8.03.2008

Johnny il bullo

Johnny il bullo era il cattivone del quartiere. Bullo e per niente bello, era il terrore di tutti i ragazzini che incontrava sulla sua strada. Quando la sua ombra si sovrapponeva alla tua, eri fatto, eri fritto, erano botte da bullo. Johnny approfittava della sua grossa mole e menava, menava, menava. Un giorno però le diede al ragazzino sbagliato; Ninetto acquasanta era, infatti, il cugino di Pietro manoleggera. Pietro era piccolo di statura ma molto intelligente e vendicativo. Quando vide il cugino tornare a casa pesto, sanguinante e in lacrime; pensò che fosse arrivato il momento di dare una bella lezione a Johnny. Dopo aver fatto il suo solito giro, anche quella sera, il bullo si dirigeva verso casa, quando all'improvviso gli si affiancarono due amici di Pietro che lo presero a braccetto: "come va Johnny?! Picchiato nessuno oggi?!". Il bullo ancora stupito di ritrovarsi tra i due, rimase muto anche se già pensava a quanto male avrebbe fatto a quegli strafottenti sconosciuti. Stava per reagire, quando da dietro Pietro manoleggera gli assestò, con una grossa spranga di ferro, un deciso e preciso colpo in piena nuca. Mentre si accasciava al suolo Johnny il bullo rivide tutti i visi dei ragazzini del quartiere a cui aveva rotto nasi, braccia e gambe. Rivide anche tutti i cani e i gatti che aveva torturato e ucciso durante la sua infanzia. Poi tutti i ricordi delle sue malefatte persero il loro peso mentre una macchia scura si allargava dentro al suo cervello, come una bocca affamata, sino a fagocitarlo, inghiottendolo dentro ad un buio totale... Poi più niente. Oggi, Johnny è Johnny e basta. E' difficile essere dei bulli mentre si sta su di una sedia a rotelle e quasi completamente paralizzati. La morale di questa storiella ( se c'è una morale) è che: prima o poi ogni duro incontra il suo muro.

6 commenti:

Franco Zaio ha detto...

Purtroppo succedono raramente episodi così :-) Sono per la certezza della pena, io. Anche se poi però si innescano le faide (ho visto delle storie in Sardegna iniziate per molto meno).

silvano ha detto...

ciao Efisio un saluto dal lake distict.
silvano.

3fix ha detto...

Franco: la vendetta è un piatto che si porge freddo, e dal gusto amaro sia per chi lo serve che per chi ne è servito.

Silvano: Hi my friend. So you are in Ingland. Have a good time. I'll be waiting for you.
See ya.

m@uo ha detto...

Ingland..o England? Fisiooo..
Peccato che invece non vada sempre cosi.. I bulli vanno ai balli e ballano con le belle.. poi le belle ballano e muoiono...o soccombono ubriache nel sedile posteriore di un auto con sette amici dico amici che abusano e filmano..
Io dico che la realtà supera le tue storielle Efi.. Ma tanto ora arriva l'esercito in città e bulli e belle non balleranno.
La morale..è che non c'è più morale.
Come sempre prendo i tuoi punti come spunti.

3fix ha detto...

Sorry, i did a mistake. I bulli che racconto non ci sono e forse tutto questo è cosa strana, perché quelli di oggi, ti rammento , son solo grandi figli di puttana. Ma ancora mi derubi di quell' e?! Farà piacere al pope, al cardinale al re. Ma non sicuramente, stanne certo, a me.

Anonimo ha detto...

Questa e la recita che faro quest anno (sono di quinta elementare)By..................................................................