1.31.2018

Quasi meglio di Star Wars

La locandina  e la scritta, un po' stile Indiana Jones, anticipano ed esprimono chiaramente lo spirito goliardico, citazionista e zuzzurellone del film. Notare anche il feroce space possuns che rivedremo sbucare dalla sabbia anni dopo nella quarta  pellicola dell'eroe di George Lucas e Steven Spielberg.
Prendete Guerre Stellari, Alien, Blade Runner, Dune, Madmax, un po' di Monty Pyton e Mel Brooks: shakerate tutto e verrà fuori un b-movie demenziale e goliardico come I pirati dello spazio (1984, The ice pirates è il titolo originale). Bocciato e preso a pomodorate da tutti, anche dal mio fruttivendolo, il film commedia diretto da Stewart Raffill è una specie di omaggio con tanto di citazioni - presa per il culo alle ormai classiche pellicole di fantascienza. Privo però di una qualsivoglia decenza, e in certi momenti forse anche imbarazzante, ma mai come Nient'altro che guai, di Dan Aykroyd (1991), I pirati dello spazio, nonostante annoveri tra i suoi attori Mary Crosby figlia di Bing Crosby, nel ruolo della principessa, molto più carina e sexy di Carrie Fisher, Ron Perlman, Angelica Huston, e un cameo con la breve apparizione del mitico John Carradine (c'è anche una verde aliena che sembra Wanna Marchi) secondo la critica che lo ha stroncato senza pietà, rasenta più volte il ridicolo o meglio tutto quello che in un film non andrebbe fatto. Eppure nonostante l'apparente pochezza della sceneggiatura e le ambientazioni kitsch è un film fricchettone e divertente, venato a tratti di un  leggero humor inglese e con un inaspettato frizzante finale con il cattivone o villain che sembra Fu-Manchu. Una commedia, rivalutabile, di serie b che va conservata e rivista nei "momenti, no" della propria esistenza a ricordarci che a volte può esserci bene anche in quello che sembra fatto male.

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