vita riecheggia nell'eternità. Il denaro è qualcosa che si trova quando lo si cerca. Un uomo buono non si trova così facilmente. Cammina con una persona integerrima per un chilometro e ti racconterà almeno sette bugie. E' un atto di cortesia domandare quando si conosce già la risposta. Chiedere quando non si sa è un dovere. Se si guarda bene in una direzione, si vedono anche tutte le altre. Avvolgi le tue intenzioni in aghi di pino. Non si dovrebbe spalancare la bocca o sbadigliare di fronte ad altri. E' bene farlo dietro il ventaglio o la manica. Il cappello di bambù e l'elmetto vanno portati ben calcati sulla fronte.
Da Hagakure Il libro segreto dei samurai di Yamamoto Tsunetomo. (Oscar Mondadori)

7.26.2009

Per un pugno di... Sergio Leone.

Quando si parla di Per un pugno di dollari, 1964, del grande Sergio Leone, viene sempre fuori la faccenda del famoso plagio fatto dal regista italiano, dopo aver visto La sfida del samurai (Yojimbo, 1961) del regista giapponese Akira Kurosawa. D'accordo per il "plagio" riguardante la "story line" del film, ma è pur vero che Leone fece una rivisitazione in chiave western, del nipponico film di Kurosawa, di tutto rispetto, visto quello che accadde dopo. Il film costò cento cinquanta milioni di vecchie lire e ne incassò un miliardo e mezzo dando l'avvio a quel genere che tutti gli appassionati chiamano: "spaghetti western". A difesa di Sergio Leone (un regista che ho sempre ammirato e di cui apprezzo ogni film), riporterò quello che dice Francesco Mininni in uno dei saggi più belli dedicati al regista laziale e al suo cinema: pubblicato dalla Editrice Castoro nella collana "Il Castoro cinema" curata da Fernaldo Di Giammatteo, e uscito come supplemento al numero 68 dell'Unità del 22-3-95... Significativamente, neppure Kurosawa aveva inventato la storia di Yojimbo: l'aveva ricavata da Red Harvest (Piombo e sangue, 1929), un romanzo di Dashiell Hammett (esiste anche un film del 1930, intitolato Roadhouse Nights, probabilmente il più fedele al libro. Uno del 1990, Crocevia della morte (Miller's Crossing), diretto dai fratelli Coen; e uno del 1996, con protagonista Bruce Willis e per la regia di Walter Hill, intitolato Ancora vivo (Last Man Standing) - N.d.R.). Ossia, il western italiano nasce da un testo della hard-boiled school che ha rinnovato il romanzo giallo con una iniezione di crudo realismo. Come si vede i conti tornano. Non tornano invece alla Jolly Film, cui Leone aveva comunicato la necessita di pagare a kurosawa e alla Toho Film i diritti d'autore (diecimila dollari, più o meno sei milioni di lire). (Avete letto bene: "Leone aveva comunicato..." Quindi, Sergio Leone non ha plagiato un cazzo di niente, ha reinterpretato con la sua grande maestria di regista un opera già esistente e voleva che si pagassero, giustamente, i diritti ai detentori - N.d.R.). La Jolly non pagò, kurosawa scoprì il fatto e la produzione fu citata per plagio. Si giunse a un compromesso: a Kurosawa furono ceduti i diritti per lo sfruttamento dei diritti in Giappone ( un buon affare: un milione e mezzo di dollari). E' chiaro che nessuno s'era preoccupato dei diritti perché non si pensava che il film avrebbe avuto successo (siamo un popolo mitico, l'unico a produrre convinti dell'insuccesso di quello che produrremo... Italy, I Love You! - N.d.R.): pagare per un film che sarebbe passato sotto silenzio sembrava un inutile spreco (sono gli anni sessanta ma siamo pur sempre in Italia, il paese dei santi, dei navigatori e degli evasori. Non dimenticatelo - N.d.R.)... Che il modo di concepire lo spettacolo cinematografico tipico di Leone abbia esercitato una sua influenza è indubbio. Ci si chiede, ad esempio, se Sam Peckinpha avrebbe potuto realizzare i suoi film , e soprattutto The Wild Bunch (Il mucchio selvaggio, 1969), senza il successo di Leone. Il grande risultato di Per un pugno di dollari aprì porte chiuse, permettendo ad altri di fare i film che volevano in piena libertà. Prima nessun produttore avrebbe rischiato senza garanzie. Pare che lo stesso kubrick abbia affermato che A Clockwork Orange (Arancia meccanica, 1971) deve molto a Leone...
Francesco Mininni
Guardando al cinema di Leone, alla sua inventiva, al suo modo intelligente di reinterpretare e dare nuova vita ad un genere che ormai sembrava avesse detto tutto, si capisce quanto Leone amasse il suo lavoro e quanto ci fosse dentro da sempre con la voglia di proporre i suoi personaggi che entravano in scena talmente anonimi da non avere, a volte, neanche dei nomi ben definiti ma che con le loro facce sudate, i loro abiti sporchi e consumati, le loro barbe lunghe e il puzzo dei sigari e della polvere da sparo delle pistole, racchiudono in l'essenza del mito, quel mito ormai crepuscolare che piaceva tanto raccontare a questo bravo regista.
Concludendo: se Springsteen introduce il suo concerto a Roma con un pezzo di Morricone: "C'era una volta il west" tratto da un film di Leone, e se Kubrick si mise ad usare la musica in diretta mentre girava, così come faceva il regista romano, un cazzo di buon motivo deve pur esserci... Purtroppo nonostante la sua riconosciuta importanza nella storia del cinema, Sergio Leone non ha mai ricevuto un Oscar: America vergognati!
That's all folks!

7.13.2009

Dire parolacce aiuta a sopportare il dolore (che bello!)


ROMA - Vi siete schiacciati il dito nella porta e vi è scappato qualche impropero poco carino? Forse il 'francesismo' è giustificato, infatti le imprecazioni aiutano a ridurre il dolore. Lo dimostra uno studio condotto alla Keele University e pubblicato sulla rivista Neuroreport. L'equipe di psicologi guidata da Richard Stephens ha chiesto ad un gruppo di volontari di tenere il più possibile la mano in un secchio di acqua ghiacciata, e di proferire in piena libertà imprecazioni durante questa prova del freddo che può essere piuttosto dolorosa. In un secondo tempo gli psicologi hanno detto loro di pronunciare parole neutre ripetendo la prova. E' emerso che la mano è tenuta nel ghiaccio più a lungo mentre si lanciano improperi e imprecazioni, segno che la soglia di tolleranza del dolore è aumentata, cioé che gli improperi aumentano la resistenza ad esso. E' possibile che le parolacce inneschino reazioni fisiche oltre che emotive, aiutando a sopportare il dolore. Ciò potrebbe spiegare, ha concluso Stephens, perché dire parolacce e imprecazioni è una pratica universalmente diffusa e vecchia di secoli e secoli.

Da Ansa.it

Ora, visto che noi di, italici, dolori dobbiamo reggerne ogni fottuto giorno... Maporcadiquellazozzatroialuridainfamebagascia... Etc. Etc.

Summer Ghosts...

...upon the seven seas, one of them could be just me.

7.03.2009

Rolling Stones - She's so cold

"Sì, io sono un vulcano in eruzione ma lei è così fredda. Deve essere nata al polo nord, quando la tocco le mie mani congelano... Be'! Quando sarai vecchia nessuno immaginerà mai che da giovane eri una vera bellezza... I'm so hot for her and she's so cold!"

Adoro quei cinque vecchietti rocchettari & rollari!

6.30.2009

Sebastian Kruger il genio nella matita...




Dal 1980 ritrattista e caricaturista delle star, ogni suo elaborato è un capolavoro e lascia a bocca aperta. Guarda qui, nel suo blog e qua ci sono i suoi fantastici Rolling Stones. Amazing! Have a good time.

CORTEZ

"Without a faith it's hard to be under control."

6.21.2009

4 8 15 16 23 42

Watch inside the box of mice and men. Watch the numbers without space or time. Watch the plans, the supper is ready.

6.08.2009

Cronachette e leggende metropolitane

Cucciolo di drago conservato in formalina

Nel bel saggio indagine "Cronachette (1998)", Leonardo Sciascia, il grande scrittore siciliano, dedica un piccolo capitolo alla presunta inesistenza di Jorge Luis Borges, denunciata dalla rivista argentina, di destra "Cabildo" e, la notizia, riportata dal quotidiano francese "Le Monde". In breve, sembrerebbe che lo scrittore argentino sia frutto dell'invenzione di un gruppo di scrittori tra cui Leopoldo Marechal, Adolfo Bioy Casares e Manuel Mujica Lainez. Ad impersonare nella realtà il loro personaggio, avrebbero assunto al loro servizio un attore di secondo piano, di nome, Aquiles Scatamacchia (notare nome e cognome). L'mpostura sarebbe stata scoperta dall'accademia reale di Svezia durante l'assegnazione del Nobel, ed il premio, di conseguenza, è stato negato al "falso Borges". Segue poi un arguta disquisizione dell'autore di Recalmuto, su questa "eventuale inesistenza" del grande scrittore argentino; la cui disquisizione, all'autore di "Finzioni" calza a pennello. Dal mio modesto punto di vista invece la cosa assume i toni di quei giochi narrativi chiamati "leggende metropolitane", racconti che spesso ingannano contemporaneamente chi ascolta e chi narra. Un fenomeno che interessa sociologi e psicologi. Trovo che queste storie abbiano, tutto sommato, un loro fascino misterioso, e spesso sono anche divertenti. Leggende metropolitane ne esistono per tutti i gusti, da quelle cabalistiche dell'11 settembre ai presunti messaggi subliminali del logo della Coca- Cola. Quelle sui musicistsi e gli attori, o le tantissime che sono nate intorno al mondo di quel controverso personaggio che era Walt Disney... Leggende metropolitane.
(PS A proposito: ma Elvis, e Jim Morrison, sono ancora vivi?! )

6.05.2009

Adios David

Gran bella famiglia di attori quella dei Carradine, a cominciare da John, il capostipite, immortalato per sempre da Ford nel suo Ombre Rosse dove Carradine padre faceva la parte del "gambler". Poi ci sono Keith, Robert, David, Chris, Bruce e Michael (figlio adottivo). Anche se da ieri David Carradine non c'è più, non credo sia importante il modo con cui ha forse scelto di andarsene a 72 anni, perché continuerò a ricordarlo come il protagonista della serie televisiva Kung Fu, e nel mitico film di Walter Hill: I Cavaliere dalle lunghe Ombre, dove interpretava insieme ai fratelli, Keith e Robert, la famiglia Younger, i fuorilegge e ribelli sudisti alleati dei James... Adios David.

6.02.2009

Jimmy... Rest In Porche




James Dean si schiantò a 150 chilometri all'ora il 30 settembre 1955 (aveva appena 24 anni - N.d.R.). Si fratturò la mascella inferiore e superiore, le braccia, e si ruppe l'osso del collo. L'urto fu così violento che gli staccò quasi la testa dal corpo. Morì e fu sepolto (l'8 ottobre) e la terza settimana, non il terzo giorno come Gesù, "resuscitò".
Marco Giovannini
Correre in macchina è il solo momento in cui mi sento intero.
James Dean

5.02.2009

Chi ha ucciso Giorgiana Masi?

...Cossiga è notoriamente uno squallido bugiardo che qualche volta, per ricattare chissà chi, mischia alle menzogne qualche verità. Una cosa è certa, lui di questa vicenda sa tutto da trentadue anni. E, comunque siano veramente andate le cose, in gran parte la responsabilità è la sua.
Giorgiana Masi (Roma, 6 agosto 1958 – Roma, 12 maggio 1977) è stata una studentessa italiana, uccisa a diciannove anni durante una manifestazione di piazza.
Un altro maggio: fuori la verità sulla morte di Giorgiana!

4.27.2009

Shelter from the storm

..."come in," she said," i’ll give ya shelter from the storm."

4.21.2009

Jedi Master Yoda And The Phantom Menace

Fear is the path to the dark side... "La paura è la via per il lato oscuro, la paura conduce all'ira, l'ira all'odio, l'odio conduce alla sofferenza"
(Yoda rivolto ad Anakin Skywalker)
La parola yodha in sanscrito significa "guerriero, soldato, combattente".

4.15.2009

Brian Setzer - Stray Cat Strut - Live!

Brian and his orchestra: cat class, cat style...

Black and Orange stray cats sittin' on a fence Ain't got enough dough to pay the rent I'm flat broke but I don't care I strut right by with my tail in the air Stray cat strut, I'm a crazy cat I'm a feline Casanova, hey man that's that Got a shoe thrown at me by a mean old man Get my dinner from a garbage can I don't bother chasin' mice around, Oh no I slink down the alley lookin' for a fight Howlin' to the moonlight on a hot summer's night I sing the blues while the lady cats cry Wow, stray catty you're a real gone guy I wish I could be so carefree and wild But I got cat class and I got cat style

Mystery train... jump at!

4.09.2009

Nancy Sinatra - These Boots Are Made For Walking (1966)

Jimi Hendrix did the original psychedelic guitar intro and Neil Diamond wrote the song. Nancy asked daddy to get her the best, and back then no one said no to Frank... Well! Don't forget: Elvis gave her his rubber biscuit but she wouldn't say it to Frank.

3.26.2009

Scuse me while I fuck the sky

La più brutale forma di humour nero in Vietnam, durante la guerra, fu quella di un cartello affisso sopra i cadaveri crivellati di colpi di 4 guerriglieri lasciati a marcire sulla strada n. 13. Diceva, in vietnamita: "Carne vietcong - 300 piastre al chilo"... "Signore, quando camminerò nell'ombra della valle della morte, non temerò alcun male... perché sono il peggior figlio di puttana di tutta la zona. (Parafrasi biblica dei soldati americani in Vietnam).

3.25.2009

5 DETTAGLI 5

Amore: a molti rende felici, a molti altri rende e basta.
Amicizia: non sempre una necessaria necessità.
Vita: paradossalmente, quella su cui gira la cintura, aumenta con il passare degli anni.
Morte: uno spuntino per i vermi.
Dettagli: entrandoci fanno spesso scomparire i santi, i miti e gli eroi. Lasciandoci, quasi sempre, solo un pugno di polvere.

3.22.2009

Covers

Una ricerca della Mondadori per evitare che i lettori fraintendano, no?! Vabbe' continuiamo a farci del male!

3.20.2009

Buster

Quando a Lucille nacque il suo primo bambino del peso di due chili e otto, tutti i parenti (Al, il padre del piccolo, vide suo figlio quando aveva tre anni, perché arruolato durante la seconda guerra mondiale) furono molto felici del suo arrivo anche se Lucille diventò mamma a soli diciasette anni. La zia Delores lo soprannominò "Buster" ispirandosi al personaggio di Buster Brown, tratto da una striscia a fumetti di Richard Outcault, oltre che al nome di una marca di scarpe per bambini. In seguito dissero che il bambino aveva preso il nome da Larry "Buster" Crabbe, l'attore che interpretava Flash Gordon nella serie televisiva che il bimbo adorava. In realtà, anche se, quando divenne adulto raccontava questa versione, quel nomignolo gli era stato appioppato molto prima che egli potesse entrare in un cinema per un matinée. Nel corso della sua vita, gran parte dei parenti e i vicini, nella sua città, continuarono a chiamarlo con il nome del ragazzino pestifero di una striscia a fumetti. Nelle vene di questo bambino scorreva sangue Cherokee, almeno per un ottavo, insieme a quello africano degli schiavi che arrivarono in America sulle navi negriere, e dei bianchi. Cresciuto che fu, non divenne molto alto: circa un metro e sessantadue, ma con una folta chioma nera che lo slanciava oltre la sua reale altezza e con le movenze di una pantera: infiammò le folle di tutto il mondo con la sua musica e la sua chitarra. Per i suoi parenti, amici, e i vicini di Seattle, questo il nome della sua città, rimase Buster, ma il nome con cui si consegnò alla leggenda della musica rock, era: Jimi Hendrix.


Rainy day dream away-1968 - Electric Ladyland

3.19.2009

Watchmen e Dylan: "At midnight, all the agents..."

Mi garba parecchio quando le cose che mi piacciono s'incotrano. Bob Dylan (Desolation Row... "At midnight, all the agents..."), Alan Moore (testi) e Dave Gibbons (disegni): Watchmen (regia di Zack Snyder: L'alba dei morti viventi, 300). Dalla grande arte dei comics a quella del grande schermo con una perfetta colonna sonora.

Doctor Manhattan: "Dicono di aver lavorato tanto per costruire il paradiso; per poi scoprire che è popolato di orrori!"

Jimi Hendrix - Room Full of Mirrors

Ladies and gentlemen: Jimi Hendrix... Non ci sono santi! Still the best.

Vivevo in una stanza piena di specchi, tutto quello che riuscivo a vedere era solo me stesso; ma un giorno mi sono fatto coraggio e ho infranto tutti quegli specchi, scoprendo che c'era un intero mondo da guardare, sì, adesso ho un intero mondo da guardare... Yeah! Yeah! Yeah!...

3.16.2009

Post-su-post: Pablito

Scaltro, intelligente, arguto e avventuroso. Nelle sue vene scorreva anche un po' di sangue italiano oltre a quello spagnolo, ma soprattutto è stato un immenso pittore Pablo Picasso... rispose a tono ai "baldi guerrieri teutonici":
"Avete fatto voi questo orrore, maestro?""No, è opera vostra "
(Risposta di Picasso ad un ufficiale tedesco, in visita al suo studio, alla visione di Guernica) e da vecchia volpe diede il benservito ad un giornalista durante un intervista in cui gli fu chiesto cosa pensasse delle quotazioni astronomiche dei suoi quadri, anche nel caso in cui, per realizzarli, fossero bastati cinque minuti appena. "Di numeri non m'intendo", rispose il grande Pablo, "ma devo correggerla: io ci ho impiegato una vita e cinque minuti."... Grandissimo.

"I mediocri imitano, i geni copiano"
P. Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973)

3.11.2009

Bruce Springsteen - The Wrestler

Hai mai visto un pony (one-trick pony intende anche qualcuno con un particolare talento) in un campo, così felice e libero? Se hai mai visto quel pony, allora hai visto me. Hai mai visto un cane con una zampa sola che cammina per strada? Se hai mai visto quel cane, allora hai visto me. Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta ad ogni porta. Allora hai visto me quello che se ne va sempre con qualcosa in meno rispetto a prima. Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue bagna il pavimento. Dimmi, amico, potresti desiderare qualcos'altro? Dimmi, puoi chiedere qualcos'altro? Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno? Se hai mai visto quello spaventapasseri, allora hai visto me. Hai mai visto un uomo con un braccio solo prendere a pugni l'aria? Se hai mai visto quest'uomo con un braccio solo, allora hai visto me. Allora hai visto me quello che arriva e aspetta ad ogni porta... Dalle cose che mi hanno procurato conforto mi allontano. Nel luogo che considero la mia casa non posso rimanere. La mia unica fede risiede nelle ossa rotte e nei lividi che mostro. Hai mai visto un uomo con una gamba sola che prova a danzare per trovare la sua libertà? Se hai visto quell'uomo con una gamba sola, allora hai visto me.

3.10.2009

The Tyger

Tyger ! Tyger! Burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame thy fearful symmetry?

In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare seize the fire?
And what shoulder, and what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? And what dread feet?

What the hammer? What the chain?
In what furnace was thy brain?
What the anvil? What dread grasp
Dare its deadly terrors grasp?

When the stars threw down their spears,
And water’d heaven with their tears
Did he smile his work to see?
Did he who made the Lamb make thee?

Tyger! Tyger! Burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye,
Dare frame thy fearful symmetry?


Tigre! Tigre! Divampante fulgore Nelle foreste della notte, Quale fu l’immortale mano o l’occhio Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria? In quali abissi o in quali cieli Accese il fuoco dei tuoi occhi? Sopra quali ali osa slanciarsi? E quale mano afferra il fuoco? Quali spalle, quale arte Poté torcerti i tendini del cuore? E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito, Quale tremenda mano? Quale tremendo piede? Quale mazza e quale catena? Il tuo cervello fu in quale fornace? E quale incudine? Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti? Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra e il paradiso empivano di pianti? Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro, Chi l’Agnello creò, creò anche te? Tigre! Tigre! Divampante fulgore Nelle foreste della notte, Quale mano, quale immortale spia Osa formare la tua agghiacciante simmetria?
La Tigre William Blake - Da Songs of Experience (1794) traduzione di G.Ungaretti

3.09.2009

R. L. Stevenson



" In qualsiasi cosa meritevole del nome di lettura, il processo stesso dovrebbe essere avvincente e voluttuoso; dovremmo divorare con gli occhi il libro, restarne estasiati e, terminata questa lettura meticolosa, rimanere con la mente ricolma di una fantasmagorica, sfrenata danza delle immagini, incapaci di prender sonno o di pensare ad altro... ".

R. L. Stevenson.

Un concetto applicabile a tutte quante le altre arti.

3.05.2009

The visitor

Ci sono film fatti con il denaro e per il denaro, e ci sono film fatti con intelligenza e cuore; ma soprattuto per sottolineare quanto sia ancora importante la dignità umana. L’ospite inatteso (The visitor), è uno di questi ultimi. Scritto e diretto da Tom McCarthy il film ci racconta la storia di un incontro: tra Walter, un anziano professore universitario americano; appassionato di musica classica, e Mouna e Tarek, una famiglia di siriani (madre e figlio) che vivono clandestinamente negli Stati Uniti. McCarthy punta il dito verso il sistema di immigrazione statunitense e il procedere assurdo nei confronti degli emigrati, dopo i fatti dell’11 settembre, e i sistemi di prevenzione antiterroristico attuati dal governo. Niente “happy ending” quindi, ma una bellissima e semplice storia di amicizia e solidarietà tra etnie diverse. Un film che insegna e che ribadisce quanto sia importante andare oltre le apparenze pregiudiziali e le barriere dei luoghi di provenienza. Un film che è un inno alla vera libertà, libertà che non può essere iscritta nei colori di una bandiera o nelle costituzioni, ma che può essere incisa, universalmente, solo nel cuore degli uomini.

3.03.2009

The laughing gnome

Vado matto per questa vecchia fiabesca canzone, di David Bowie, e tutti i suoi divertenti giochi verbali con la parola gnomo ("Non avete una casa dove andare?" Chiede David, ad un certo punto, allo gnomo che se la ride e fa casino cantando una canzone con Fred il fratellino "metroGnomo": " No, siamo "Gnomadi!" Gli risponde, il piccoletto, prendendolo in giro). Ogni volta che l'ascolto mi mette di buon umore... spero abbia lo stesso effetto anche su di voi: buon ascolto e buona lettura.

Ah Ah Ah Eh Eh Eh sono uno gnomo sghignazzante e tu non puoi acchiapparmi... "Hurrà!"... "Oh povero me!" Great, isn't?!

2.28.2009

Uno specialista

Qualche giorno fa riguardavo una vecchia VHS con il film del processo che fecero in Israele, nel 61, ad Otto Adolf Eichmann "lo specialista" responsabile della deportazione di milioni di ebrei nei campi di concentramento. Eichmann era il tenente colonello delle Ss incaricato di organizzare i treni e il trasporto per l'ultimo viaggio di uomini donne e bambini. Catturato da un commando dei servizi segreti israeliani in sud America (dove trovarono rifugio tanti criminali dell'ex Reich millenario), precisamente a Buenos Aires; grazie anche alle indicazioni di Simon Wiesenthal il famoso cacciatore di nazisti, venne portato segretamente in terra israeliana per rispondere del suo operato, durante la guerra, davanti ai giudici, nella casa del popolo di Gerusalemme. Nonostante sia contrario alla pena di morte, credo che quest'uomo, visto che alla fine fu condannato all'impiccagione, l'abbia meritata in pieno. Insignificante nell'aspetto, nascosto dietro a grandi occhiali dalle spesse lenti che pulisce continuamente quando non rigira nervosamente i fogli della sua improbabile difesa, si ha l'impressione di guardare ed ascoltare un burattino privo di volontà propria che continua a ripetere che niente era in suo potere e che, legato dal giuramento, eseguiva gli ordini del suo superiore Muller. Mi colpisce sempre il punto in cui, incalzato di brutto dall'accusa del procuratore Giddeon Hausner, dice di sentirsi come una bistecca che viene rigirata sulla graticola: buffo e patetico eufemismo detto da lui se si pensa a quante persone mandò a morire nei modi più orrendi. Credo che questo film documentario diretto e prodotto da Eyal Sivan, andrebbe riproposto perché attraverso la figura di Eichmann e di ciò che dice ci si può rendere conto di quanta banalità ci sia veramente, alla fine, nell'asservimento cieco, nel male e in certe tetre ideologie.

2.22.2009

Diciamola 'sta cazzo di verità...

La musica leggera italiana è spazzatura.

Fuck the fucking fuckers (impariamo l'inglese, seconda parte)


Hey guys! The most famous word in the world.

2.10.2009

Dead Kennedys - Plastic Jesus

"Il tuo nefasto burattino, prima o poi, sparirà con tutto il suo tetro teatrino."

S'I' FOSSE FOCO...

"S'i' fosse foco, arderei 'l mondo; s'i' fosse vento, lo tempestarei; s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; s'i' fosse Dio, mandereil' en profondo; S'i' fosse papa, sarei allor giocondo, ché tutt'i cristiani imbrigherei; s'i' fosse 'mperator, sa che farei? a tutti mozzerei lo capo a tondo. S'i' fosse morte, andarei a mi' padre; s'i' fosse vita, fuggirei da lui: similemente faria da mi' madre, S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: e vecchie e laide lasserei altrui."
(Cecco Angiolieri)

2.02.2009

AHOY!

"Al prossimo attracco..."

1.31.2009

James Taylor - TRAFFIC JAM

Damn this traffic jam... Vecchio pezzo del buon James ma sempre attuale. (Usiamo di nuovo le biciclette).

1.24.2009

Mister Miller, il mondo puzza d'obitorio?

Mr. Miller, cosa pensa della religione cristiana?
Persino da ragazzo, per me la religione cristiana non contò mai molto. Puzzava di morte. Parlava del male, dei peccati e dei castighi. era malsana e sapeva di morte. Non ne ho mai tratto pace o gioia. Anzi, specialmente la fede cattolica mi ha sempre riempito di terrore. Il confessionale per me era un enorme presa in giro. Una burla e un inganno. No, tutto quello che riguardava la chiesa sembrava fatto proprio per i gonzi.
Mr. Miller cosa pensa della vita?
La vita ha sempre l'ultima parola.
Che cosiglio darebbe ad un uomo per affrontarla?
L'unica cosa da fare è seguire se stessi... scavarsi dentro, scoprire ciò che si è, chi si è, e manifestare se stessi.
Mr. Miller, una "certa America" ha detto che i suoi libri sono osceni, cosa risponde a queste persone?
Osceno è lo sterminio degli ebrei, osceno è la bomba su Iroshima.
Mr. Miller,che significato ha per lei scrivere?
Scrivere per il pubblico, per me non significa niente. Quel che mi piacerebbe, sarebbe scrivere per i pazzi... o per gli angeli.
Mr. Miller, cosa è per lei il sesso?
Ogni paese, ogni città, borgo o villaggio ha un suo clima sessuale. In certi posti la sessualità permea l'aria come uno sperma sottile e vaporoso; in altri è incrostato nelle mura delle case, persino delle chiese. Qui, come un tappeto di erba nuova, verde, il sesso emana un un profumo dolce, trionfante. Là, fitto come lanugine e sospeso in aria come polline, s'attacca agli abiti, si posa tra i capelli, ti chiude le orecchie...
Mr. Miller, che rapporto ha con le leggi delle società?
Le nostre leggi e le nostre consuetudini si riferiscono alla vita associativa, alla nostra vita in comune, cioè al lato meno importante della nostra esistenza. La vita vera incomincia quando siamo soli, faccia a faccia con il nostro io sconosciuto. Quel che avviene nella nostra vita di gruppo, non è che conseguenza dei nostri soliloqui intimi."
Mr. Miller, lei dipinge acquerelli, che significato ha per lei il dipingere?
Dipingere è amare di nuovo. Solo quando guardiamo con gli occhi dell'amore vediamo come vede il pittore. Il suo è un amore, inoltre, libero da ogni senso di possesso. Ciò che il pittore vede egli è costretto a condividerlo. Di solito ci fa vedere e sentire ciò che ordinariamente ignoriamo o ciò da cui siamo immuni. Il suo approccio al mondo ci dice, in effetti, che niente è vile oppure odioso, niente è stantio, piatto e disgustoso, a meno che ciò non sia nella nostra facoltà percettiva. Vedere non è semplicemente guardare. Si deve guardare e vedere. Vedere all'interno e intorno. O, come una volta disse John Marin, "l'arte deve mostrare ciò che succede nel mondo". Quante, quante volte ho tentato di imitare, o di copiare, il lavoro di un bambino! Più di una volta, mettendomi a dipingere, mi son detto: "Ora fanne uno come quello del bambino messicano... o della bambina cinese!". Ma non ottengo mai lo stesso risultato. Vero, di tanto in tanto qualcuno si è avvicinato a me durante una mostra collettiva esclamando: "Che colori gioiosi! Che senso di libertà! Si deve proprio divertire". Ma è la gioia di un uomo infantile. Non ho mai notato un bambino al lavoro che esprimesse questo tipo di gioia. Il bambino è troppo intento a ciò che sta facendo, troppo assorto, per essere consapevole di un'altra emozione. Qualsiasi cosa faccia il bambino, anche che esprima timore, orrore o angoscia, l'effetto sullo spettatore è di gioia. Il lavoro di un bambino non manca mai di appellarsi a noi, di richiamarci, perché è sempre onesto e sincero, sempre imbevuto di quella magica certezza che nasce dall'approccio diretto e spontaneo.
Mr. Miller, il mondo puzza di obitorio?
Odio la guerra. Se si presenta l'occasione, piuttosto che ammazzare accetto di essere ammazzato.
Henry Miller (1891-1980)

1.17.2009

Nina Simone - My baby just cares for me

Non ho aggettivi per questo video, dire stupendo è ancora troppo poco, per non parlare della canzone. Ve lo dedico... Io nel frattempo ho beccato l'influenza. A presto.

1.09.2009

Animals

Animals, che poi è il nono disco dei Pink Floyd, è uno degli album che considero più belli in assoluto. Cattivissimo e durissimo nei testi inseriti in un contesto musicale pieno di energica creatività rock. Ricordo che andai ad acquistarlo il giorno stesso della sua uscita e che il negozio di dischi lo sparava a tutto volume dalle casse posizionate all'ingresso. L'immagine della copertina (l'edificio poi lo vidi dal vivo, qualche anno dopo, guardando fuori dal treno che mi portava a Londra) cupissima e con il maiale volante mi colpì come un pugno nello stomaco e, come tutte le copertine di Thorgerson, la trovai semplicemente geniale. Pieno di soddisfazione e dopo averlo ascoltato, non so più quante volte, la sera lo portai a scuola per mostrarlo agli amici e compagni di classe. Traducemmo i testi per scoprire quanto velenose e astiose fossero le parole delle canzoni di Waters, poi malignamente, quando arrivò la prof. di inglese, simulando un aria da ingenui angioletti, le chiedemmo se fosse così gentile da tradurli per noi... Ricordo ancora la sua faccia schifata per le parole di Pigs e il suo rinunciare a svelarci le magiche parole delle quali fingevamo ignorare il significato. "The teacher" (che adorava i Beatles, niente da ridire) non si accorse di avere tra le mani un capolavoro della musica rock, non si accorse dei riferimenti al libro La fattoria degli animali (un altro dei capolavori di George Orwell) non si accorse dell'attacco diretto da parte di Waters al "British establishment" (c'era la Tathcher) del periodo, e non si accorse di quante belle risate ci facemmo (e che ancora qualche volta faccio) ripensando all'espressione del suo viso nel leggere le amarissime parole del disco.
Ho guardato attraverso il Giordano e le cose non sono come sembrano.
R. Waters

1.06.2009

Piombo fuso



Mentre la vita umana giaceva sulla terra,
turpe spettacolo, oppressa dal grave peso della religione,
che mostrava il suo capo dalle regioni celesti con orribile
aspetto incombendo dall’alto sugli uomini,
per primo un uomo di Grecia ardì sollevare gli occhi
mortali a sfidarla, e per primo drizzarlesi contro;
non lo domarono le leggende degli dei, né i fulmini, né il minaccioso
brontolio del cielo; anzi tanto più ne stimolarono
il fiero valore dell’animo, così che volle
infrangere per primo le porte sbarrate dell’universo.
(Elogio ad Epicuro)
Tito Lucrezio Caro (98 ca – 54 ca a.C.)

1.04.2009

Witches

Allora vennero le streghe. Vennero dritte dai monti della luna, a cavalcioni dei manici di scopa, giù per la strada maestra dei raggi lunari, al pantano e alla schiera in attesa. Belle alcune, brutte altre, magre e rancide, grasse e maligne, vecchie e giovanili, repellenti e divine, ne arrivavano senza fine. Ad alcune, il rapido volo aveva fatto male, e vomitavano strani fluidi; alcune sputtavano sangue. Alcune avevano la tonaca e la cuffia come monache. Circuitando in ampi cerchi, planando sul manico di scopa, sfioravano il pelo dell'acqua, donne volanti sinistre con i loro cenci e stracci al vento e con risate sguaiate da baldracche; circuitavano, circuitavano, poi atterravano. Le rive del brago erano nere di una folla di sorelle, ma sorelle tentatrici, sorelle di falsità, di corruzione. Era un raduno di garrule cornacchie, di donne sporche, impenitenti, indesiderabili e sterili, che saltellavano e ridacchiavano nella mota.
Da: Il Circo Del Dr. Lao, di Charles G. Finney.

1.02.2009

L'immaginazione al potere (società come opera d'arte)

"Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico."
"E' solo per merito dei disperati che ci è data una speranza."
"Ricordare il passato può dare origine a intuizioni pericolose, e la società stabilita sembra temere i contenuti sovversivi della memoria."
Herbert Marcuse
Un filosofo dimenticato, criticabile e discutibile, ma forse da leggere nuovamente senza fraintenderlo; con uno sguardo al passato per percepire meglio il presente, annaspando verso il futuro.

12.30.2008

La fine e il principio

Domani è l'ultimo giorno del 2008. Domani tutti i potenti della terra parleranno, ai loro "sudditi", dalle televisioni di tutto il mondo. Io invece, attraverso le sue parole, voglio ricordare un uomo semplice, un lavoratore, un anarchico che insieme al suo amico Nicola Sacco venne accusato e giustiziato ingiustamente per omicidio... "Allo studio aggiunsi una spietata, continua e inesorabile osservazione sugli uomini, sugli animali e su tutto ciò che circonda l'uomo. Il libro della vita: questo è il libro dei libri. Tutti gli altri non hanno scopo che insegnare a leggere questo. La meditazione di questo grande libro determinò le mie azioni ed i miei principi: sprezzai il motto "Ognuno per sè e Dio per tutti"; mi schierai dalla parte dei deboli, dei poveri, degli oppressi, dei semplici e dei perseguitati, compresi che in nome di Dio, della legge, della patria, della libertà, delle pure astrazioni della mente, dei più alti ideali umani, si perpetrano e si continueranno a perpetrare i più feroci delitti sino al giorno in cui, acquistata la luce, non sarà possibile ai pochi di far commettere il male, in nome del bene, ai più. Compresi che non impunemente l'uomo calpesta le inedite leggi, nè può violare i vincoli che lo legano all'universo. Compresi che i monti, i mari, i fiumi chiamati confini naturali, si sono formati antecedentemente all'uomo per un complesso di processi fisici e chimici e non per dividere i popoli. Ebbi fede nella fratellanza e nell'amore universale. Ritenni che chi benefica o danneggia un uomo, benefica o danneggia la specie. Cercai la mia libertà nella libertà di tutti, la mia felicità nella felicità di tutti. Compresi che l'uguaglianza di fatto, nelle necessità umane, di diritti e doveri è l'unica base morale su cui può reggere l'umano consorzio. Strappai il mio pane con l'onesto sudore della mia fronte: non ho una goccia di sangue sulle mie mani né sulla mia coscienza".
Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 - Charlestown, 23 agosto 1927).
Arriva il 2009... tentiamo di fare in modo che il mondo diventi un posto migliore. Auguri.

12.23.2008

Bob meets Frank (natale un cazzo).

Stasera mi girano, quindi sono un po' più acido e bastardo del solito, sarà che 'ste feste natalizie continuano a starmi sulle palle (non di natale ma le mie), sarà che questa rincorsa ai regali e agli acquisti per la grande indigestione e abbuffata della vigilia e del capodanno mi danno ogni anno da capo la nausea: debbo sfogarmi. E allora, se siete entrati nella "magica atmosfera del buonismo festivo natalizio" se aspettate trepidanti e sorridenti l'arrivo di babbo natale con i suoi doni, se vi sembra di sentire gioia osservando gli sguardi ebeti di chi incontrate per strada e siete sicuri che il nuovo anno sarà un anno fantastico, lasciate perdere e non continuate a leggere... Parliamo male di Bob Dylan. Premetto che Dylan il menestrello di Duluth, ultimamente conduceva un programma in radio a tema sul generis: oggi canzoni che parlano della mamma, domani quelle su san Valentino, dopodomani quelle sul natale (e ci sta). Dylan ha sempre detestato il movimento hippy (a me cominciarono a stare sul cazzo dopo un viaggio a Stone Henge e vedere quanto fossero rincoglioniti e discriminatori). Dylan si mise insieme alla Baez quando lui era ancora uno sconosciuto mentre lei era una cantante folk già affermata, si dice, per sfruttarne la fama a proprio favore. Una volta che anche lui cominciò a farsi un nome, casualmente, la scaricò escludendola dalla sua vita. Più in là negli anni, quando si riunirono per il tour della Rolling Thunder Revue, forse in ricordo dei vecchi tempi e forse anche perché un po'eccitato, Bob cercò di infilarle una mano tra le cosce, che però lei blocco all'istante dicendogli anche che abbandonava il tour. Ma la migliore di tutte è questa: in qualità di convinto propagandista contro gli evangelisti televisivi della "maggioranza morale" della nuova destra che aiutarono Ronald Reagan a prendere il potere nel 1980, Zappa non era un fan dei "Cristiani Rinati". Dunque fu comprensibile la sua sorpresa quando, in un giorno di dicembre del 1982, Dylan ( che si era convertito agli evangelisti) comparve davanti al cancello di casa sua per chiedergli di produrre l'album Infidels, il seguito della trilogia di dischi evangelici, Slow Train Coming, Saved e Shot of Love. Stando al racconto che Zappa fece al giornalista Karl Dallas del Melody Maker che lo intervistò: "Mi capita di ricevere un sacco di visite strane qui e all'improvviso arrivò questo tizio dicendo "Sono Bob Dylan e voglio suonarti le mie nuove canzoni". "Non lo avevo mai incontrato prima in vita mia e quindi guardai nello schermo per vedere chi c'era al cancello e vidi questa figura che nel freddo gelido circostante se ne stava senza cappotto e con una maglietta aperta. Mandai qualcuno a riceverlo per assicurarmi che non fosse un qualche Charles Manson, ma era proprio chi diceva di essere." Una volta in casa Dylan gli suonò undici nuove canzoni, canticchiandole al pianoforte e poi chiese a Zappa se voleva produrre il suo nuovo album. "Io gli chiesi allora se quelle canzoni avevano dentro la grande J (l'iniziale di Jesus, Gesù, ndt) e lui mi rispose di no. Ma quando lo accompagnai di sopra per offrirgli un panino, il mio cane gli ringhiò. Allora gli dissi di stare attento perchè al mio cane non piacevano i Cristiani. Dylan non rise." Le strade dei due uomini non si sarebbero mai più incrociate... The answer my friend, is blowin' in the wind!
traduzione di Michele Murino
B. Dylan: "You gotta serve somebody" ( devi servire qualcuno.)
J. Lennon: "You gotta serve yourself" (devi servire te stesso.)

12.19.2008

CREAM - N.S.U. (dolce blues alla crema)

Jack Bruce (basso), Eric Clapton (chitarra) e Ginger Baker (batteria) formarono, nel 1966, una delle più energiche e interessanti rock blues band del Regno Unito. La fantastica voce di Bruce con i suoi eccellenti giri di basso (altro che Sting) insieme alla potente batteria di Baker e agli assolo di chitarra di "Dio" Clapton diedero avvio alla nascita di pezzi storici come Sunshine of your love, I fell free, Strange Brew e alla rivisitazione di brani classici del blues come Crossroad e Spoonful. Nella magica e cremosa alchimia musicale di questo indimenticabile trio c'era tutto: l'eroina con le droghe psichedeliche, l'emarginazione, la politica, la frustrazione dell' essere giovani e sentirsi già perdenti in un mondo controllato economicamente dal potere e dall'ipocrisia delle istituzioni e delle religiosità; tanto che Bruce in N.S.U. (il pezzo che vi propongo, uno dei miei preferiti) canta: "l'unico momento in cui sono felice è quando suono la mia chitarra". Il gruppo nonostante l'enorme successo planetario e con soli tre album all'attivo si sciolse, purtroppo, presto (era il 1968), ma con Fresh Cream, Disraeli Gears e soprattutto Whells Of Fire entrarono per sempre e a pieno titolo tra le leggende del rock mondiale.
Driving in my car, smoking my cigar, the only time I'm happy's when I play my guitar. Singing in my yacht, what a lot I got, happiness is something that just cannot be bought. I've been in and I'm out, I've been up and down, I don't want to go until I've been all around. What's it all about, anyone in doubt, I don't want to go until I've found it all out.
Trad: guido la mia macchina, fumo il mio sigaro ma l'unico momento in cui sono felice è quando suono la mia chitarra. Canto nel mio yacht, conto le tante cose che possiedo, ma la felicità è qualcosa che non si può comprare. Sono stato all'interno e ora sono all'esterno, sono stato in alto e anche in basso ma non me ne andrò sino a quando non sarò stato dappertutto. Cosa c'è in giro? Nessun dubbio, non voglio andarmene sino a quando non l'avrò scoperto completamente.

12.17.2008

Bob Lind: Cheryl's Goin Home (live with band!)

Il tuono si spezza contro il buio, l'oscurità esplode con luci gialle... Cheryl sta tornando a casa.

12.12.2008

Black Angel forever young

Bettie Page, (Betty Mae Page: Nashville, 22 aprile 1923 - Los Angeles, 11 dicembre 2008)... Professione: pin-up avanguardista.

12.10.2008

Sorprendiamoli (Scherzetti senza trucchetti)

Quest'anno regaliamo ortaggi a tutti.
(Foto non truccata. "Lo giuro su babbo natale!")

12.08.2008

8 dicembre 1980

"Il tempo che sprechi divertendoti non è tempo buttato via"
John Lennon