5.01.2015

La fabbrica dei sogni (Prima parte)

Gli autori della Sergio Bonelli Editore, una delle maggiori case editrici di letteratura disegnata italiana e d'Europa, utilizzano spesso come punto di partenza per le loro storie, trame e stereotipi di film o di libri adattandole ai loro personaggi, un escamotage che permette insieme all'alto livello di professionalità dei soggettisti e degli sceneggiatori la pubblicazione di un enorme numero di pagine mensili. Lo stesso principio vale anche per i disegnatori che a volte si avvalgono di modelli già esistenti per i loro elaborati. Così gli eroi di carta possono somigliare a celebri attori del cinema e le illustrazioni delle copertine ricordare i maestri d'oltre oceano. Il punto di partenza va ricercato negli anni "pioneristici" del fumetto, quando era difficile reperire materiale iconografico. Dai loro viaggi in America i Bonelli tornavano con libri, riviste e giornali pulp le cui copertine illustrate dai migliori disegnatori degli "States" servivano come fonte d'ispirazione per gli autori nostrani. Non c'è niente di denigrante nell'osservare il lavoro altrui, anzi io trovo che sia un ottimo modo per migliorarsi se non lo si fa passivamente ma guardando per imparare. Il grande Gallieno Ferri, autore grafico di Zagor e Mister No, rifacendosi a certe copertine di James Bama, adattandole, evoca nuove emozioni per i lettori dello "Spirito con la scure".




















4.13.2015

1977― 2015

 Kenneth Parker 
1844 ― 1908
So long, old friend. 

4.01.2015

L'albero

L'albero è il più grande successo della natura.
Anonimo

3.31.2015

indians

Un guerriero sono stato. Ora è tutto passato. Un tempo difficile m'attende.
Toro Seduto

3.29.2015

Acquerello

Springtime

Helltime

3.25.2015

Bello il mostro! - Viaggio al centro della terra 3D

Ebbene sì, ho visto Viaggio al centro della terra, di un certo Eric Brevig. So che Kubrick, Pollack, Hitchcock, Penn, Huston, Peckimpah e tanti altri non me lo perdoneranno mai perché mi è anche piaciuto, ma del resto non si può sempre bere vino d'annata e ogni tanto bisogna pur farsi un bel bicchiere d'acqua. In effetti l'esempio calza perché questo film è incolore e insapore come l'acqua, con una trama lineare, privo di un qual si voglia intreccio, dove tutto nasce per essere messo al servizio degli effetti speciali seguendo  come traccia il racconto di Verne a cui si ispira. Non dovendo pagare più di tre o quattro attori l'intero budget del film è finito sicuramente nelle tasche degli addetti agli effetti e del regista. Gli interpreti oltre che per la loro bravura sembrano essere stati scelti per la loro estetica. Ritroviamo quindi quel simpatico bellone di Brendan Fraser già visto in azione a combattere contro mummie varie. Josh Hutcherson mieloso protagonista di film che nessuno ricorda, in questo fa la parte del nipote di Fraser, che vuole ritrovare il padre ed è commovente quanto un pomodoro spiaccicato sul marciapiedi. Anita Brien islandese di nascita, già vista in quel "floppone"che risponde al nome di Dylan Dog , Il film, del 2010, è la " bella ragazza gnocca"del gruppo. Indovinate chi se la impalma alla fine dell'avventura?... Film paraculissimo, che da subito sembra dirti: "onestamente, dopo quelli del cinema, siamo qui per incularti anche i soldi del DVD e se volevi un film che facesse piangere e raccontasse una storia, ti compravi Schindler's list". Ma allora perché è un prodotto che piace? Semplice a dirsi: perché è come un bel giocattolone ricevuto in regalo sotto l'albero di natale, gli effetti speciali sono favolosi, il T-rex, fantastico, il ritmo  scorrevole e soprattutto non stai a chiederti per tutta la durata del film se i protagonisti moriranno o chi si scoperà Anita Brien. Dulcis in fundo, per 88 minuti non pensi e ogni tanto, staccare e non pensare, fa bene come bere un bicchiere d'acqua... Buona visione!

Regia di Eric Brevig, con Brendan Fraser, Josh Hutcherson, Anita Brien. USA/2008

Bello il mostro! (scusando il paradosso) Viaggio nell'isola misteriosa

E va bene come il precedente Viaggio al centro della terra di cui è il seguito, è cinema di maniera, è politicamente corretto, è per famiglie Mulino Bianco e famiglie Walt Disney. Un cinema edulcorato, ruffiano ed esteticamente paraculo, di cassetta e nazionalpopolare. Schifosamente holliwoodiano dove l'unica parola osé che viene pronunciata è: cacca... Però mettere insieme Verne, Stevenson e Swift, prendere quello che li accomuna e cioè, per intenderci, aver scritto un libro ambientato in un'isola e costruirci sopra una nuova storia come hanno fatto gli autori di Viaggio nell'isola misteriosa; direi che la cosa merita un minimo di attenzione. Se poi quell'attenzione non viene delusa si potrebbe assistere ad un ora e mezza di cinema spettacolare - costato 75 milioni di dollari - con una racconto sviluppato ad arte sui parallelismi de L'isola misteriosa, L'isola del tesoro e I viaggi di Gulliver, così se tutto funziona, beh! allora si può mollare il freno e godersi il film... Epperò guarda Michael Caine com'è vestito sembra Indiana Jones, e l'isola misteriosa ha qualcosa dell'isola del teschio di King Kong. E quella corsa sulle api giganti fa venire in mente Star wars. E la tomba del capitano Nemo ha qualcosa del tempio già visto nel primo film di Indy...  Poi le rovine di una città fantastica: Atlantide. Vai che si cita Superman e un suo nemico, e poi i quattro protagonisti sono più o meno simpatici:  nonno Caine prende per il culo The Rock il wrestler che a un certo punto senza nessun pudore canta e massacra spietatamente What a wonderful world di Louis Armstrong. Luiz Guzman, uno degli attori preferiti di Lumet, è proprio buffo e comico. Josh Hutcherson reduce dal precedente Viaggio al centro della terra, lo ammetto, anche qui coinvolge allegramente, come una marcia funebre. Spinto da ormoni curvanti in fase di accelerazione, corteggia goffamente Vanessa Hudgens che essendo l'unica donna sull'isola crede, giustamente, di avercela solo lei. Alla fine però sarà contenta di dargliela. Il cast in ogni caso funziona e il film scorre liscio e diverte. Gli effetti speciali sono stratosferici e interagiscono perfettamente con i protagonisti, bello il mostro, scusando il paradosso. bello il Nautilus poi FINE mentre si aspetta l'INIZIO del terzo capitolo... Un film da marchettone come il precedente, quindi, ora per fare ammenda vado a rivedermi la trilogia chilena di Pablo Larrain.

Regia di Brad Peyton, con Josh Hutcherson, Dwayne Johnson - The Rock, Michael Caine, Vanessa Hudgens, Luz Guzman. USA/2012

3.24.2015

L'isola degli uomini pesce


Un paio di buoni motivi per rivedere questo vecchio film di genere diretto da Sergio Martino, uno: perché  è ambientato su di un'isola misteriosa alla fine dell'ottocento. Due: c'è lo scomparso prematuramente re degli avventurieri del cinema Claudio Cassinelli, Barbara Bach l'attrice che ha sposato l'ex Beatles Ringo Starr, e Richard Johnson che interpreta un elegante e riuscito villain. Tre: cita Verne, Salgari, Weels, il mostro della laguna nera, il mito di Atlandide, e tutto prima di Indiana Jones e Martin Mystere.
Sinopsi
Naufragati su di un'isola caraibica il dottor Claude De Ross, con alcuni galeotti destinati al bagno penale della Caienna, si imbattono in strane creature marine. L'isola è inoltre abitata da Edmond Rackham l'ambiguo proprietario che ci vive con Amanda Marvin, che sembrerebbe la consorte, e dei silenziosi servi negri. Il dottor De Ross dovrà lottare per salvare la propria vita e svelare gli inquietanti segreti dell'isola e dei suoi abitanti. Un film distrutto dalla solita critica ma abbastanza acclamato dagli spettatori, gli americani ne fecero delle versioni alternative con scene aggiunte e rimontaggi. Un discreto ritmo narrativo con effetti senza pretese ma efficaci e ottime location, fanno oggi di questa pellicola un piccolo cult anche se la trama è scarna e il finale fa riferimento a schemi classici del cinema avventuroso. Il regista girò anche un sequel nel 1995 dal titolo La regina degli uomini pesce.

Di Sergio Martino, con Claudio Cassinelli, Barbara Bach, Richard Johnson. Italia/1979

3.20.2015

L'inizio

Un pensiero, una parola, un disegno. L'inizio di qualcosa ne include anche la misteriosa fine.

3.19.2015

War and peace 4 Charlie

 Festa del papà. 

3.12.2015

the help

Ambientato a Jackson nel Mississippi durante gli anni '60, The help racconta ancora una volta il profondo sud degli stati uniti dove lo schiavismo si è trasformato in un ancora più umiliante segregazionismo. Eugenia Phelan, conosciuta da tutti come Skeeter è una neo laureata e giovane scrittrice anticonformista che trova impiego presso il giornale locale dove le viene affidata una rubrica sull'igiene. Consapevole dell'antiquato status in cui verte il Mississippi e della pesante condizione in cui vivono le domestiche afroamericane costrette a mangiare in disparte utilizzando stoviglie proprie e interdette dai bagni dei ricchi"padroni" bianchi anche se si occupano della crescita e l'educazione dei loro figli, decide di intraprendere un progetto editoriale proponendolo a miss Stein una editrice di New York e raccontare attraverso la testimonianza delle domestiche i paradossi sociali del paese. Skeeter, all'inizio non trova nessuna disposta a collaborare perché impaurite dalle leggi razziali e dalle eventuali rappresaglie del Ku Klux Klan, ma poi riesce a convincere Aibileen Clark che ha perso il figlio in un incidente dove non è stato soccorso, a collaborare alla rubrica e dopo alla stesura del libro. Alle due donne si aggiugerà anche Minny che subisce la violenza del marito e presta servizio in casa di miss Celia, una delle poche persone a trattarla umanamente, emarginata a sua volta perché ha sposato lo scapolo più ambito del paese. Grazie poi alle lotte di Martin luther King e ai movimenti per i diritti civili altre domestiche si convinceranno a raccontare le loro storie. Il libro verrà pubblicato con successo, e porterà scompiglio e disappunto tra i conformisti e le benpensanti di Jackson mettendo alla berlina alcuni degli abitanti. Skeeter verrà lasciata dal fidanzato che non condivide i suoi ideali, Aibileen accusata di essere l'autrice del libro, per ritorsione, verrà incolpata di furto e licenziata mentre Minny troverà il coraggio di lasciare il marito. Alle tre donne si apre un nuovo futuro che vedrà Skeeter e Aibileen diventare probabilmente delle scrittrici.
Film quasi completamente al femminile della durata di due ore e venti di ottimo cinema senza enfasi Hollywoodiana. The help, adattato dal libro di kathryn Stockett, nonostante tratti un tema violento come quello razzista non contiene una sola scena che la rappresenti anche se la si percepisce in certi momenti. Skeeter, Aibileen e Minny sono donne avanguardiste forti e intelligenti motivate a far cambiare le cose in un posto dove vige l'ipocrisia segregazionista delle famiglie WASP del profondo sud capaci di pretendere, di comandare ed essere serviti dagli afroamericani mentre allo stesso tempo difettano nel crescere i propri figli o fare le cose di tutti i giorni come cucinare o pulire. Abituate all'ozio e alla superficialità dalla ricchezza le donne di Jackson indaffarate a giocare a carte, a tramare o scambiarsi pettegolezzi, dimenticano che il mondo intorno sta cambiando mentre loro ingabbiate nell'ignoranza continuano ad affermare che la servitù debba usare un bagno di servizio perché affetta da chissà quali malattie. Ma la metafora sociale più forte del film è rappresentata dalla torta di merda che Minny, per vendicarsi di essere stata accusata ingiustamente di furto e licenziata, fa mangiare a miss Hilly la "first lady"della città, quella che ha in mano il "potere", così cinica da essere capace di mandare la propria madre in un ospizio perché ha osato ridere di lei. The Help è l'altra faccia della medaglia rispetto a Mississippi burnin' di Alan Parker, altro grande film sulla condizione razziale degli afroamericani. Due film su cui riflettere mentre ai giorni nostri, che fanno sembrare così lontani gli anni '60, succedono cose come i fatti di Atlanta.
Di Tate Taylor, con Emma Stone, Viola Davis, Octavia Spencer. USA - Emirati Arabi Uniti - India/2011

3.09.2015

Aztec rex con spoiler


Prendete Il film Arraphao degli Squallor, aggiungeteci un po' di Jurassik park, una spruzzatina di Apocalypto,  un cast pagato con cassette di pomodori e noci di cocco, e il risultato sarà Aztec rex di Brian Trenchard - Smith: un nome una garanzia. La trama in breve: Gli Aztechi (una decina di attori in tutto comprese tre donne), invece di farne bistecche, offrono sacrifici umani ad un vecchio T-rex mentre Hernan Cortez - Ian Ziering - giunto nelle americhe, secondo la locandina, un anno prima rispetto a quello che ci raccontano gli storici, vaga smarrito inutilmente per il Messico (forse perché il film è girato a Oahu nelle Awaii?)alla testa del suo esercito (sei uomini in tutto). Gli spagnoli da prima increduli al fatto che un tirannosauro possa ancora esistere nel 1518  ma incazzatissimi poi perché pranza con uno di loro e fa merenda con l'unico cavallo che posseggono (quello di Cortez), sono costretti a organizzare una spedizione punitiva e far fuori il lucertolone gigante. Dopo averlo stanato e ucciso scoprono che il tirannosauro ha un fratello gemello, contemporaneamente tra di loro ne succedono di cotte e di crude, alcuni moriranno dopo essere scappati e avere rubato piatti, posate e bicchieri scambiandoli per il favoloso tesoro di Montezuma. In fine come premio per avere ucciso i due bestioni, uno degli spagnoli potrà trombarsi a vita la figlia del capo tribù azteco. Girato sicuramente in due giorni il film si avvale di un ottima lavanderia e una bravissima stiratrice tanto sono puliti e in piega i costumi degli attori mentre le armature nuove di zecca brillano al sole. Il capo degli Aztechi sfoggia con orgoglio, dei colori e delle pitture che fanno intuire il suo tifo per la Germania. "Arricchita"da un paio di belle gnocche e un frate che ha l'aria di saperla lunga (io avrei inserito un nano traditore segretamente innamorato della figlia del capo) questa perla trash realizzata direttamente per la tv (SciFi channel), vanta degli ottimi effetti speciali in CGI, sto scherzando, una "notevole piramide"sacrificale dei poveri costruita dagli operai della Mulino bianco con tanto di Tiny T-rex inciso su una parete. Completa il tutto una fantastica locandina "attira gonzi"che promette come Pinocchio.

Consigliato ai lettori di Topolino.

Di Brian Trenchard-Smith, con Ian Ziering, Dichen Lachmann, Marc Antonio. USA/2007

3.08.2015

Per fortuna ci sono ancora i b movies

Ambientato in Messico ma girato nelle Filippine, Originale e sorprendente nella misura in cui può essere un fumetto della SBE scritto da Vigna e disegnato da Manara, appetitoso quanto una torta al vomito, intenso e credibile quanto una puntata di Forum, terrificante come l'esame del sangue o essere visitati da un medico della Mutua, avventuroso come iscriversi ad un corso di uncinetto: La tomba, film horror per la regia di David Hunt (il defunto e criticatissimo maestro Bruno Mattei)si visiona pentendosi alla fine di non essere andati a trans o a troie. Recitato da figli e nipoti dell'addetto ai cestini e doppiato dai dilettanti amici del cugino del produttore, doppiaggio a cazzo che sicuramente non migliora le già scarse qualità della pellicola. Il film racconta di un "incredibile"gruppo di studenti archeologi che aiutati, a loro insaputa, da una strega riporta alla luce la tomba di un sacerdote maya su cui gravava una antica maledizione, e questa è la parte originale del film. Il resto praticamente è il remake de La mummia di Sommers più Indiana Jones e il tempio maledetto versione porno ma purtroppo senza la pornografia. Voi direte: ma allora è un film da evitare?! No! Assolutamente. E' un b movies girato a basso costo dove il polistirolo si spreca insieme all'alkermes, ai colori Giotto e alle lampadine per gli effetti speciali, un film che sia il regista (se fosse ancora vivo), la troupe e gli attori andrebbero processati e condannati per oltraggio ai fratelli Lumière, un film che conferma quanto ci piace farci del male ma che ha il pregio di far ridere; e farsi una risata con un b movies horror in questo mondo che si prende tanto sul serio da far paura non è cosa certamente da poco. Quindi se vi capita di trovarne una copia vicino a Laura non c'è, Alex l'ariete o Oblivion, a prezzo popolare nei cestini degli scarti di un centro commerciale, non esitate e acquistatelo.

Di David Hunt (Bruno Mattei) con Hugo BarretDavid BrassJuliette JunotFederica Lenzi. Italia/2004/Mondo Home Entertainment

8.21.2014

A Golconda c'era Rita pavone con I Pink Floyd


La Pavone si pavoneggia da anni millantando di essere stata citata dai Pink Floyd nella canzone San Tropez dell'album Meddle. Racconta che durante un suo concerto sulla Costa Azzurra fossero presenti anche i membri del famoso gruppo inglese e che avendo apprezzato l'esibizione (forse intrigati da Il ballo del mattone o La pappa con il pomodoro?)le abbiano dedicato l'ultimo verso della sopracitata canzone: "i hear your soft voice calling to me making a date for Rita Pavone, mentre in realtà  la frase corretta e più logica dovrebbe essere "later by phone". Se mai è avvenuto l'incontro tra la Pavone e i Pink Floyd sulla riviera francese, l'anno potrebbe essere il 1975, anno in cui effettivamente la cantante essendo in tournée girava da quelle parti. La cosa strana però è che Middle è un album del 1971, quindi anteriore ai fatti  poi raccontati dalla cantante italiana. Tutto parte comunque con la traduzione dei testi dei Pink Floyd pubblicata negli anni '70 dalla casa editrice Arcana, anni in cui si andava a "orecchio e molta buona volontà"per quanto riguardava le traduzioni delle canzoni straniere, di cui si potevano e si fraintendevano le parole. Rimane il fatto che la Pavone pur di accaparrarsi un zinzino di immortale notorietà accanto ai leggendari Pink Floyd non abbia mai smentito gli indebiti meriti.

 Magritte e i Pink Floyd, of course!

8.18.2014

Blueberry is back


La Gazzetta dello Sport distribuirà in edicola dal 26 di agosto a cadenza settimanale Le avventure del Tenente Blueberry,
uno dei capolavori del fumetto mondiale creato dai sempre compianti Charlier e Giraud. Il formato sarà quello classico con cui sono già stati pubblicati Ric Roland, Michel Vaillant e Lucky Luke; brossurati a colori di 19x27 cm con due episodi per albo e una foliazione di circa 100 pagine per ogni numero. Il primo sarà venduto, come sempre, al prezzo di lancio di 1 euro, mentre i successivi costeranno 3.99 euro. Il piano dell'opera prevede la pubblicazione di 26 numeri che conterranno la saga storica e le serie derivate: La giovinezza, Marshall Blueberry e Mister Blueberry. Ancora una volta quelli de La gazzetta dello sport insegnano che quando le cose si fanno, si fanno bene. Impara Editoriale Aurea!

7.30.2014

Forse ne manca uno

Con un incredibile editoriale di commiato rivolto ai lettori l'Editoriale Aurea conclude, con il numero quindici intitolato Dust, la riproposta della saga principale delle avventure del tenente Blueberry di Charlier e Giraud. Forse è una piccola svista o dimenticanza da parte della casa editrice romana, ma per quanto ne so io è Apaches, un albo integrativo montato con tavole già pubblicate e tavole inedite, che dovrebbe chiudere definitivamente la saga principale di Blueberry perché stampato successivamente a Dust. (Nella foto il volume pubblicato da Alessandro Editore).

"Apaches è il mio regalo a tutti i fan di Blueberry"
Jean Giraud

7.08.2014

The king


Il re e la sua ultima Cadillac.

6.13.2014

CoveRemake Animan e Zagor


Wally Wood e Gallieno Ferri

6.12.2014

Contribuisci anche tu, aiuta l'Italia...

Questa estate non incendiare i boschi. Sfoga la tua piromania dando fuoco a un politico o a un impiegato di una finanziaria, va bene anche un assicuratore... renderai questo paese un posto migliore, più sicuro e vivibile. Buona fiammata a tutti!

5.26.2014

Bravi ragazzi...

Con il 44° numero di Lucky Luke, con ottantotto storie, per un totale di 3872 tavole, pubblicate settimanalmente da La Gazzetta dello Sport,
si conclude, per ora, la saga del personaggio creato da Morris. Un sentito grazie a tutti quelli che si sono occupati di questa collana permettendomi FINALMENTE di avere l'intera collezione del cowboy solitario. La nuova storia di Lucky Luke disegnata da Achdé l'erede artistico di Morris dovrebbe essere in libreria dal mese di novembre.

4.14.2014

Il martello degli dei

"L'ingrediente essenziale di ogni gruppo rock di successo è l'energia: la capacità di trasmettere energia, di ricevere energia dal pubblico e di restituirgliela. Un concerto è, in effetti, un rito che prevede l'invocazione e la trasmutazione di energia. Le stelle del rock possono essere comparate a sacerdoti... Lo show degli Zeppelin si basa principalmente sul volume, la ripetitività e le percussioni. Vi sono alcune analogie con la musica da trance che si ascolta in Marocco, che è magica nella sua origine e nel suo scopo: vale a dire che si occupa dell'invocazione e del controllo delle forze spirituali. In Marocco i musicisti sono anche maghi. La musica Gnawa è usata per scacciare gli spiriti maligni. La musica di Jajouke evoca il dio Pan, Pan dio del panico, che rappresente le reali forze magiche che cacciarono via il falso. Bisogna ricordare che all'origine di tutte le arti - musica, pittura e scrittura - ci sono la magia e l'invocazione: la magia è sempre usata per ottenere risultati magici. Nei concerti dei Led Zeppelin, sembrerebbe che il risultato desiderato sia la creazione di una forma di energia per i musicisti e il pubblico. Per condurre in porto una tale pratica magica, e necessario rifornirsi alle sorgenti dell'energia magica e tale processo può rivelarsi assai pericoloso."

William S. Burroughs, Rock Magic

4.05.2014

Stan Sakai

Stan Sakai è l'autore di Usagi Yogimbo una famosa serie a fumetti ambientata nel giappone feudale (quella dei samuarai per intenderci)dove tutti i personaggi sono antropomorfizzati e il protagonista è un ronin con le sembianze di un coniglio bianco le cui avventure si ispirano alla vita di Miyamoto Musashi. A prima vista Usagi Yogimbo potrebbe sembrare un prodotto parodia destinato ai ragazzi mentre invece le avventure di questo coniglio samurai hanno un taglio molto realistico e con una rappresentazione iconografica del periodo ben documenta e ottimamente disegnata; una vera delizia per gli occhi. I protagonisti dalle sembianze animali si comportano come tutti gli esseri umani: vivendo, amando, combattendo per poi infine morire. Il capolavoro del maestro Sakai ovviamente strizza l'occhio ai chambara movies, con  citazioni colte dal cineme di Kurosawa (Yogimbo, la sfida del samurai,1961)o a personaggi come Zatoichi il protagonista cieco di 27 film e dell'omonima serie TV degli anni '70. Questo autore, nato a Tokyo il 25 marzo del 1953 ma statunitense di terza generazione, si ispira per il suo lavoro, inizialmente, a quello del cartoonist spagnolo Sergio Aragonés, e il suo esordio avviene con il fumetto Nilson Grounthumper (dove Usagi era solo un comprimario)sulle pagine di Albedo della Thoughts and Images, una rivista antologica della prima metà degli anni '80 in cui si pubblicano storie sulla scia del successo delle Tartarughe ninja. Stan Sakay ha scritto e disegnato inoltre: A Springfield nessuno può sentirti urlare #7, della serie a fumetti Burt Simpson' presenta "treehouse of horror", e la quarta di copertina di Burt Simpson presenta "treehouse of horror #6". Nel 2013 ha disegnato il comic book: 47 Ronin, l'adattamento a fumetti di un famoso fatto storico del Giappone scritto da Mike Richardson e supervisionato da Kazuo Koike (Lone wolf and cub - Samurai Itto Ogami)per i tipi della Dark horse. In Italia Usagi Yogimbo ha sempre avuto un percorso editoriale travagliato e discontinuo  non raggiungendo mai  il successo che meriterebbe (sic!). I tipi della Renoir comics hanno  annunciato sulla loro pagina facebook, alla fine dello scorso anno, la pubblicazione nel 2014 di due volumoni con le avventure dei primi 10 anni di questo personaggio che ha oramai la bellezza di cinque lustri di vita editoriale. Iniziativa che si spera vada  a buon fine perché aiuterà a sostenere le spese per le cure della malattia della signora Sakai. Auguri alla famiglia Sakai  per altri 25 anni di Yogimbo san!

4.03.2014

Piombo e acciaio... Lady Snowblood

Lady Snowblood, 1973 (Shurayukihime)di Fugita Toshiya è un jidaigeki chanbara revenge movies, che parla dell'inarrestabile vendetta di Yuki nata in carcere da una madre, che la definisce "bambina degli inferi" venuta al mondo per vendicarla, morta subito dopo il parto. Il film  ispirato all'omonimo manga scritto da Kazuo Koike e disegnato da Kazuo Kamimura pubblicato tra il 1972 e il 1973, è diviso in quattro capitolo intitolati: Capitolo primo: La vendetta lega amore e odio. Capitolo secondo: Bambole piangenti di bambù degli inferi. Capitolo terzo: Ombrello di sangue, cuore di fiori. Capitolo quarto: La casa delle gioie, Ultimo inferno. Nel film quando si raccontano i flashback della storia, appaiono delle illustrazioni che omaggiano il fumetto da cui è tratto. Le scene di volenza nel pieno rispetto della drammaturgia giapponese dell'antico teatro Kabuki, si vede calare anche un sipario, mostrano senza indugio mani mozzate e sangue che sgorga a fiotti da ferite causate da terribili fendenti. A certe strutture del film come fermo immagine con i nomi dei personaggi, duelli sulla neve, divisione in capitoli, colonna sonora e al personaggio di Yuki si è ispirato Quentin Tarantino per il suo film: Kill Bill, 2003, 2004. Esiste un sequel sempre per la regia di Fugita Toshiya, intitolato Lady Snowblood 2: Love song of vengeance, 1974. Mentre il fumetto ha ancora ispirato il film del 2001: The princess blade di Shinsuke Sato.

kozure Okami: Meifumado, la via per l'inferno

Nella storia del cinema: Itto Ogami o Lone Wolf  ha il record assoluto di 150 morti ammazzati in una sola pellicola. Titolo nel film: White heaven in hell, 1974. Con un padre così, Daigoro il "cucciolo del lupo solitario" sta al sicuro.

3.20.2014

Kakushi ken: Oni no tsume (Yoji Yamada’s Samurai Trilogy)

"Tutti si innervosiscono quando sguainano il katana. Puoi dire ad un uomo di stare calmo ma non lo farà. Sarà in tensione il suo corpo come la sua mente. E non c'è aiuto per questo. Adesso... Prova  a rilassare il tuo corpo, calmati. Concentrati nello schivare, se lui attacca fai un passo indietro. La sua rabbia crescerà. ed è questo il tuo obbiettivo. Ma anche se il corpo si ritrae, lo spirito no. Lo spirito è sempre all'attacco."

 Dal film The hidden blade di Yoji Yamada    

E' primavera, svegliatevi: bastardi!

Cosa sarebbero gli eroi e gli antieroi se non ci fossero quei bastardi, cattivi villain? Che farebbe Dio senza Lucifero? Topolino senza Gambadilegno? Batman senza il Joker?  Spiderman senza Il Goblin?  Lucky Luke senza I Dalton?... Perché, diciamoci la verità, quelle carogne amorali, senza coscienza e incapaci di sentirsi in colpa per le loro malefatte, sono quelli che si divertono e spesso risultano più interessanti dei protagonisti dal comportamento scontato, sempre in primo piano. E poi, garantito, l'avventura non è avventura senza il guastafeste di turno.


3.11.2014

47 Ronin

DA GIOVEDì 13 MARZO AL CINEMA

3.10.2014

After the crash

Led Zeppelin archives 1981 - 1985

2.24.2014

Ciao Freak (cerebrolessi di tutto il mondo uniamoci).

"Grazie dei fiori, anch'io ti farò un mazzo così."
" Fai bene ad andartene cara, anch'io se potessi mi lascerei."
"A proposito di droghe: a volte il fumo è molto meglio dell'arrosto."
"nella vita è importante che sappiate da che parte gli altri vi vengono incontro, così sapete da che parte dovete spostarvi."
"Vorrei tanto essere una merda, almeno qualcuno mi cagherebbe."
"Mamma, è vero che mi ha portato la cicogna?!... Non ricordo bene, tesoro, ma di sicuro era un uccello grossissimo!"
"Non lavoro oggi, sono in cassa disintegrazione."
"Ai poster l'ardua sentenza."
              Roberto "Freak" Antoni
                     (1954  ̶  2014)
 Il segreto credo che sia non pensare la morte è la fine, ma pensarla piuttosto come un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.  
                                                       Woody Allen

2.17.2014

Robert Crumb

Happy cartoonist.

1.27.2014

Mr. Blueberry

Forse Fred Ward ora è un po' avanti con gli anni per interpretare il tenente Blueberry ma  certamente sarebbe stato molto più somigliante e credibile di Vincent Cassel nel film del 2004.

1.24.2014

Fa un certo effetto...

Be', sì, fa un certo effetto vedere una lapide con la data di nascita e di morte di qualcuno che ha il tuo stesso nome e cognome (una combinazione già di per sè abbastanza insolita), ancor di più se si trova all' Holy Cross Catolic Cemetery di Saint Helena, Napa County, California, USA... Chissà chi eri in America Mister Efisio Bianco?!

12.31.2013

Il pacco di natale


Un tempo anche gli editori di fumetti usavano fare ai propri lettori dei regalini di natale allegati alle rispettive pubblicazioni. Regalini come adesivi, poster o gadget vari degli eroi di carta. La  Editoriale Aurea ex Eura, che oltre gli inserti omaggio di Lancio Story e Skorpio non è mai andata, quest'anno si è superata: infatti con mia grande sorpresa il numero di dicembre di Blueberry, che la casa editrice romana sta ristampando, invece delle due consuete storie mensili ne contiene solo una con un totale di 68 pagine anzi che le dovute 98. Nessun editoriale, piuttosto si tagliano una mano, che spieghi le ragioni di questa versione ridotta ma sopratutto il motivo per cui il prezzo di copertina rimanga invariato. Azzardando un'ipotesi sulla foliazione, "Ballata per una bara" questo il titolo del numero in edicola, risulta più lunga di 15 pagine rispetto alle consuete 50 (per ogni storia) per cui questo numero se avesse rispettato il piano editoriale avrebbe ben superato le canoniche 98 pagine, ma non sia mai che in questi tempi di crisi economica ma anche cerebrale, l'editoriale Aurea regali qualcosa per le festività ai suoi lettori, piuttosto ammazzerebbe Babbo Natale, se esistesse.



Notare che sulla copertina nel catalogo della pagina on line della Editoriale Aurea compaiono i  ̶ pianificati?  ̶  due titoli. Che editore pasticcione!

12.29.2013

27 e 28 giugno 1972

Gran bel fine settimana, per chi c'era.

12.18.2013

Asterix e i pitti


Grazie a Jean Yves-Ferri ai testi e Didier Conrad ai disegni, le avventure di Asterix e Obelix hanno il futuro assicurato. Introdotta dalle note di Albert Uderzo e da quelle di Anne Goscinny figlia di Renè, la nuova avventura del piccolo gallo regge alla grande, sia nel testo che nei disegni, il confronto con quelle ideate da Goscinny e disegnate da Uderzo storici e mitici autori della serie.

12.11.2013

Il lato oscuro della Disney

La saga continua con J.J. Abrams alla regia del VII° episodio.

12.10.2013

E20


Tatù iù 2

Epperò...