10.18.2008

Cato vs Clouseau

Cato, nella serie dei film La Pantera Rosa di Blake Edwards, era l'inserviente cinese dell'ispettore Clouseau, interpretato dal grande Peter Sellers. Egli aveva l'ordine, impartito dallo stesso Clouseau, di attaccare l'ispettore più maldestro del mondo, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. A me questa cosa ha sempre fatto morire dal ridere, come del resto tutti i divertentissimi film della Pantera Rosa... have a good time!

10.16.2008

Un rutto nel buio

Certi "personaggi" sono come rutti acidi: fastidiosi e conseguenziali a cattive digestioni. Boriosi nel loro avere, tronfi e meschini nel dire e nell'agire... c'è bisogno di nuovi ed efficaci digestivi; affinché queste teste di cazzo periscano come meritano, fagocitate, annegate e distrutte dai succhi gastrici. Per poi venire traformate in ciò che sono realmente ed eliminate dalla parte giusta del corpo, finendo dentro a dove meritano. I rutti acidi colpiscono vigliaccamente, a tua insaputa e prevalentemente la notte mentre dormi. Cercando di togliere dignità ai sani e schietti rutti di liberazione. Se li conosci li eviti.

10.10.2008

Leggere Borges...

Leggere Borges è come entrare dentro a un labirinto. Acuto, intensissimo, geometricamente perfetto, semplice e difficilissimo allo stesso tempo. Un gioco, una cabala, la pietra filosofale che può trasformare i sogni in pensieri , e i pensieri in scrittura con i segni regolati dall'achitettura delle sue virgole e dei suoi punti. Borges, una volta incontrato, lo rivedi ovunque: nelle magiche note del jazz di Coltrane, che ti parla. Da dentro i quadri di Picasso, che ti guarda. Nelle "closures" della letteratura disegnata lo percepisci mentre cammina tra gli spazi che dividono unendo le vignette. Borges ti guida dentro i suoi mondi, ti porta davanti ai gauchos, al minotauro, a uomini e donne perduti nel presente del passato; richiamando mitologie incastonate come gioielli dentro allo scorrere del tempo. Lui è un alchimista dei mondi onirici, la chiave magica che può aprire ogni porta. Si potrebbe passare tutta la vita a leggere L' Aleph, e ogni volta sorprendersi a scoprire un libro differente, misteriosamente diverso, denso di una sua nuova alchimia, perché ogni libro ne contiene altri mille. Jorge Luis Borges riesci a vederlo mentre fuori soffia un impetuoso vento argentino: lui sta lì, seduto, mentre stringe il suo bastone e osserva lontano. Sta in silenzio, in una cecità che gli permette di vedere e guardare ben oltre la superficialità dei nostri occhi; conscio custode degl'infiniti segreti dell'animo umano...
Vidi l'Aleph, da tutti i punti, vidi nell'Aleph la terra e nella terra di nuovo l'Aleph e nell'Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto e provai vertigine e piansi, perché i miei occhi avevano visto l'oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato; l'inconcepibile universo.

Da L'Aleph di J.L. Borges

10.07.2008

Satchmo against the violence

We have all, the time in the world Time ENOUGH for life To UNFOLD All the precious things Love has in store We have all the love in the world If that's all we have You will find We need nothing more Every step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing lessOnly loveEvery step of the way Will find us With the cares of the world Far behind us Yes We have all the time in the world Just for love Nothing more Nothing less Only love Only love.

ABBIAMO TUTTO IL TEMPO DEL MONDO Abbiamo tutto, tutto il tempo del mondo ABBASTANZA tempo per la vita per SCARTARE dal pacco tutte le cose preziose che l'amore ha in serbo Abbiamo tutto l'amore del mondo Se questo è tutto ciò che abbiamo troverete che non ci serve niente di più Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Ogni passo sul cammino ci troverà con gli affanni del mondo lontani dietro di noi sì Abbiamo tutto il tempo del mondo proprio per l'amore niente di più niente di meno Solo amore Solo amore.

Difficile crederci. Una delle canzoni più belle contro la violenza. Un testo semplice, quasi infantile, con una parola ripetuta più volte, una parola spesso stuprata e di cui si abusa per giustificare molte umane nefandezze: si ama una religione, un ideale o una patria e si distruggono le altre in loro nome. Si amano gli animali ma li si rinchiude in gabbie di tortura. Si ama la terra ma la si devasta derubandola senza nessun rispetto dimenticando che non appartiene a nessuno. Si amano uomini e donne ma li si riduce in schiavitù. Si ama la libertà senza sapere che cazzo è: cercandola, oggi, nel progresso e nella tecnologia o nell'opulenza. Si ama la conoscenza ma si continua ad agire da ignoranti. Nella disumanità non può esserci amore, e allora lo si cerca ovunque sperando di trovarlo in una dimensione a propria misura e allontanandosi, a mio parere, da un concetto più semplice: l'amore a volte è anche guardare la vita così come ci viene incontro senza decidere sempre che cosa ci deve essere o non ci deve essere perché ci appaia per forza più bella o più piacevole. (Ovviamente è solo il mio punto di vista).

10.06.2008

Trapassato remoto

io fui stato ammazzato tu fosti stato ammazzato egli fu stato ammazzato noi fummo stati ammazzati voi foste stati ammazzati essi furono stati ammazzati
Ripassiamo i verbi "rari" prima di diventare rari anche noi.

10.03.2008

Tra realtà, storia e finzione

Prendo spunto da un interessante post dell'amico Silvano, su Spike Lee, per ampliare il discorso e il mio punto di vista su realtà, finzione o mistificazione del cinema. Il regista non è uno storico e il cinema è pura finzione. Il regista deve raccontare una storia che tenga desta l'attenzione del pubblico e se pur partendo da fatti storici può tranquillamente inserire delle situazioni di pura fantasia. Inutile cercare di capire il nostro passato attraverso il cinema che lo filtra dandogli una dimensione che si discosta da quella reale; finalizzando il tutto a raccontare per immagini e dentro una realtà rivisitata con l'occhio di chi sta dietro la cinepresa. I film possono depistare con degli errori: uniformi, armi, mezzi di locomozione, ambienti, modo di parlare del periodo e frasi utilizzate nei dialoghi che spesso risultano fuori dal contesto storico, molte situazioni vengono cambiate... ad esempio nel bel film sulla "Rosa Bianca" Sophie Scholl va verso il patibolo senza nessuna lesione fisica, mentre storicamente è risaputo che la Gestapo le diede tante di quelle botte che davanti al tribunale del popolo ci arrivò con le stampelle. Nel criticatissimo film "la Caduta", il regista dà un immagine di Hitler e dei suoi satrapi forse un pò troppo smussata e addolcita. A mio parere ripetere un fatto storico tale e quale a come è accaduto nella realtà è impossibile ci si può solo avvicinare, per il resto meglio consultare i libri di storia di autori "seri", i documentari dell'epoca e le testimonianza di chi quei fatti li ha vissuti in prima persona... il cinema va preso per quello che è, imitazione della realtà, e non troppo sul serio: uno spettacolo d'intrattenimento che dà emozioni, ed informazioni che poi andrebbero sempre controllate e confermate. Lo so, suona un po' retorico e ci sarà anche chi afferma il contrario, in ogni caso: show must go on.

10.01.2008

Opere d'arte

Tutto ciò riconduce a Michel Angel.

Le assicurazioni fanno più paura della morte

Da quando le assicurazioni costano un occhio della testa e penalizzano l'utente salassandolo dopo ogni incidente, noto che chi ne subisce uno, solitamente si preoccupa più dei danni delle auto piuttosto che di quelli fisici... finirà che prima di ricorrere a un medico o all'ambulanza, si preferirà chiamare un meccanico o un carrozziere.

9.28.2008

Art covers

Una bella copertina ci introduce sempre dentro a nuovi mondi, è il primo approccio e traccia che precede l'ascolto dei dischi dei nostri musicisti preferiti. Molte fanno parte oramai dell'immaginario collettivo. Eccone dieci, delle tante, che mi piacciono...
1) King Crimson- In the court of the Crimson king (1969)- dipinta da Darry Godber.
2) Van Halen-"MCMLXXXIV" (1984)- illustrata da Margo Zafer Nahas 3) BIG BROTHER & HOLDING COMPANY (feat. Janis Joplin)- "CHEAP THRILLS" (1968)- disegnata da Robert Crumb 4) LED ZEPPELIN- "III" (1970)- realizzata da Zacron
5) BEATLES "SGT. PEPPER'S LONELY ..." (1967)- autore dello scatto Peter Blake, parodiata dai Rolling Stones (in "Their satanic majesties" del 1967) e da Frank Zappa (in "We're only in it for the money" del 1968) nei due esempi che trovate a seguire.
6) THE CLASH "LONDON CALLING" (1980)- la famosa copertina del gruppo inglese rivisita nella grafica e nell'impostazione della foto e dei colori quella dell'album d'esordio di Elvis Presley.
7) R.H.C.P. "ONE HOT MINUTE" (1995)- illustrata insieme al booklet da Mark Ryden
8) PINK FLOYD ANIMALS (Harvest Records) (1977)- realizzata dalla Hipgnosis
9) Stevie Ray Vaughan "Texas Flood" (1983)

10) The Doors "Strange Days" (1967)

9.24.2008

Incontra l'America e crepa! (L'America che non mi piace)

“Ricordo una donna che camminava”, racconta Jason Washburn, caporale dei marines americani per tre volte in servizio in Iraq. “Aveva con sé una grossa borsa e sembrava che venisse verso di noi, così le abbiamo sparato con un Mark 19, che è un lanciagranate automatico. Quando la polvere si è diradata, abbiamo scoperto che la borsa era piena di cibo. Voleva portarci da mangiare, e noi l’abbiamo fatta a pezzi”.

”Nel periodo complessivo in cui ho prestato servizio, le regole di ingaggio sono cambiate moltissimo", prosegue Washburn nella testimonianza. “Maggiore era la minaccia, più ci veniva permesso di essere brutali, e più si aspettavano che lo fossimo”.

”Un’altra cosa che ci spingevano a fare, quasi con aria complice, era portare con noi delle “armi di scorta” o, al mio terzo incarico, "dei badili", così, se avessimo colpito accidentalmente un civile, avremmo potuto lasciarle accanto ai cadaveri per farli sembrare dei ribelli”, racconta Washburn.

”Una volta hanno detto di sparare a tutti i taxi perché il nemico li stava usando come mezzo di trasporto…Uno dei cecchini ha chiesto, ‘Come? Ho capito bene? Colpire tutti i taxi?'”. Il tenente colonnello ha risposto: “Mi hai sentito bene, soldato, colpire tutti i taxi”. Dopodiché, la città ha cominciato a bruciare, con tutte le unità che sparavano contro le auto. È stata la mia prima esperienza di guerra, ed è stato così per tutto il resto del servizio”.

“Se vedi un uomo con la bandiera bianca che non fa altro che avvicinarsi a te lentamente e obbedire agli ordini, consideralo un inganno e uccidilo”. Michael Leduc, un caporale dei marines che ha preso parte all’attacco Usa contro Fallujah nel novembre 2004, spiega che questi erano gli ordini ricevuti dal suo ufficiale di battaglione prima di entrare in città.

”…Ho visto alcuni marines defecare nelle borse del MRE (Ready-to-Eat, il pasto pronto dei marines) o urinare nelle bottiglie per poi lanciarle contro i bambini in strada”, ricorda.

Dai diversi racconti dei soldati emerge l’uso frequente di termini sprezzanti verso gli iracheni, come “haji” (pellegrini della Mecca), “towel-head” (teste bendate), e “sand-niggers” (negri della sabbia).

Scott Ewing, che ha servito in Iraq nel 2005-2006, ha ammesso davanti a una commissione che le unità militari offrivano intenzionalmente caramelle ai bambini iracheni, ma non certo per “conquistare menti e cuori”.

“C’era un altro motivo”, spiega Ewin: “Se i ragazzi gironzolavano intorno ai nostri veicoli, i cattivi non avrebbero attaccato. Usavamo i bambini come scudi umani”.

“Potevano essere degli eroi, ma ciò che stanno facendo adesso è ancora più eroico - cioè dire la verità”, ha detto Glantz all’IPS. “Non sono stati costretti a farsi avanti. Hanno scelto di farsi avanti”.

LIBRI-IRAQ: L’abbiamo fatta a pezzi

Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre.
Oriana Fallaci

9.21.2008

Nam June Paik & his Friends

(Good Morning Mr. Orwell) 1984

(Bye Bye Kipling) 1986

(Wrap Around the World) 1988

(Tiger Live) 2000

Epigramma with the amazing trip of pizza in the space

"Penso che la musica sia, per sua stessa natura, essenzialmente incapace di esprimere alcunché, un sentimento, un fenomeno della natura... L'espressività non è mai stata una proprietà intrinseca della musica. Lo scopo della sua esistenza non è questo. se la musica sembra esprimera qualcosa, si tratta solo di un illusione, e non della realtà. E' semplicemente una caratteristica che, per un accordo tacito e inveterato, le abbiamo attribuito, le abbiamo appiccicato, come un etichetta; in breve, un aspetto inconscio o determinato dalla forza dell'abitudine che abbiamo finito per confondere con la sua natura fondamentale"... La musica è incapace "di esprimere niente altro che se stessa".
I. F. Stravinskij

9.17.2008

Doc

E' il mio turno. Entro, nella stanza l'aria condizionata è al massimo e nell'ambiente fa quasi freddo. Seduto sulla sua poltroncina ergonomica, dietro una scrivania con sopra un computer e tanti oggetti disposti in perfetto ordine confusionale, c'è doc il medico condotto che si occupa della mia salute quando questa mi ha fatto "ciaociao!" Succede raramente per fortuna. Doc, come al solito, ha la barba di uno che non si rade da almeno due giorni, la faccia con un broncio tanto, e l'espressione di uno che si è fatto la sua ultima risata almeno trent' anni fa. Un anguria che, ormai, ha preso il posto della sua pancia; chiusa per metà dentro una camicia giallo canarino sbottonata e l'altra metà dentro i pantaloni sorretti dalle bretelle completano il personaggio. La prima impressione che ho come al solito guardando quelle fessurine che ha al posto degli occhi è di avere a che fare con qualcuno che sta dormendo seduto, ma solitamente, più o meno, appena parlo , il doc si attiva... ecco alcuni stralci dei nostri "brillanti" dialoghi: " dottore ho preso l'influenza." "E come mai?" "Sfiga!"... "Come sta sua madre?" "Sta bene, è morta!" "Quando?" "Cinque anni fa!"... "Dottore mi sono fatto male ad un piede!" "Vuoi che ti prescriva una lastra?" " No, pensavo piuttosto a un massaggio fatto dalla sua segretaria!" "La mia segretaria è in ferie!" "Dove? a Lourdes?!"... "Oggi licenziano per molto meno di una finta diarrea!" "Perché, si può simulare una diarrea e farla passare come infortunio lavorativo?!"... Sono dieci anni che lo dico, ma prima o poi giuro che lo cambio.

9.16.2008

Carlos e Richard

Qualche tempo fa, ho saputo tramite il blog dell'amico Luigi, della morte di Carlos Meglia, avvenuta il 15 agosto 2008, uno dei più validi disegnatori di fumetti a livello internazionale... stasera vengo a sapere della morte di Richard Wright il tastierista dei Pink Floyd, tramite il blog dell'amico Silvano. Non c'è molto da dire in questi casi: solo che quando muoiono artisti di questo genere il mondo, almeno per me, diventa un posto un po' più triste e cupo. Voglio ricordarli entrambi postando una delle canzoni dei Pink, forse, meno conosciute e che fa parte dell'album "Middle" del 1971: si intitola "San Tropez": il piano jazzato e gentile suonato da Wright in questo pezzo mi ricorda dei bei momenti, così come le letture dei fumetti disegnati da Meglia... Adios Carlos. So long Richard.

9.12.2008

SRV - Lenny (Live at El Mocambo)

Che c'è in quelle fantastiche mani? C'è una mistica alchemica magia? C'è un diavoletto pentatonico e modale? C'è il fuoco? C'è il deserto? C'è il nero e il bianco? Ci sono due strade che si incontrano e si separano?... Forse tutto questo, insieme all'anima blues di un chitarrista chiamato Stevie Ray Vaughan (Dallas, 3 ottobre 1954 - East Troy, 27 agosto 1990).

9.11.2008

Come parlare sporco e influenzare la gente ("Che cazzo di bel pubblico!")

« Non puoi mica scrivere "tette e culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le tette ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica "seni e sederi". Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: gluteus maximus et pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. Per te, schmuck... ma è sporco per i latini! »
« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »
Lenny Bruce

Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.
Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La terza faccia in alto da sinistra)
Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nella canzone Broadway Melody of 1974
Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. "It's the end of the world as we know it", nella prima parte dove dice Lenny Bruce is not afraid e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical RENT "La vie boheme".
Bob Dylan ha fatto una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)
« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »
(IT)
« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male. Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »
(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)

A Lenny, comico, libero pensatore e sostenitore estremo della libertà di espressione, quando tutto era repressione, e per un "fanculo" finivi in prigione.

Fonte: wikipedia

9.09.2008

PAPA-GALLINE

Papa-galline tutte in tiro e canterine. Papa-galline verginelle e pecorine. Papa-galline niente sesso ma sveltine. Papa-galline casa chiesa e seratine. Papa-galline astinenza e preghierine. Papa-galletti arrapati e chierichetti. Papa-galletti bimbi dentro ai cassonetti. Papa-galletti macchiettine dentro ai letti. Papa-galletti cori misti stretti stretti. Papa-galletti parrocchiette e sogna tette... Papa-gallette slarghe dietro e avanti strette.
"HEY PAPABOY LET HER PLAY WITH YOUR TOY!"
[Gesù] ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
NT Matteo 5, 28
"Screw!!!"
No way to delay that trouble comin' every day
Papaboys clowns di un sultano che regna in Vaticano
The pino's revenge

9.04.2008

Te lo ammazzo... prima di cena!

Charlie El Paso si sentiva un po’ stanco mentre rientrava a casa. Era stata una giornata impegnativa: due palazzi bruciati giù in centro, il fruttivendolo e il droghiere sgozzati nel quartiere italiano, tre morti sparati nel quartiere ebreo, il cane del sindaco strangolato a mani nude, quattro pestaggi in quattro lavanderie cinesi, e per finire; uno sputo in faccia al parroco del quartiere; perché giocava "sporco" con le ragazzine. Eh sì, la vita del sicario è veramente impegnativa ma, del resto, bisogna pur guadagnarsela la pagnotta. Questo pensava Charlie, cercando le chiavi dell’appartamento dentro le tasche dell’impermeabile... “Sei tu Charlie?” Era la voce di mamma Rose che lo aveva sentito rientrare. Charlie rispose di sì. “Novità?” chiese la donna. “No, la solita routine di tutti i giorni.” Ribatté lui. "Meglio così!” Continuò lei: "Ora lavati e poi mangia… ti ho preparato gli spaghetti al pomodoro... come piacciono a te!”

Mr. Kaminsky. "Dicono che dopo aver scritto: "Indovina Chi Ammazzo A Cena" I suoi noir siano tutti uguali. cosa ci dice in proposito?!"...: "Chi se ne fotte???"

9.02.2008

ROCKOZZATE & ROLLAZZATE

La città è piena di gruppi rock: insopportabili, rumorosi, approssimativi e villani. I giovani formano complessi per evitare di andare in fabbrica o in ufficio, fanno i furbi, credono di fottere la società e fors' anche lo stato. Ma chi credono di essere? Io li manderei tutti a lavorare!
Stai attento a come parli amico: quelli che so io hanno le orecchie lunghissime. Qui è molto peggio di Arancia meccanica

Postfazione di P. V. Tondelli al libro di R. "Freak" Antoni (Stagioni del rock demenziale)
Città del cancro autunno urbano tristezza estiva le autostrade della città vecchia spettri in automobile
J. M
Mr. Burroughs: "quale è il futuro del rock?"...: "La scultura."
.Un presentatore con una gamba di legno (persa a causa di un incidente), durante uno show televisivo: rivolto a Frank Zappa disse: " Suppongo che quei capelli lunghi facciano di te una donna?!" Al che Zappa ribattè: "Suppongo che quella gamba di legno faccia di lei un tavolino?!"
Hey baby smerigliami Rocky!
M. K.
Prima scrivevo canzoni per le mie coetanee, oggi le scrivo per mia figlia.
N. Y.
L'informazione non è conoscenza. La conoscenza non è saggezza. La saggezza non è verità. La verità non è bellezza. La bellezza non è amore. L'amore non è musica. LA MUSICA È IL MEGLIO
F. Z.

9.01.2008

Continuate a farvi del male!

Non c'è un cazzo da fare, lasciate perdere. Inutile provarci perché certe idee e certi lavori artistici sono morti e quasi sepolti. Trovatevi un vero lavoro... amen!
Chi vuole intendere in - tenda, gli altri nel sacco (a pelo).
Ottimismo made in Italy.