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3.25.2015

Bello il mostro! - Viaggio al centro della terra 3D

Ebbene sì, ho visto Viaggio al centro della terra, di un certo Eric Brevig. So che Kubrick, Pollack, Hitchcock, Penn, Huston, Peckimpah e tanti altri non me lo perdoneranno mai perché mi è anche piaciuto, ma del resto non si può sempre bere vino d'annata e ogni tanto bisogna pur farsi un bel bicchiere d'acqua. In effetti l'esempio calza perché questo film è incolore e insapore come l'acqua, con una trama lineare, privo di un qual si voglia intreccio, dove tutto nasce per essere messo al servizio degli effetti speciali seguendo  come traccia il racconto di Verne a cui si ispira. Non dovendo pagare più di tre o quattro attori l'intero budget del film è finito sicuramente nelle tasche degli addetti agli effetti e del regista. Gli interpreti oltre che per la loro bravura sembrano essere stati scelti per la loro estetica. Ritroviamo quindi quel simpatico bellone di Brendan Fraser già visto in azione a combattere contro mummie varie. Josh Hutcherson mieloso protagonista di film che nessuno ricorda, in questo fa la parte del nipote di Fraser, che vuole ritrovare il padre ed è commovente quanto un pomodoro spiaccicato sul marciapiedi. Anita Brien islandese di nascita, già vista in quel "floppone"che risponde al nome di Dylan Dog , Il film, del 2010, è la " bella ragazza gnocca"del gruppo. Indovinate chi se la impalma alla fine dell'avventura?... Film paraculissimo, che da subito sembra dirti: "onestamente, dopo quelli del cinema, siamo qui per incularti anche i soldi del DVD e se volevi un film che facesse piangere e raccontasse una storia, ti compravi Schindler's list". Ma allora perché è un prodotto che piace? Semplice a dirsi: perché è come un bel giocattolone ricevuto in regalo sotto l'albero di natale, gli effetti speciali sono favolosi, il T-rex, fantastico, il ritmo  scorrevole e soprattutto non stai a chiederti per tutta la durata del film se i protagonisti moriranno o chi si scoperà Anita Brien. Dulcis in fundo, per 88 minuti non pensi e ogni tanto, staccare e non pensare, fa bene come bere un bicchiere d'acqua... Buona visione!

Regia di Eric Brevig, con Brendan Fraser, Josh Hutcherson, Anita Brien. USA/2008

Bello il mostro! (scusando il paradosso) Viaggio nell'isola misteriosa

E va bene come il precedente Viaggio al centro della terra di cui è il seguito, è cinema di maniera, è politicamente corretto, è per famiglie Mulino Bianco e famiglie Walt Disney. Un cinema edulcorato, ruffiano ed esteticamente paraculo, di cassetta e nazionalpopolare. Schifosamente holliwoodiano dove l'unica parola osé che viene pronunciata è: cacca... Però mettere insieme Verne, Stevenson e Swift, prendere quello che li accomuna e cioè, per intenderci, aver scritto un libro ambientato in un'isola e costruirci sopra una nuova storia come hanno fatto gli autori di Viaggio nell'isola misteriosa; direi che la cosa merita un minimo di attenzione. Se poi quell'attenzione non viene delusa si potrebbe assistere ad un ora e mezza di cinema spettacolare - costato 75 milioni di dollari - con una racconto sviluppato ad arte sui parallelismi de L'isola misteriosa, L'isola del tesoro e I viaggi di Gulliver, così se tutto funziona, beh! allora si può mollare il freno e godersi il film... Epperò guarda Michael Caine com'è vestito sembra Indiana Jones, e l'isola misteriosa ha qualcosa dell'isola del teschio di King Kong. E quella corsa sulle api giganti fa venire in mente Star wars. E la tomba del capitano Nemo ha qualcosa del tempio già visto nel primo film di Indy...  Poi le rovine di una città fantastica: Atlantide. Vai che si cita Superman e un suo nemico, e poi i quattro protagonisti sono più o meno simpatici:  nonno Caine prende per il culo The Rock il wrestler che a un certo punto senza nessun pudore canta e massacra spietatamente What a wonderful world di Louis Armstrong. Luiz Guzman, uno degli attori preferiti di Lumet, è proprio buffo e comico. Josh Hutcherson reduce dal precedente Viaggio al centro della terra, lo ammetto, anche qui coinvolge allegramente, come una marcia funebre. Spinto da ormoni curvanti in fase di accelerazione, corteggia goffamente Vanessa Hudgens che essendo l'unica donna sull'isola crede, giustamente, di avercela solo lei. Alla fine però sarà contenta di dargliela. Il cast in ogni caso funziona e il film scorre liscio e diverte. Gli effetti speciali sono stratosferici e interagiscono perfettamente con i protagonisti, bello il mostro, scusando il paradosso. bello il Nautilus poi FINE mentre si aspetta l'INIZIO del terzo capitolo... Un film da marchettone come il precedente, quindi, ora per fare ammenda vado a rivedermi la trilogia chilena di Pablo Larrain.

Regia di Brad Peyton, con Josh Hutcherson, Dwayne Johnson - The Rock, Michael Caine, Vanessa Hudgens, Luz Guzman. USA/2012

3.24.2015

L'isola degli uomini pesce


Un paio di buoni motivi per rivedere questo vecchio film di genere diretto da Sergio Martino, uno: perché  è ambientato su di un'isola misteriosa alla fine dell'ottocento. Due: c'è lo scomparso prematuramente re degli avventurieri del cinema Claudio Cassinelli, Barbara Bach l'attrice che ha sposato l'ex Beatles Ringo Starr, e Richard Johnson che interpreta un elegante e riuscito villain. Tre: cita Verne, Salgari, Weels, il mostro della laguna nera, il mito di Atlandide, e tutto prima di Indiana Jones e Martin Mystere.
Sinopsi
Naufragati su di un'isola caraibica il dottor Claude De Ross, con alcuni galeotti destinati al bagno penale della Caienna, si imbattono in strane creature marine. L'isola è inoltre abitata da Edmond Rackham l'ambiguo proprietario che ci vive con Amanda Marvin, che sembrerebbe la consorte, e dei silenziosi servi negri. Il dottor De Ross dovrà lottare per salvare la propria vita e svelare gli inquietanti segreti dell'isola e dei suoi abitanti. Un film distrutto dalla solita critica ma abbastanza acclamato dagli spettatori, gli americani ne fecero delle versioni alternative con scene aggiunte e rimontaggi. Un discreto ritmo narrativo con effetti senza pretese ma efficaci e ottime location, fanno oggi di questa pellicola un piccolo cult anche se la trama è scarna e il finale fa riferimento a schemi classici del cinema avventuroso. Il regista girò anche un sequel nel 1995 dal titolo La regina degli uomini pesce.

Di Sergio Martino, con Claudio Cassinelli, Barbara Bach, Richard Johnson. Italia/1979