9.21.2008

Epigramma with the amazing trip of pizza in the space

"Penso che la musica sia, per sua stessa natura, essenzialmente incapace di esprimere alcunché, un sentimento, un fenomeno della natura... L'espressività non è mai stata una proprietà intrinseca della musica. Lo scopo della sua esistenza non è questo. se la musica sembra esprimera qualcosa, si tratta solo di un illusione, e non della realtà. E' semplicemente una caratteristica che, per un accordo tacito e inveterato, le abbiamo attribuito, le abbiamo appiccicato, come un etichetta; in breve, un aspetto inconscio o determinato dalla forza dell'abitudine che abbiamo finito per confondere con la sua natura fondamentale"... La musica è incapace "di esprimere niente altro che se stessa".
I. F. Stravinskij

14 commenti:

JANAS ha detto...

c'è un problema...cos'è la realtà! se non quello che noi percepiamo di essa...allora tutto è cosi, la natura ognuno la percepisce in modo diverso, pur vedendo la stessa cosa!
Niente del mondo reale, può essere percepito realmente com'è nella sua natura fondamentale; la musica esprime molto di più e quasi mai se stessa!

3fix ha detto...

Prova a passare ad un ipertrafficato incrocio con il semaforo rosso pensando che invece nella tue visione della realtà sia verde, e vedi un po' che succede.

Alligatore ha detto...

Il cinema è il cinema diceva, G.L. Godard ...
It's Only Rock'n'Roll (But I Like It), dicevano i Rolling Stones ...

silvano ha detto...

Per fortuna c'è la realtà ed anche la sua realtà fenomenologica, e noi siamo dei fantastici filtri......
per cui la musica mi fa sognare anche alla faccia dell'immenso igor! che detto tra noi, non ci fossero i filtri, se ne sarebbe andato a zappare la terra.
ciao, silvano.

3fix ha detto...

Non credo che Strav con la sua affermazione neghi la condizione del sogno, ma dice semplicemente che tu ne sei l'artefice e non la musica. Lo trovi così orribile? Che c'è di male a zappare la terra?

silvano ha detto...

Forse mi sono spiegato male, Efisio. Intendo dire che c'è la realtà, e la realtà della musica è una sequenza logico-matematica di suoni, e poi c'è la fenomelogia della musica, cioè come noi percepiamo la realtà musicale, non più e non solo come sequenza logico matematica di suoni, ma come poesia e come sogno. Noi percepiamo la musica attraverso i nostri sensi e la filtriamo attraverso la nostra cultura.
La fenomologia della musica è di certo differente dalla realtà nuda e cruda della musica, nondimeno il compositore sa, perchè pure lui è un filtro, in anticipo quale sarà la fenomenologia della musica che si appresta a comporre.
Il ragionamento di Stravinskij è astrattamente vero, ma è anche provocazione, perchè in realtà la musica nella sua testa nasce già come qualcosa di fenomelogico, lui non la trova in un qualche angolo abbandonata. Sarà lui stesso ad usare i suoni, come il pittore i colori, per darle le coordinate dell'arte e del sogno, per produrre un certo effetto "musicale" sull'ascoltatore. In questo senso la musica ha una qualità artistica intrinseca in quanto l'uomo (compositore) la crea e le dà vita, ed altri uomini l'ascoltano. Un cane o un gatto sentono la musica come suono, non saprei dire se la percepiscono come forma d'arte (non credo ma non possiamo a rigore inferirlo), certo in caso la percepiscono come differente da come la percepiamo noi, e probabilmente potrebbero attribuirle qualità artistica solo se il compositore avesse analoga fisiologia della percezione, fosse cioè cane o gatto, oltre che musicista.
Quanto allo zappare la terra, non ho niente contro chi zappa la terra; era solo un modo di dire per indicare che se la musica non fosse musica, anche il grande Stravinskijavrebbe dovuto trovare un diverso modo di sbarcare il lunario.
ciao, silvano.

3fix ha detto...

La prima parte del discorso riguarda ovviamente chi non può decodificare l'aspetto tecnico di una composizione quindi la sua struttura. L'interpretazione che esclude la conoscenza della struttura, prende in esame solo l'insieme di ciò che si ascolta e lo si decodifica emozionalmente. Considerato che l'emotività di un essere umano è in continua trasformazione e non è mai una costante, ne risulta che la percezione dello stesso brano sarà sempre filtrato attraverso ciò che si prova al momento dell'ascolto e credo che questa variabile si possa chiamare: illusione acustica (gioia, malinconia,etc.) l'invariabile di un brano resta, o quel che si può chiamare "esprimere se stessa", la struttura su cui il compositore ha lavorato, che potrebbe essere anche considerata neutra, nel senso che non è poi detto che l'autore voglia a tutti i costi comunicare ciò che poi verra filtrato emozionalmente dall'ascoltatore. O meglio, l'ascoltatore nella maggior parte dei casi fraintende per abitudine di associare ciò che ascolta a quello che sta provando e vivendo emozionalmente in quel momento, allontanandosi magari dall'"effetto musico-emozionale" d'origine concepito dall'autore (nessuno dice che sia sbagliato farlo). Probabilmente se chi compone musica riuscisse a capire se un cane o un gatto considerano le note come un arte, ai concerti verrebbero anche i nostri amici a quattro zampe. Sapendo però che l'udito sesibilissimo del cane va ben oltre la frequenza della percezione dei suoni di noi esseri umani, il volume troppo alto per il cane (il gatto non lo so) sarebbe più che altro una tortura.
La domanda sulla zappa era una provocazione, of course.

Ciao.

silvano ha detto...

!Mazza Efisio! 'sto giro abbiamo volato alto. Non ero polemico, nè avevo colto polemica nel tuo commento. Solo mi interessava mettere in risalto le differenze tra la realtà e le nostre percezioni. Poi son d'accordo che all'interno della percezione ci sono anche le differenze inter individuali e quindi i filtri culturali ed emozionali di cui più o meno tutti siamo dotati. In ultima!? analisi nel momento che un musicista compone un pezzo, essenso la sua fisiologia analoga a quella degli ascoltatori, sa già in anticipo il tipo di suono ed il tipo di sensazioni che quella musica produrrà. Un violino tzigano, tenderà a produrre una sensazione che culturalmente la stragrande maggioranza degli ascoltatori percepirà come un qualcosa di triste. Un Requiem, tende a produrre solennità e una forma di tristezza/nostalgia, così una marcia funebre ecc. Poi ci sono musiche "più aperte" che si prestano bene alla proiezione individuale, e così io ci vedrò patate e tu carote e caio un minestrone.
Il gatto probabilmente non ama la musica di Stravinkij, perchè Stravinskij non ha l'orecchio del gatto, almeno mi sembra.
ciao, silvano.

Luigi Serra ha detto...

Il mondo è bello perchè è vario. Ecco l'opinione di un'altro musicista:
Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato...

John Coltrane

3fix ha detto...

@Silvano: in qualunque modo la musica raggiunga il tuo muscolo cardiaco, aumentandone il suo flusso sanguigno, va bene... Peace and Music.
@Luigi: Coltrane è morto nel 1967, e non sa come l'abbiamo ridotto questo "immenso e meraviglioso mondo".

Luigi Serra ha detto...

Magari Coltrane l'avrebbe trovato, comunque, bello... Chi può dirlo?

3fix ha detto...

Oppure avrebbe cambiato opinione, chi può negarlo?

Franco Zaio ha detto...

Non sono d'accordo con Stravinskij, forse lui si riferisce alla musica accademica. Non aveva sentito "Ballads" di Coltrane, per esempio :-) e neanche i Germs :-)

3fix ha detto...

Franco,credo che il tuo intervento chiarisca un omissione importante, infatti io mi riferivo alla musica accademica e mi viene il dubbio che forse Silvano parlasse invece della musica più in generale.
Thanks.